Val Sanguigno e Lago Nero: escursione ad anello da Valgoglio
Un itinerario vario e non banale tra la Val Sanguigno e il Lago Nero, dove torrenti, laghi, pascoli, traversi esposti e manufatti idroelettrici si alternano lungo un ampio anello da Valgoglio.

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MAPPA DI LOCALIZZAZIONE
SINTESI DESCRIZIONE
L’itinerario parte dal parcheggio presso la Centrale di Aviasco, oltre Valgoglio, e risale inizialmente la Val Sanguigno scegliendo il sentiero più ripido tra le due possibilità indicate dai segnavia.
Dopo una breve deviazione alla Cascata del Sérsen, il percorso prosegue nel bosco, non lontano dalle acque del Torrente Sanguigno, passando nei pressi della Baita del Sérsen e della deviazione per il Rifugio Gianpace.
Abbandonato progressivamente il fondo della valle, si sale verso Malga Fratino e la Costa di Corna Rossa, dove la vista si apre sulla vallata e sul versante settentrionale della catena Pizzo Arera-Cima del Fop.
Da qui l’itinerario lascia la Val Sanguigno e affronta il lungo traverso sul versante orientale del Pizzo Salina, lungo un sentiero esile che alterna dorsali e stretti impluvi.
È una sezione da percorrere con attenzione, soprattutto nei punti più ripidi o esposti, prima di raggiungere Baita Corna e l’ingresso nella Valle d’Aviasco.
L’accesso alla valle avviene attraverso una cengia esposta attrezzata con un sottile cavo metallico, seguita da altri tratti delicati.
Raggiunto il Lago Nero, il percorso si collega per breve tratto al giro dei 5 laghi di Valgoglio, passando poi dalla Capanna Lago Nero e scendendo lungo un sentiero ripido e sconnesso, caratterizzato dalla presenza della grande condotta metallica e dai manufatti legati alla produzione di energia elettrica.
La discesa prosegue verso Bortolotti e quindi, attraverso sentieri meno frequentati e tratti di fondovalle, riporta alla Centrale di Aviasco.

DESCRIZIONE COMPLETA
Dalla Centrale di Aviasco alla Cascata del Sérsen
Oltrepassato il paese di Valgoglio, lascio l’auto sul fondo della vallata, nel parcheggio a pagamento presso la Centrale di Aviasco (q. 970 m.), e mi avvio a piedi superando il punto di ristoro.
Passo a fianco della centenaria Centrale, realizzata in stile neomedievale, raggiungendo subito un bivio.

L’iniziale risalita della Val Sanguigno può avvenire tramite due differenti sentieri, quello “ripido” e quello “normale” entrambi con segnavia 232-267. Opto per il primo, superando il ponticello sulle acque del Torrente Goglio provenienti dai laghi a monte, e inizio subito a risalire velocemente il versante opposto.
Giunto al bivio per la Cascata del Sérsen, devio dal sentiero principale per raggiungere in pochi minuti il bel salto d’acqua alto un paio di decine di metri.

Lungo la Val Sanguigno
Tornato sul sentiero principale, riprendo la risalita.
Passo a fianco della Baita del Sérsen e, sempre camminando nel bosco non lontano dalle acque del Torrente Sanguigno, arrivo a incontrare il sentiero “normale” proveniente dalla Centrale.

Continuo a guadagnare quota sfiorando più volte lo spumeggiante corso d’acqua.

Oltrepasso la deviazione per il Rifugio Gianpace, raggiungibile in un paio di minuti, mentre il bosco inizia a lasciare posto a spazi più aperti.
Proseguo a camminare con a fianco l’inseparabile compagnia del torrente, fra affascinanti pozze e cascatelle.

Al bivio tra i percorsi 232-267 e 265, seguo il primo abbandonando il fondo della valle.

Verso Malga Fratino e la Costa di Corna Rossa
Una breve ma faticosa salita e sono al punto in cui i tracciati 232 e 267 si separano: il primo punta al Passo di Val Sanguigno e ai Laghi Gemelli mentre il secondo, che mi appresto a seguire, si dirige verso il Lago Nero.
Con il panorama che si estende sempre più sulla vallata, guadagno quota oltrepassando Malga Fratino di sotto e poi Malga Fratino di mezzo, o Baita de Mès (q. 1595 m.).

Assecondando l’andamento del terreno, taglio a mezzacosta il pendio alternando panoramiche dorsali a stretti ed erti impluvi in cui procedere con passo sicuro.
Intanto risulta ben visibile la grande muraglia di roccia del versante settentrionale della catena Pizzo Arera-Cima del Fop.

In corrispondenza della Costa di Corna Rossa (q. 1780 m.) mi fermo un poco presso la bianca statua della Madonna con Bambino che domina le case di Valgoglio. Peccato solo che le nuvole coprano completamente le sovrastanti cime.

Il traverso sotto il Pizzo Salina
Qui abbandono la Val Sanguigno. Salgo un poco lungo la dorsale, poi devio seccamente verso nord-ovest, a destra, evitando di seguire ancora la traccia che risale la Costa fino ad arrivare al Pizzo Salina.
Ora è il versante orientale del Pizzo Salina che taglio lungamente.
Cammino su un esile sentiero che solca un ripido pendio erboso. In lontananza scorgo alcune delle dighe dei laghi artificiali.

Procedo senza grossi cambi di quota, con il sentierino che segue sinuoso l’andamento del terreno, nella continua alternanza di stretti impluvi e dorsali che solcano la valle Pagherola.

Quando il pendio si amplia, riducendo la pendenza e divenendo pascolo, lo risalgo passando a fianco della Baita Corna (q. 1943 m.), oltrepassata la quale continuo a guadagnare quota.
Supero un passaggio esposto e la deviazione per il Lago Gelt.

L’ingresso nella Valle d’Aviasco
L’ambiente ora si fa più roccioso. È il preludio all’ingresso nella Valle d’Aviasco, che effettuo su un’esposta cengia dove un sottile cavo metallico rende più sicura la progressione.

Ancora qualche tratto delicato e raggiungo il fondo della valletta.
Ora il tracciato diviene pianeggiante e ampio e si sviluppa a poco più di 2000 metri di quota. Solo brevi tratti risultano malmessi a causa di alcune frane che ne hanno occupato la sede.

Dal Lago Nero alla Capanna Lago Nero
Presso la diga del Lago Nero (q. 2013 m.) e l’arrivo della funivia di servizio dell’ENEL mi collego al famoso “giro dei 5 laghi di Valgoglio”, di cui seguirò una piccola sezione in senso antiorario.

Mi affaccio giusto un attimo sul grande lago, poi procedo verso est, a destra, in direzione di Valgoglio con segnavia 268.
Perdo quota sullo sconnesso sentiero e presto giungo alla Capanna Lago Nero (q. 1997 m.), rifugio aperto nel 1996 in una preesistente struttura precedentemente di proprietà dell’ENEL, sulla sponda del piccolo Lago Canali.

Mi trovo in una zona fortemente caratterizzata dai manufatti al servizio della produzione dell’energia elettrica e il paesaggio certamente ne risente.
La ripida discesa lungo la condotta
Continuo la discesa, piuttosto ripida, a breve distanza dalla grossa condotta in metallo.
Lascio sulla sinistra la deviazione per il Lago Sucotto e scendo alla piana in cui sono posizionati alcuni edifici, tra cui la Capanna Giulia Maria, a poca distanza dal Lago Resentino.

Qui mi innesto nel sentiero 228.
Sempre verso Valgoglio, passo a fianco della forra che scende dal lago e riprendo a scendere.
Perdo quota molto velocemente con vista sulla vallata.

Di seguito supero la condotta ed entro nel bosco.
Un altro breve tratto privo di alberi e mi inserisco in un percorso più ampio, sempre seguendo i segnavia bianco-rossi.
Pochi minuti più tardi lascio la forestale per seguire a destra il sentiero per Bortolotti e Valgoglio.

Oltrepasso ancora una volta la condotta e continuo la discesa senza allontanarmene troppo, per incontrarla ancora più volte.
Passo a lato di alcuni fabbricati, poi proseguo su asfalto fino alla località Bortolotti (q. 1146 m.).

Verso la Centrale di Aviasco
A fianco del parcheggio a pagamento “Valle dell’Orso” imbocco il percorso 232.
Toccato uno stradello in ghiaia, lo seguo verso destra abbandonando il sentiero diretto a Valgoglio.
Bella la visuale sulla vallata e verso il Pizzo Salina, con il suo versante orientale che avevo attraversato in precedenza.
Supero un bell’edificio in pietra, Cà di Alecc, e, prima di un altro più piccolo, devio sulla campestre che scende verso il fondo della valle.


Il percorso diviene presto sentiero, nemmeno troppo largo data la vegetazione che lo circonda. Si nota la poca frequentazione di questo itinerario.
Ormai sul fondo della valle, seguo le indicazioni per la Centrale ENEL d’Aviasco continuando la discesa.

Mantenendo il torrente costantemente al mio fianco, oltrepasso la deviazione per la Val Sanguigno presso il Ponte Brosso e quella per Valgoglio.
Accompagnato dalle spumeggianti acque raggiungo la Centrale dell’ENEL e il parcheggio da cui sono partito.

DATI ITINERARIO
- Escursione effettuata nel Settembre 2024
- Durata*: 6h30′
- Tempi progressivi*: Parcheggio Centrale di Aviasco – Cascata del Sérsen (15′) – Bivio “Via normale”/”Via Diretta” (30′) – Bivio per Rifugio Gianpace (1h10′) – Bivio sentieri 232-267/265 (2h00′) – Costa di Corna Rossa (2h50′) – Lago Nero (4h30′ dalla partenza) – Capanna Lago Nero (4h45′) – Bortolotti (6h00′) – Valgoglio (6h30′ dal Lago Nero)
*I tempi inseriti corrispondono a quanto presente nella segnaletica posta lungo il percorso. - Dislivello: + 1100 m./ – 1100 m. circa
- Difficoltà: E (Escursionistica) – Guarda la SCALA DELLE DIFFICOLTA’ ESCURSIONISTICHE
- Carta escursionistica: Carta escursionistica CAI Bergamo n. 3-Sentiero delle Orobie Orientali-1:25.000 (mappa online aggiornata sul Geoportale del CAI Bergamo)
- Accesso: Da Bergamo prendere la statale per la Val Seriana (Albino Ardesio) percorrerla fino a Gromo, seguire le indicazioni per Valgoglio, superare il paese e parcheggiare nella zona della Centrale di Aviasco. Da Milano e Verona seguire l’autostrada A4 e uscire a Seriate e seguire le indicazioni per la Val Seriana (Nembro Albino Ardesio) e procedere come sopra.
- Trasporti pubblici: Autobus Bergamo Trasporti da Bergamo a Valgoglio via Clusone e Gromo.
(https://www.bergamotrasporti.it/).
COMMENTI E NOTE
- Versione più ampia, varia e completa per raggiungere l’area dei cosiddetti “5 laghi” da Valgoglio rispetto alla tradizionale via diretta che, in questo caso, si segue solo in discesa. Regala paesaggi notevoli in ambienti anche selvaggi.
- Seppure tecnicamente non risulti esageratamente difficoltoso per una persona allenata e abituata a camminare in montagna, non si tratta di un percorso banale. Soprattutto alcuni traversi richiedono attenzione mentre in più punti potrebbero esserci problemi di orientamento in caso di scarsa visibilità.
- Evitare di percorrere questo anello in presenza di neve e/o ghiaccio a causa sia del rischio di caduta che del forte pericolo valanghe.
- Alcuni punti tra la Costa di Corna Rossa e il Lago Nero risultano esposti. In linea di massima, si tratta di un percorso da evitare nel caso si soffrano i pendii molto ripidi.
- L’itinerario può essere percorso in entrambi i sensi ma, personalmente, risulta molto più godibile nel senso descritto, percorrendo in discesa la parte meno panoramica.
- Una persona molto allenata può concatenare questo percorso al Giro dei 5 laghi in senso orario.
- Non esistono varianti più brevi del percorso descritto o vie di fuga segnalate.
- Il tagliando del parcheggio della Centrale di Aviasco va acquistato in paese.
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