Dal Passo della Calla a Poggio Scali

Dal Passo della Calla a Poggio Scali

Semplice escursione fra stradelli e sentieri del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna attraverso il bosco fra il Passo della Calla e Poggio Scali.

Colori autunnali Foreste Casentinesi
Colori autunnali nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google.

La traccia è stata quasi completamente rilevata direttamente e poi completata tramite Viewranger e potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

E’ una giornata molto grigia quella odierna per cui opto per un percorso completamente nel bosco senza alcuna difficoltà ma un tranquillo cammino fra i meravigliosi colori autunnali che il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna sa regalare.

Parto dal Passo della Calla (q. 1295 m.), il più alto valico stradale dell’Appennino Tosco-Romagnolo.

Passo della Calla cartelli escursionistici
Segnaletica al Passo della Calla

Supero la sbarra e imbocco il comodo stradello sterrato che procede verso l’Eremo di Camaldoli (sud-est) e coincidente con l’Alta Via dei Parchi, il sentiero 00, Sentiero Italia, Sentiero Europeo E1, Grande Escursione Appenninica, Cammino di Sant’Antonio e Sentiero delle Foreste Sacre. Praticamente tutti i più importanti itinerari escursionistici (o similari) della zona passano da qui.
Il tratto di percorso compreso fra il passo e il Sacro Eremo è detto “Giogaia” in quanto in passato buoi “aggiogati” venivano utilizzati per il trasporto di tronchi di abete.

Mi inoltro nella faggeta camminando sopra ad un tappeto di foglie giallo-rossastre.

Sentiero 00 Foreste Casentinesi
Lungo il sentiero 00

Le nuvole basse avvolgono la sommità degli alberi donando un aspetto spettrale al bosco.

Presso il Poggione (q. 1424 m.) raggiungo l’estremità occidentale della Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, istituita nel 1959, prima in Italia, e cuore del Parco Nazionale.
In quest’angolo ripido e selvaggio è assolutamente proibito inoltrarsi.

Sasso Fratino cartello
Cartello presso il confine della Riserva integrale di Sasso Fratino

Proseguo per alcuni km costeggiando il bordo della Riserva integrale.
Il percorso si mantiene piuttosto comodo e senza grosse pendenze.

Presso un pilastrino votivo arrivo nella zona di Poggio Scali, massima elevazione del percorso odierno e della Riserva di Sasso Fratino che si sviluppa sul versante emiliano.

Pilastrino votivo Poggio Scali Parco Foreste Casentinesi
Pilastrino votivo presso Poggio Scali

L’accesso alla cima deve avvenire esclusivamente a piedi e lungo il sentiero indicato.

La salita a Poggio Scali (q. 1520 m.) è breve ma piuttosto ripida. La sommità fuoriesce dalla faggeta ed ampia è la visuale sulle foreste del Parco Nazionale, sul versante romagnolo, sul Casentino e verso il Monte Falterona.
Oggi però la visibilità è ridotta ai minimi termini. Un raggio di luce per un attimo mi illude di potermi guardare intorno. Attendo una decina di minuti ma tutto rimane un illusione.

Poggio Scali Parco Foreste Casentinesi
Poggio Scali

Ritorno sul sentiero 00 mentre passano alcuni ciclisti. Il percorso è ideale anche per le mountain bikes.

Dopo circa un km giungo al Passo Porcareccio (q. 1453 m.) dove abbandono il sentiero 00 per inoltrarmi nel versante toscano lungo il sentiero 78 diretto a Case Gaviserri.

Inizialmente quasi in piano poi, superato Poggio Acerone, in decisa discesa raggiungo in circa 1.4 km una strada forestale.

La seguo in direzione di Aia di Dorino e al bivio successivo svolto decisamente a destra (nord-est, percorso MTB8) in leggera discesa sempre su strada forestale.
I colori sono splendidi.

Colori Foreste Casentinesi
Lungo il percorso MTB8

Rispetto a Poggio Scali ho perso oltre 300 metri di quota e le nuvole, a questa quota, non avvolgono più il bosco.

Il percorso procede con leggeri saliscendi per molti km all’interno della foresta.
Saltuariamente si apre la vista sui variopinti versanti vicini.

Colori autunnali nel Parco delle Foreste Casentinesi
Si apre la vista lungo il percorso MTB8

Ogni tanto attraverso un fosso e presso il Borro delle Fogne lo stradello diviene sentiero e in un tratto di pochi metri è presente una corda per agevolare il passaggio su alcune rocce che potrebbero risultare scivolose.

Sentiero MTB8 Foreste Casentinesi corda
Tratto con corda lungo il percorso MTB8

Superato questo breve tratto, l’itinerario torna comodo fino a raggiungere la strada asfaltata che da Stia sale al Passo della Calla.

La seguo in salita per alcune centinaia di metri fino ad un’area picnic che mi permette di tagliare un tornante della strada che poi attraverso giungendo in breve alla Fonte Calcedonia.

Salgo ora con il tracciato 80 e, dopo aver sfiorato il Rifugio La Calla, arrivo all’omonimo passo.

Rifugio La Calla
Rifugio La Calla

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nell’Ottobre 2019
  • Durata*: 5h00′
  • Tempi progressivi*: Passo della Calla – Poggio Scali (1h50′) – Passo Roncareccio (2h10′) – Bivio presso Aia di Dorino (2h55′) – Passo della Calla (5h00′)
  • *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +500 m./ -500 m.
  • Difficoltà: E (Escursionistica)
  • Carta escursionistica: Istituto Geografico Adriatico n. 20 – Foreste Casentinesi – 1:25000; Selca – Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna – 1:25000
  • Accesso: Da Arezzo seguire per Bibbiena, Stia e la direzione Forlì-Cesena fino al Passo della Calla;
    Da Firenze procedere per Pontassieve, Consuma, Stia e direzione Forlì-Cesena fino al Passo della Calla;
    Da Forlì e Cesena seguire per Meldola e Santa Sofia e direzione Firenze fino al Passo della Calla.
  • Trasporti pubblici: Autobus Tiemme da Firenze o Arezzo via Stia fino a Santo Stefano (direzione Papiano) (https://www.tiemmespa.it/#orari)
    Autobus Start Romagna da Forlì a Campigna (linea 132) (https://www.startromagna.it/servizi/orari-e-percorsi/)

COMMENTI E NOTE:

  • Percorso ideale da percorrere in autunno quando i colori della foresta del Parco Nazionale esplodono in tutta la loro bellezza.
  • L’itinerario è piuttosto semplice e non presenta difficoltà tecniche. Praticamente quasi interamente su stradelli forestali.
    Adatto a chiunque abbia il necessario allenamento a coprire dislivello e durata, sarebbe classificabile con la difficoltà Turistica se non fosse per il tratto su sentiero in cui è presente anche una corda che lo rende “escursionistico”.
  • E’ possibile seguire l’itinerario anche in inverno con le ciaspole ma facendo attenzione nel tratto di sentiero presso il Borro delle Fogne che potrebbe richiedere assoluta padronanza nell’uso delle ciaspole o togliersi l’attrezzatura per superare il lungo traverso.
  • Si può tranquillamente invertire il senso di percorrenza alternativo.
  • Chi fosse adeguatamente allenato e volesse allungare decisamente il percorso può arrivare fino al Sacro Eremo di Camaldoli.

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