Sella Nevea e le pendici settentrionali del Monte Canin

Sella Nevea e le pendici settentrionali del Monte Canin

Itinerario che, da Sella Nevea, percorre tutto il versante settentrionale del Monte Canin: il Sentiero Sereno, l’area carsica del Foran dal Mus e lungo i tracciati che collegano il Bivacco Marussich al Rifugio Gilberti e alla Sella Prevala.

Bivacco Marussich Montasio Fuart Sella Nevea
Bivacco Marussich e la catena Jof di Montasio – Jof Fuart

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google.

La traccia è stata rilevata direttamente ma potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

Partenza dal grande parcheggio (q. 1140 m. circa) di Sella Nevea in cui vi è l’accesso del Parco Avventura.
Per asfalto scendo alla strada principale (Via Friuli) che percorre la Val Raccolana e la seguo in discesa in direzione di Udine per poche centinaia di metri.
Al primo tornante devio su stradina chiusa al pubblico transito (segnavia 635) per poi abbandonarla prima di arrivare al fabbricato di partenza dell’impianto sciistico.
Meno di 100 metri dopo, attraverso lo stradello sterrato e mi inoltro nel bosco.

Sella Nevea Sentiero Sereno
Il bivio fra i sentieri 635 e 645/a

Al bivio con il sentiero 645/a (“Sentiero Sereno” per Escursionisti Esperti) lo imbocco iniziando un lungo traverso.
Il pendio si fa presto molto erto e la traccia meno ampia mentre i variopinti colori autunnali del bosco dipingono il mio cammino.
Passo a fianco di alti salti di roccia. Una breve sezione di sentiero si sviluppa lungo una cengia scavata dall’acqua.

Sentiero Sereno
Lungo il Sentiero Sereno

Una scaletta di legno fa da preludio al tratto attrezzato.
Presso una piccola passerella in legno inizia il cavo di acciaio e l’esposizione.

Sentiero Sereno Sella Nevea
Tratto esposto del Sentiero Sereno

Quando le aperture fra la vegetazione lo permettono, la vista spazia sull’altro versante della Val Raccolana in cui emerge la bellezza della catena Jôf di Montasio – Monte Cimone.

Mentre guadagno quota sotto il Pic da Lis Ladris, continuano le scalette e le passerelle in legno. Un cavo di acciaio è sempre d’ausilio nei punti più esposti.
Superato un ultimo salto roccioso il tracciato si fa più semplice e pianeggiante.

Al bivio con il sentiero 659 (Troi dai Sacs) vedo già la Casera Goriuda di Sopra. Tengo la destra (sud-ovest) sempre sul percorso 645/a e, perdendo un poco quota, arrivo alla Casera (q. 1405 m.).

Casera Goriuda di Sopra
Casera Goriuda di Sopra

Il ricovero è distribuito su due livelli e posizionato all’incrocio fra i sentieri 645 e 645/a, su di un panoramico ripiano affacciato sul massiccio del Montasio, la vetta più elevata delle Alpi Giulie italiane con una quota di 2754 metri.
Mi trovo sul confine settentrionale del Parco Naturale delle Prealpi Giulie.

Jof di Montasio
Il gruppo dello Jof di Montasio dalla Casera Goriunda di Sopra

Seguo ora il percorso 645 salendo in direzione del Bivacco Marussich entrando così nell’area protetta.
Man mano pini e larici lasciano spazio ai pini mughi poi l’ambiente carsico si fa sempre più evidente con le chiare pareti calcaree solcate da numerose scanalature e la vegetazione che diminuisce.

Superata una ripida conca, la pendenza si riduce e gli spazi si ampliano.
Spunta anche il Picco di Carnizza, propaggine nord-occidentale del Monte Canin.

Foran dal Mus Picco Carnizza
Entrando nel Foran dal Mus con il Picco Carnizza sullo sfondo

Accedo nell’area denominata “Foran dal Mus” camminando fra erba e rocce con le conifere che divengono sempre più rare.
Mi trovo in una delle zone carsiche più famose al mondo con evidenti fenomeni di superficie, come vasche e solchi, ma anche ricca di cavità sotterranee e abissi profondi oltre 1000 metri.
Alto davanti a me emerge il Monte Canin (q. 2587 m.).

Monte Canin Foran dal Mus
Monte Canin dal Foran dal Mus

La salita continua in questo luogo affascinante.
Sopra una dorsale si vede la piccola costruzione del Bivacco D’Avanzo-Picciola-Vianello, struttura particolarmente frequentata dagli speleologi.

Mi inoltro in questo paesaggio sempre più roccioso.
Il panorama si estende ormai su di una bella fetta di Alpi Giulie.

Bivacco D’Avanzo-Picciola-Vianello Mangart
Zoom su Bivacco D’Avanzo-Picciola-Vianello e Mangart

Raggiunto il sentiero 632, compio una breve deviazione svoltando a destra arrivando, in brevissimo tempo, alla Sella Grubia (q. 2050 m.) posta fra il Picco di Grubia e il Picco di Carnizza, sulla dorsale che unisce il Canin al Monte Sart. E’ questo un bel punto di affaccio sulla Val Resia.
A brevissima distanza si trova il piccolo Bivacco Marussich, struttura metallica che ospita 9 posti letto.

monte Canin Sella Grubia
Il gruppo del Canin visto da Sella Grubia

Ritorno all’incrocio fra i sentieri 645 e 632 e procedo lungo quest’ultimo in direzione est.
Cammino, senza grandi pendenze, sulla mulattiera che taglia le ripidi e rocciose pendici settentrionali del Picco di Carnizza e del Monte Canin.
Qualche tratto è un poco esposto ma la traccia rimane larga.

Oltrepasso il bivio con il Sentiero Geologico 632/a poi quello con la Ferrata Julia che sale alla vetta del Monte Canin.

Ferrata Julia Monte Canin
L’inizio della Ferrata Julia per il Monte Canin

Il percorso, con diversi saliscendi, si fa più stretto caratterizzato da fondo in parte roccioso e in parte detritico. Non mancano mai i bei panorami.
Si nota anche la traccia del Sentiero Geologico, circa 100 metri più in basso.

Arrivo così alla Sella Bila Pec (q. 2005 m.) dove sono presenti i ruderi di una casermetta e una galleria.

Sella Bila Pec
Sella Bila Pec

Sul versante opposto si apre la conca in cui si trova il Rifugio Gilberti-Soravito sovrastata dal Monte Forato, in cui si nota il buco che dà il nome alla montagna, e dal Piano del Prevala oltre il quale emerge il Monte Golovec.

Seguendo il sentiero 632, scendo nella conca sotto le pendici del Monte Bila Pec  e raggiungo il rifugio (q. 1850 m.) a fianco del quale ci sono gli impianti sciistici. Sono ormai fuori dal territorio del Parco Naturale.
Qui, utilizzando il sentiero 635, si tornerebbe direttamente a Sella Nevea compiendo un anello già soddisfacente.

Piano Prevala Rifugio Gilberti
Il Piano del Prevala e il Rifugio Gilberti-Soravito

Io allungo ancora un po’, quindi imbocco il sentiero 636 risalendo il Piano del Prevala.
Passo a fianco anche ad un piccolo ghiacciaio in parte ricoperto di detriti. Quello del Prevala è uno dei ghiacciai più a bassa quota di tutte le Alpi.

ghiacciaio Prevala
Il ghiacciaio del Prevala

Raggiungo così la Sella Prevala (q. 2067 m.), valico posto sul confine con la Slovenia in cui sprofonda un ampio vallone.
Qui arrivano anche gli impianti sciistici del comprensorio di Bovec togliendo un po’ di fascino al luogo.

Sella Prevala
Sella Prevala: uno sguardo sulla Slovenia

Seguendo il percorso 636 verso nord, guadagno quota su di una pista da sci fino alla dorsale su cui è posta la stazione di arrivo della funivia che risale il vallone del Prevala.
Di poco superati i 2100 metri di quota, mi trovo nel punto più elevato dell’escursione.
Il panorama si estende verso Sella Nevea, lo Jôf di Montasio con il sottostante omonimo piano, lo Jôf Fuart e l’alta Val Raccolana. Più lontani ancora si vedono il Monte Sart e il Monte Cimone.
Verso est, la vista sulla Val Rio del Lago è un po’ occlusa ma si continua a vedere la solitaria mole del Mangart.

Sentiero 636 Sella Nevea Alpi Giulie
Vista sulle Alpi Giulie settentrionali

Mantenendo il tracciato indicato dai segnavia bianco-rossi, discendo lungo il versante italiano del Monte Golovec e del Monte Leupa. Non mancano le cavità tipiche dell’ambiente carsico.

Sempre mantenendomi sul sentiero 636 in direzione di Sella Nevea, oltrepasso l’incrocio con il sentiero 637 e, dopo pochissimi minuti, quello con il percorso 636/a. Davanti emerge la verticale parete sud del Monte Poviz.

Selle Nevea Montasio sentiero 636
Sentiero 636: Monte Poviz e, sullo sfondo, il Montasio

La vista sulla Val Raccolana e la splendida catena montuosa che la chiude a settentrione mi accompagna mentre perdo velocemente quota. Intanto prati e arbusti lasciano spazio a distese di pini mughi punteggiate da larici. Non mancano le evidenti tracce di carsismo.

Il bosco si fa più fitto mentre la mulattiera serpeggia lungo il pendio, a tratti, piuttosto scosceso.

sentiero 636 Sella Nevea
Scendendo per il percorso 636

Dopo essere calato di molte centinaia di metri di quota, giungo sull’area prativa di una pista da sci a pochissima distanza dagli edifici di Sella Nevea e in vista del grande parcheggio da cui sono partito.

Per il tracciato delle piste ritorno al punto di avvio.

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nel Ottobre 2019
  • Durata*: 8h55′
  • Tempi progressivi*: Sella Nevea – Casera Goriuda di Sopra (1h45′) – Bivacco Marussich/Sella Grubia (4h00′) – Rifugio Gilberti-Soravito (6h00′) – Sella Prevala (6h50′) – Bivio sentieri 636-636/a (7h40′) – Sella Nevea (8h55′)
  • *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +1500 m./ -1500 m.
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Carta escursionistica: Tabacco n. 27 – Canin-Val Resia-Parco Naturale Prealpi Giulie 1:25000
  • Accesso: Dall’uscita Carnia dell’A23 Udine -Tarvisio procedere in direzione di Tarvisio e poi, a Chiusaforte, deviare a destra per Sella Nevea.
  • Trasporti pubblici: Autobus da Gemona del Friuli o Pontebba con cambio a Chiusaforte.
    (https://www.mycicero.it/tplfvg-go/TPWebPortal/)

COMMENTI E NOTE:

  • Escursione di notevole lunghezza ma molto varia: gli scoscesi pendii attraversati dal Sentiero Sereno poi il fascino carsico del Foran dal Mus, l’aspra mole del gruppo del Canin di cui si attraversa tutto il versante settentrionale, il Piano del Prevala con il piccolo ghiacciaio che ancora resiste solo 2000 metri di quota. Si tocca anche il confine con la Slovenia.
    La maggior parte del dislivello in salita lo si affronta nella prima parte, fino alla Sella Grubia. Poi un lungo tratto in saliscendi, la salita lungo il Piano del Prevala e giù fino a Sella Nevea.
  • Percorso dedicato agli Escursionisti Esperti, dal passo sicuro e privi di vertigini, in particolare per i passaggi esposti (e attrezzati) lungo il Sentiero Sereno. Anche il traverso ai piedi del Canin, tra Sella Grubia e Sella Bila Pec presenta alcuni brevi tratti con un minimo di esposizione.
    Tali sezioni dell’itinerario possono essere evitate parzialmente utilizzando il Troi dai Sacs (sentiero 659, +200 metri circa di dislivello) al posto del Sentiero Sereno e il Sentiero Geologico (segnavia 632/a) invece che un tratto del sentiero 632 (+ 100 metri circa di dislivello).
  • Il sentiero 636/a permette di evitare la risalita del Piano del Prevala (-200 metri circa di dislivello) collegando direttamente il Rifugio Gilberti-Soravito con la zona in cui si intersecano i sentieri 636 e 637.
  • Volendo tagliare decisamente il percorso si presentano due alternative che possono anche costituire due escursioni separate. Una prevede che al Rifugio Gilberti-Soravito si scenda direttamente a Sella Nevea con il sentiero 635 (1h40′ in meno) mentre la seconda evita completamente la prima parte salendo da Sella Nevea, con il sentiero 635, al Rifugio Gilberti-Soravito (meno 4h00′ e difficoltà E-Escursionistica).
  • E’ possibile seguire l’itinerario anche in senso opposto anche se lo ritengo preferibile nella direzione descritta.
  • Volendo compiere l’intera escursione, può essere conveniente suddividerla in due giornate facendo tappa al Bivacco Marussich o al Rifugio Gilberti-Soravito.

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