Lago Nero dalla Val Sestaione

Lago Nero dalla Val Sestaione

Escursione ad anello nell’Appennino pistoiese fra i boschi e le praterie dell’alta Val Sestaione fino a raggiungere il bel Lago Nero posto ai piedi dell’Alpe Tre Potenze.

Lago Nero Appennino pistoiese
Lago Nero

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google.

Guarda la traccia del percorso con la variante per esperti sulla mappa di Google.

La traccia è stata in parte rilevata direttamente e in parte disegnata manualmente tramite Viewranger e potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

In auto risalgo la Val Sestaione fino all’Orto Botanico Forestale (q. 1310 m. circa) dove parcheggio.
Inaugurata nel 1987, questa struttura ha una superficie di circa 14000 mq. e promuove lo studio della vegetazione e della flora appenninica, la conservazione di piante rare o in via di estinzione, la didattica naturalistica e l’educazione ambientale.

A piedi, attraverso il ponte e proseguo lungo la stradina fino al suo termine, dopo poche centinaia di metri.
Oltrepasso la sbarra e continuo sulla forestale (segnavia 104) in direzione della Casetta dei Pastori passando subito a fianco di una cascatella del Torrente Sestaione.

Torrente Sestaione cascata
Cascata del Torrente Sestaione

Seguendo i segnavia bianco-rossi, guadagno quota nella faggeta fino al bivio con il sentiero 106 presso cui si trova la Casetta dei Pastori, edificio per oltre un secolo utilizzato come ricovero e casera.
Durante la Seconda Guerra mondiale era un punto di scambio viveri da parte dei partigiani e il 12 luglio del 1944 fu teatro di un tragico attacco.
Ben ristrutturato nel 2003, è ora un bel luogo con fontana e tavoli in cui fermarsi per un picnic.

Casetta dei Pastori Val Sestaione
Casetta dei Pastori

Continuo in salita lungo il tracciato 104.
Al bivio con il percorso 102, procedo verso il Lago Nero (segnavia 104) sempre guidato dai segnavia bianco-rossi.
Con un ripido tratto sassoso, taglio il più ampio percorso della forestale per poi abbandonarla definitivamente seguendo un’altra sezione di sentiero piuttosto pendente.

La fatica termina uscendo dal bosco dove il paesaggio cambia drasticamente. I faggi lasciano spazio alla prateria di ginepri e mirtilli che, parzialmente, ha assunto la meravigliosa rossastra colorazione di inizio autunno.

Mirtilli e ginepri Val Sestaione
Distesa di mirtilli e ginepri con l’Alpe Tre Potenze sullo sfondo

Giungo così al bivio con il sentiero 100 sovrastato dalla cresta che collega l’Alpe Tre Potenze al Poggio alle Porche e alla Foce di Campolino.
Con direzione “innesto 00” (nord-ovest) in pochissimi minuti arrivo al Bivacco Lago Nero (q. 1730 m.) davanti al quale si apre uno spiazzo in cui si trovano alcuni tavoli.
La struttura era stata realizzata intorno al 1950 come ricovero per greggi e pastori e l’ultima  ristrutturazione è terminata nel 2020. Ora è dotato di una grande camerata con cucina a disposizione di chi pernotta e un altro piccolo locale, sempre aperto, con 4 posti letto.

Bivacco Lago Nero
Bivacco Lago Nero

Oltre l’edificio c’è lo splendido omonimo lago di origine glaciale dominato dall’Alpe Tre Potenze la cui vetta si trova 200 metri più in alto. Il nome del bacino ha origine dalla scura colorazione, ben visibile dal sentiero (con fonte) che sale al Passo della Vecchia. Un po’ più distanti emergono le appuntite sagome dei Denti della Vecchia e dell’Alpe Fariola dietro la quale ben si nota la stazione di arrivo dell’ovovia che sale dall’Abetone. Ancora più lontano appare la catena appenninica che dal Libro Aperto procede verso sud-est.

Lago Nero Val Sestaione
Lago Nero

Dopo una rilassante pausa, riprendo il cammino tornando al bivio fra i sentieri 100 e 104.
Stavolta procedo lungo il primo in direzione della Foce di Campolino e dopo un paio di centinaia di metri, in un’area che vede la singolare presenza di pini mughi, incrocio il sentiero 106 che seguo.

Il percorso è molto piacevole. Un saliscendi alternando ampi tratti fra i mirtilli a qualche breve sezione nel bosco mai troppo fitto.
Sulla mia destra rimane il Poggio alle Porche mentre più aventi c’è la zona di Campolino. E’ la cresta che funge da confine fra le provincie di Pistoia e Lucca.

Foce di Campolino
Lungo il sentiero 106 con la Foce di Campolino sullo sfondo

A sinistra appare, ogni tanto, la Valle del Sestaione ricoperta dalla foresta.

Oltrepasso il bivio con il sentiero 106A costantemente mantenendo costantemente la direzione Casetta dei Pastori. Il panorama è sempre notevole, i colori regalano magici contrasti. Intanto spunta anche il Monte Cimone, massima elevazione dell’Appennino settentrionale.

Denti della Vecchia e Monte Gomito
Vista verso i Denti della Vecchia e il Monte Gomito

(guarda più sotto la Variante EE che continua da questo punto)

Inizio a perdere quota e a inoltrarmi definitivamente nella faggeta.
In alcuni punti devo stare attento a seguire i segnavia bianco-rossi che non sempre indicano la traccia più evidente.

La presenza del bosco è quasi costante, solo qualche breve intermezzo mi permette di vedere il sole.
Supero alcune ramificazioni del Torrente Sestaione poi, ancora in discesa, arrivo al bivio con il sentiero 108 diretto ai Sassi Scritti.

Continuo, più o meno in piano, lungo il sentiero 106 arrivando piuttosto in fretta alla Casetta dei Pastori.

Ora seguo a ritroso il tracciato utilizzato all’andata (segnavia 104) e ritorno al parcheggio dell’Orto Botanico.

Orto Botanico Val Sestaione
L’ingresso dell’Orto Botanico

DESCRIZIONE VARIANTE PER ESPERTI:

(Continua dalla descrizione del percorso base)

Inizio a perdere quota e a addentrarmi nella faggeta.
Tutto ad un tratto, dove il sentiero 106 compie una curva secca verso sinistra, evito di seguire i segnavia e proseguo diritto arrivando, dopo pochi metri, ad una splendida e ampia radura.

Radura Val Sestaione
Radura nell’area di Campolino

Inizio ad attraversare l’umida area prativa lungo l’evidente traccia.
Dopo alcune decine di metri giungo presso un’ampia distesa di pietre, resti di un vecchio manufatto, che seguo verso nord (sinistra).
Continuo poi per la medesima direzione su di una traccia che si inoltra in una striscia prativa libera da faggi normalmente percorsa da un piccolo corso d’acqua.
Passato a fianco di una sorgente (tubo), attraverso il ruscello deviando decisamente a destra su altra leggera traccia che, aggirando la faggeta, arriva ad incrociare un più visibile percorso che scende dalla Foce di Campolino. (Se, presso la precedente sorgente, avessi continuato diritto, sarei giunto ad incrociare questa traccia. In tal caso avrei dovuto risalirla per circa 100 metri).

traccia presso Campolino
La traccia si inoltra nel bosco

Evitando di deviare su quest’ultimo (potrebbe essere presente una freccia formata da sassi che indica un’altra direzione), proseguo diritto fra i faggi e dopo pochi metri supero un altro corso d’acqua.
Ora mi inoltro completamente nella faggeta. La traccia è poco visibile ma procede verso nord-est senza particolari cambi di direzione e pendenza tagliando il versante della montagna.

traccia nella faggeta Val Sestaione
Sulla traccia nella faggeta

Raggiungo il sentiero 108 (segnavia bianco-rossi) nell’area denominata “Sassi scritti” per la presenza di blocchi di arenaria incisi nel tempo dagli abitanti della zona.

Senza modificare la mia direzione (nord-est) procedo, inizialmente in piano, lungo il sentiero 108 fra faggi e qualche abete.
La Valle del Sestaione, grazie al suo microclima tendenzialmente rigido, vede la più meridionale presenza di abete rosso di tutta Europa.
Continuo perdendo quota senza considerare qualunque deviazione fino ad incrociare una strada forestale che percorro sempre in discesa.

sentiero 108 Val Sestaione
Scendendo lungo il tracciato 108

In poche centinaia di metri arrivo ad una sbarra che separa questo percorso dalla pubblica strada.
Attraverso il ponte e in pochi metri sono all’Orto Botanico.

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nel Settembre 2021
  • Durata*: 3h00′ (percorso escursionistico); 3h50′ (Percorso per escursionisti esperti)
  • Tempi progressivi percorso escursionistico*: Orto Botanico Val Sestaione – Casetta dei Pastori (30′) – Bivio sentieri 102/104 (1h00′) – Lago Nero (1h35′) – Bivio sentieri 106/106A (2h00′) – Casetta dei Pastori (2h40′) – Orto Botanico Val Sestaione (3h00′)
  • Tempi progressivi percorso per esperti*: Orto Botanico Val Sestaione – Casetta dei Pastori (30′) – Bivio sentieri 102/104 (1h00′) – Lago Nero (1h35′) – Bivio sentieri 106/106A (2h00′) – Orto Botanico Val Sestaione (3h50′)
  • *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +500 m. / -500 m. (percorso escursionistico); +550 m. / -550 m. (Percorso per escursionisti esperti)
  • Difficoltà: E (Escursionistica) / EE (Escursionisti Esperti) la Variante
  • Carta escursionistica: CAI Modena – Alto Appennino Modenese 1:25000; CAI Maresca – Carta Escursionistica dell’Appennino Pistoiese 1:25000
  • Accesso: Da Pistoia salire in direzione del Passo dell’Abetone e in località Fontana Vaccaia svoltare a sinistra per Pian di Novello e Orto Botanico. Appena prima di un tornante deviare a destra su piccola stradina e parcheggiare presso l’Orto Botanico; da Modena procedere per Pavullo-Lama Mocogno-Pievepelago-Abetone. Superare il Passo e scendere in direzione Pistoia, superare Le Regine e, in località Fontana Vaccaia, svoltare a destra per Pian di Novello e Orto Botanico. Appena prima di un tornante deviare a destra su piccola stradina e parcheggiare presso l’Orto Botanico.
  • Trasporto pubblico: Da Pistoia Blu Bus (linea 54) fino a Le Regine poi a piedi utilizzando il sentiero 102 per unirsi al percorso descritto a monte della Casetta dei Pastori; da Modena autobus Seta fino ad Abetone via Pavullo-Pievepelago (linee 800 e 810) poi Blu Bus (linea 54) fino a Le Regine poi a piedi utilizzando il sentiero 102 per unirsi al percorso descritto a monte della Casetta dei Pastori;
    https://www.setaweb.it/mo
    http://www.blubus.it/

COMMENTI E NOTE:

  • Piacevole escursione in gran parte nel bosco ma con la parte superiore, lungo i sentieri 100 e 106, fra le panoramiche distese di mirtilli e ginepri con la perla del Lago Nero. Splendido con i colori autunnali.
  • Andata praticamente tutta in salita mentre il ritorno vede una prima parte in saliscendi poi la discesa per l’Orto Botanico.
  • Il percorso base non ha particolari difficoltà mentre la Variante “per esperti”, nella prima parte, presenta difficoltà di orientamento che richiedono adeguate capacità in merito. Non sono presenti tratti esposti.
  • L’itinerario può essere seguito indifferentemente in entrambi i sensi.

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