Monte Zebio dalla Croce del Francese

Monte Zebio dalla Croce del Francese

Escursione dal grande valore storico sulle tracce della Grande Guerra raggiungendo il Monte Zebio e l’omonima Lunetta dalla Croce del Francese utilizzando il “sentiero dei 5 cimiteri”.

Mina di Scalambron Lunetta di Zebio
Lunetta di Zebio

La traccia è stata disegnata manualmente e potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.

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MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


SINTESI DESCRIZIONE:

Dalla Croce del Francese, posizionata in Val Galmarana, si percorre interamente il sentiero 833 “dei 5 Cimiteri” raggiungendo nell’ordine il cimitero di Val Galmarana, i cimiteri Moschiagh 1, 2 e 3 e, infine, il Bivacco Stalder e il cimitero della Brigata Sassari. I primi quattro sono luoghi di sepoltura di soldati austro-ungarici mentre l’ultimo vede le spoglie di un paio di centinaia di soldati sardi.
Di seguito, seguendo il sentiero 832, si risale il pendio meridionale di Monte Zebio pervenendo alla tristemente nota Lunetta di Zebio, luogo dello scoppio della Mina di Scalambron. La vista è ora piuttosto estesa verso gran parte dell’Altopiano di Asiago.

Continuando l’ascesa si arriva a fianco di Monte Zebio, punto in cui abbandoniamo il sentiero contrassegnato dai segnavia bianco-rossi del CAI per seguire una traccia che riporta sul percorso dell’andata tramite il quale, evitando di passare dai cimiteri visitati in precedenza, si ritorna al punto di partenza.

cimitero brigata Sassari
Cimitero Brigata Sassari

DESCRIZIONE COMPLETA:

Dopo aver risalito con l’auto, per una ventina di minuti, la sconnessa stradina non asfaltata che percorre la Val Scaletta e l’inizio della Val Galmarara, parcheggio nel poco spazio presente presso la Croce del Francese (q. 1390 m.), punto di inizio del sentiero 833.
Il sentiero è detto “dei 5 Cimiteri” in quanto collega, appunto, cinque luoghi di sepoltura (quattro austriaci e uno italiano) di caduti della Grande Guerra.

Croce del Francese
Croce del Francese

Mi avvio lungo il percorso forestale accompagnato dai segnavia bianco-rossi del CAI e dopo nemmeno una decina di minuti imbocco la breve deviazione che mi porta al primo dei cimiteri, quello di Val Galmarara in cui riposano 121 soldati dell’armata austro-ungarica.

Ritornato sul percorso principale, guadagno quota fino ad un grosso incrocio da cui, seguendo le puntuali indicazioni, mi porto ai cimiteri Mosciagh 1 e 2 (q. 1486 m.) posti nella piana di Bille Heart.

cimiteri Moschiagh
La piana di Bille Heart
Cimitero Mosciagh 2

In questo luogo sono oltre mille i deceduti non italiani sepolti.
Qui passa anche il “Sentiero della Pace nell’Altopiano dei Sette Comuni”, itinerario della memoria di 68 km dalla Piana di Vezzena al Sacrario di Asiago, luogo in cui sono state trasferite le salme di oltre 50000 caduti delle opposte fazioni.

Sempre seguendo i segnavia del percorso 833, rimanendo nel bosco, alterno tratti su sentiero ad altri su strade forestali fino a raggiungere il cimitero Mosciagh 3 (q. 1513 m.), l’ultimo dei luoghi di sepoltura austro-ungarici del mio itinerario odierno.

cimitero Moschiagh 3
Cimitero Moschiagh 3

Procedo su sentiero. Attraversata una strada forestale, percorro un’area devastata dalla tempesta Vaia arrivando al Bivacco Stalder (q. 1603 m.) e al vicino cimitero della Brigata Sassari che, come si evince dal nome, era esclusivamente costituita da combattenti sardi.
A fianco, è stata recuperata a fini didattici anche una trincea.

Bivacco Stalder
Bivacco Stalder

Tra ampie radure continuo in direzione della Mina di Scalambron sul sentiero 833 e in alcuni minuti mi trovo all’incrocio con il percorso 832 proveniente dalla Croce di Sant’Antonio in Val di Nos. Lo seguo sempre verso la medesima destinazione incontrando i resti di diverse opere belliche.
Gli alberi si diradano sempre più.
Qualche tornante e abbandono la mulattiera per Malga Zebio salendo in modo più deciso sulle dolci pendici di Monte Zebio. Una distesa di crochi riempie i prati appena abbandonati dalla neve.
Il panorama si fa piuttosto ampio sull’altopiano di Asiago con bella vista sull’omonima cittadina.

Lunetta Monte Zebio panorama
Panorama verso Asiago

Eccomi nell’area della Lunetta di Zebio, “zona sacra” delimitata da numerosi cippi e con un obelisco in posizione centrale. Qui una mina italiana, la Mina di Scalambron, scoppiò un paio di giorni prima del termine stabilito, sembra a causa di un fulmine, causando la deflagrazione anche della contromina austriaca con gravi perdite in entrambi gli schieramenti.

Un giro fra trincee e postazioni della prima linea austro-ungarica, non sempre molto visibili, e riprendo a percorrere il sentiero 832.

Monte Zebio postazione mitragliatrice
Postazione austro-ungarica per mitragliatrice

Dopo poco oltrepasso un grosso cumulo di pietre (ometto) continuando a salire fino a notare, verso est, i fabbricati di Malga Zebio mentre sul lato opposto sono presenti due piccole elevazioni. Si tratta della quasi impercettibile cima di Monte Zebio (q. 1717 m.) appena superata la quale abbandono il sentiero contrassegnato in bianco-rosso per imboccare una leggera traccia diretta ad ovest (sinistra).

Malga Zebio
Malga Zebio

La traccia, dopo non molti metri, si fa più evidente e passa attraverso un intaglio fra le rocce per poi scendere in una conca posta sotto la vetta di Monte Zebio.

Monte Zebio traccia
Il passaggio della traccia fra le rocce

Il percorso è costantemente affiancato dai segni gialli che suddividono le aree forestali.
Una breve discesa e il tracciato compie una curva secca per poi continuare a perdere quota in modo abbastanza deciso fra conifere e strisce prative.

sentieri Monte Zebio
In discesa da Monte Zebio

Giunto ad un quadrivio, abbandono la traccia che procede diritto in discesa e svolto sulla destra camminando, inizialmente, in piano.

Dopo alcune centinaia di metri con alterna pendenza, incontro il percorso dell’andata (segnavia 833) che seguo a ritroso per circa 500 metri fino ad un grosso incrocio a poca distanza del quale il sentiero contrassegnato in bianco-rosso svolta per raggiungere i cimiteri Mosciagh 1 e 2.

Monte Zebio foresta
Ritornando verso il tracciato 833

Io, invece, supero tale deviazione e continuo, pressoché in piano verso nord-ovest, sulla strada forestale che mi porta in circa 5’ a incontrare nuovamente il tracciato 833.

A questo punto seguo definitivamente il tragitto dell’andata ritornando abbastanza velocemente all’auto.

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nell’Aprile 2022
  • Durata*: 3h25′
  • Tempi progressivi*: Croce del Francese – Bivio Cimitero Val Galmarara (10′) – Cimitero Val Galmarara (15′) Bivio Cimitero Val Galmarara (20′) – Cimiteri Moschiagh 1 e 2 (50′) – Cimitero Moschiagh 3 (1h20′) – Bivacco Stalder (1h40′) – Mina di Scalambron (2h05′) – Monte Zebio (2h15′) – Bivio Cimitero Val Galmarara (3h15′) – Croce del Francese (3h25′)
    *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco oppure, quando assente, a quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +350 m./ -350 m.
  • Difficoltà: E (Escursionistica)
  • Carta escursionistica: Tabacco n. 50 – Altopiano dei Sette Comuni-Ortigara – 1:25000; Sezioni Vicentine del CAI – sentieri Altopiano dei Sette Comuni – 1:25000
  • Accesso: Da Vicenza raggiungere Caltrano (autostrada A31 uscita Piovene Rocchette) poi salire in direzione di Asiago. Superato Canove procedere verso Trento sulla SP349. Alcune centinaia di metri dopo aver oltrepassato il km 56 di circa 400 metri, svoltare a destra su sconnessa stradina a fondo naturale che si segue per una ventina di minuti fino, inoltrandosi in Val Galmarara, alla Croce del Francese inizio tracciato 833.
    Da Trento o Rovereto salire al Passo Vezzena e proseguire lungo la SS349, poi SP349, fino a oltrepassare il km 55 di circa 600 metri dove si devia a sinistra come sopra precedentemente descritto.
  • Trasporti pubblici: Autobus SVT da Vicenza fino a Camporovere (linea 1017 fino a Thiene poi linea 1023) (https://www.svt.vi.it/orari-percorsi/extraurbano).
    Da Camporovere a piedi passando da Forte Interrotto fino a raggiungere il percorso descritto in corrispondenza dei cimiteri Moschiagh 1 e 2.

COMMENTI E NOTE:

  • Itinerario molto interessante, soprattutto per gli escursionisti appassionati della Grande Guerra. La parte inferiore si sviluppa quasi totalmente nel bosco mentre l’area fra il Bivacco Stalder e Monte Zebio offre bei panorami su parte del territorio dell’altopiano.
  • L’escursione si sviluppa in luoghi che fanno parte dell’Ecomuseo Grande Guerra con diversi pannelli informativi.
  • Non ci sono tratti esposti o difficoltà tecniche particolari. E’ richiesta solo attenzione nell’imboccare la traccia che scende da Monte Zebio (se venisse raggiunto il cumulo di pietre con la dedica a Vittorio Corà, si è andati troppo avanti).
  • Volendo evitare di percorrere con l’auto la stradina che risale la Val Scaletta e l’inizio della Val Galmarara, è opportuno partire da Camporovere, raggiungere Forte Interrotto poi proseguire per i cimiteri Moschiagh 1 e 2 dove ci si collega all’itinerario descritto. Tale variante aumenta il dislivello di circa 350 metri e 10 km a/r la lunghezza (parzialmente riducibili salendo in auto fino a Forte Interrotto) seppur evitando la visita al Cimitero Val Galmarara, che richiede circa 40′ a/r dai cimiteri Moschiagh 1 e 2.
  • Seppure il percorso sia eseguibile tutto l’anno, in presenza di neve diventa molto difficile seguire i sentieri, soprattutto, nella porzione superiore.
  • E’ consigliabile seguire l’itinerario nel senso descritto.
  • Chi volesse allungare il percorso (2h circa in saliscendi), una volta giunto sulla cima di Monte Zebio, potrebbe compiere un anello utilizzando in parte il sentiero 832 passando per la Casera Zebio Pastorile e Malga Zebio per poi passare, evitando di scendere al Bivacco dell’Angelo, nuovamente dalla Lunetta di Zebio. Si percorre due volte un breve tratto ma tale modifica permette di completare la visita dell’area di Monte Zebio. Per ulteriori informazioni guardare l’escursione “Monte Zebio dalla Croce di Sant’Antonio“.

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