Traversata del Gruppo del Sella: Passo Gardena-Piz Boè-Passo Pordoi

Traversata del Gruppo del Sella: Passo Gardena-Piz Boè-Passo Pordoi

Grandiosa traversata del Gruppo del Sella da Passo Gardena a Passo Pordoi passando per il Rifugio Cavazza al Pisciadù e il Piz Boè. Il percorso coincide in gran parte con porzione dell’Alta Via delle Dolomiti n. 2.

Sella Piz Boè Lech de Pisciadù Rifugio Cavazza
Il Lech de Pisciadù e il Rifugio Cavazza

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google

La traccia è stata disegnata manualmente tramite Viewranger e potrebbe presentare imperferzioni e/o inesattezze.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

Dopo aver analizzato per bene gli orari del trasporto pubblico alla ricerca della soluzione più congeniale e flessibile, decidiamo di lasciare l’auto a Plan, lungo la statale che da Selva di Val Gardena conduce al Passo Sella.

Con l’autobus andiamo a Passo Gardena (q. 2121 m.).
Panorama splendido fra vallate e pareti verticali. Il Sella di fronte, alle spalle le aguzze punte del Cir. Girando lo sguardo verso Selva fa bella mostra di sé il Sassolungo.
Siamo pronti a partire!

Gruppo del Sella e Sassolungo
Il Gruppo del Sella e il Sassolungo

Imbocchiamo il sentiero 666 (Alta Via delle Dolomiti n. 2) che traversa sotto la parete nord del Sas dla Luesa.

Raggiunto il canalone detritico della Val Setus, ne iniziamo la risalita zigzagando faticosamente.
Il percorso è chiuso da entrambi i lati da alte pareti verticali.

Gruppo del Sella, Val Setus
L’imbocco della Val Setus

Guadagnate alcune centinaia di metri di quota, ecco che si para davanti a noi un muro di roccia. Una colonna di persone lo sta superando.
Lo rimontiamo anche noi, aiutati da cavi di acciaio.
Intanto spuntano le Odle all’orizzonte.

Gruppo del Sella, Val Setus tratto attrezzato
Lungo il sentiero 666

Terminato il tratto attrezzato, ci ritroviamo sopra un ampio ripiano in corrispondenza del bivio per la Forcela di Ciamurc (segnavia 677). Alcune persone hanno deciso di fermarsi in questo punto per recuperare le energie appena spese.

Noi proseguiamo ancora per alcune centinaia di metri arrivando così al Rifugio Cavazza al Pisciadù (q. 2585 m.), punto di arrivo della celeberrima Ferrata Tridentina e posizionato in incantevole posizione presso il Lech de Pisciadù. Uno specchio d’acqua turchese in mezzo alla chiara roccia.
Una pausa per una birretta e ripartiamo. Le gambe possiedono rinnovate energie.

Gruppo del Sella, Lech de Pisciadù e Sas da Lech
Lech de Pisciadù e Sas da Lech

Il sentiero 666 traversa in salita per detriti sotto la verticale parete occidentale di Cima Pisciadù.

Mentre lago e rifugio diventano sempre più piccoli, lontano, oltre il Puez, si vedono anche le bianche cime delle Alpi Aurine.

Un altro tratto attrezzato poi la risalita di un facile nevaio lungo la breve Val de Tita. Il contrasto fra il bianco della neve, l’azzurro del cielo e i colori della dolomia è impagabile.

Gruppo del Sella, Val de Tita
Nevaio in Val de Tita

Quasi sfioriamo quota 3000 metri prima di arrivare al termine di questa infinita salita.
Il panorama si fa ampio anche verso sud. Il Piz Boè, massima elevazione del Sella, si mostra ai nostri occhi.

Gruppo del Sella, Piz Boè e Forcella d'Antersass
Verso Forcella d’Antersass e il Piz Boè

Un centinaio di metri più in basso raggiungiamo il sentiero 649. Sembra di essere su di un altopiano lunare inciso ai lati da profondi solchi.

Alla Forcella d’Antersass (q. 2839 m.) si aprono due possibilità. Alcune persone stanno percorrendo il tracciato di cresta (segnavia 647) che sale all’Antersass, noi optiamo per il sentiero 647A (Koburgerweg), molto esposto e largo giusto lo spazio per appoggiare i piedi ma attrezzato con cavo d’acciaio e dal dislivello ridotto.

Gruppo del Sella, Piz Boè dal sentiero 647A
Lungo il sentiero 647A

Arriviamo al Rifugio Boè (q. 2871 m.) posto alla testata della Val de Mesdì. Un centinaio di escursionisti sono fermi all’esterno della struttura.

Intanto iniziamo a guardare l’ascesa verso la vetta (segnavia 638). Una lunga fila di persone la sta percorrendo.

Tocca anche a noi. Fortunatamente riusciamo a salire senza incontrare troppo “traffico”.

Gruppo del Sella, Rifugio Boè
L’altopiano con il Rifugio Boè

La traccia è ripida, parzialmente attrezzata, ma non dà alcun problema.

Gruppo del Sella, Piz Boè e Capanna Fassa
La vetta del Piz Boè e Capanna Fassa

Sulla vetta (q. 3152 m.) sembra di essere al mercato! Non sono più abituato a certi livelli di affollamento. Il personale della Capanna Fassa lavora a pieno ritmo. Trovare una roccia libera su cui mangiare e bere qualcosa non è facile.
Dietro la piccola croce, la Marmolada! Poi Civetta, Pelmo, Antelao, Tofane e altre innumerevoli cime.

Gruppo del Sella, Piz Boè e Marmolada
Sulla vetta del Piz Boè con la Marmolada sullo sfondo

Scendiamo fra i detriti della dorsale sud-ovest in direzione della Forcella Pordoi (segnavia 638).
A lato di questo mare di roccia, molto più in basso, la strada del Passo Pordoi serpeggia fra i verdi prati.

Gruppo del Sella, Piz Boè verso Sass Pordoi
Scendendo dal Piz Boè in direzione della Forcella del Pordoi

Alla base della piramide sommitale il tracciato diventa più comodo e velocemente raggiungiamo il bivio con il sentiero 627 (Alta Via delle Dolomiti n. 2 che avevamo abbandonato al Rifugio Boè). Anche questo itinerario è decisamente frequentato.

Gruppo del Sella, Piz Boè
Uno sguardo indietro verso il Piz Boè

Rimanendo alti sopra il Valon del Fos, laterale della Val Lasties, giungiamo alla Forcella del Pordoi (q. 2848 m.) e all’omonimo rifugio.

Gruppo del Sella, Valon de Fos
Il Valon de Fos

E’ ora di buttarci in picchiata lungo le ghiaie che scendono verso il Passo Pordoi. Inizialmente stretti fra alte pareti verticali poi per pendio sempre più ampio. Davanti le montagne della Val di Fassa e la Marmolada col suo ghiacciaio sempre più ridotto.

Gruppo del Sella, Forcella Pordoi
La Forcella del Pordoi

C’è già il bus che “ci aspetta” quando raggiungiamo i 2239 m. del Passo Pordoi.
Decidiamo di salirci subito sopra senza aspettare il prossimo, un’ora dopo. Ci rilasseremo poi a Plan, terminato un divertente trasferimento in cui l’autista si è trasformato in cabarettista.

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nel luglio 2019
  • Durata*: 7h50′ (escluse soste ai rifugi)
  • Tempi progressivi*: Passo Gardena – incrocio sentieri 29/666/666A (25′) – Rifugio Cavazza al Pisciadù (2h10′) – Forcella d’Antersass (4h00′) – Rifugio Boè (4h20′) – Piz Boè (5h10′) – Forcella del Pordoi (6h10′) – Passo Pordoi (7h50′)
  • *I tempi inseriti corrispondono a quanto presente nella segnaletica posta lungo i sentieri.
  • Dislivello: +1300 m. / -1200 m.
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Carta escursionistica: Tabacco n. 06 – Val di Fassa e Dolomiti Fassane – scala 1:25000
  • Accesso: Da Bolzano o dall’uscita autostradale di Bolzano Nord procedere in direzione del Brennero fino a Ponte Gardena. Svoltare per la Val Gardena, superare Selva di Val Gardena e parcheggiare a Plan.
    Da Bressanone o dall’uscita autostradale di Chiusa-Val Gardena procedere per la Val Gardena, superare Selva di Val Gardena e parcheggiare a Plan.
  • Trasporto pubblico: Autobus da Bolzano per Selva Val Gardena-Plan, da Bressanone via Ortisei. (https://www.sii.bz.it/it)

COMMENTI E NOTE:

  • Traversata spettacolare da nord a sud del Gruppo del Sella. Emblema del territorio dolomitico. Meravigliosa la vista dal Piz Boè ma non sono da meno i territorio attraversati come la perla del Lech de Pisciadù.
  • Per alcuni, un aspetto negativo può essere la quasi sicura presenza di molta gente.
  • E’ necessario un buon allenamento, visto il dislivello piuttosto elevato, e passo sicuro nell’affrontare ghiaie e tratti esposti.
  • Ai meno esperti è consigliato utilizzare attrezzature da ferrata per ancorarsi ai cavi presenti lungo il percorso.
  • Alla Forcella d’Antersass si può salire sull’Antersass scendendo direttamente al Rifugio Boè evitando così il tratto più esposto (attrezzato) ma aumentando un po’ il dislivello.
    Chi non fosse interessato alla salita sul Piz Boè, dal Rifugio Boè può seguire l’Alta Via delle Dolomiti n. 2 e puntare direttamente la Forcella del Pordoi riducendo durata e dislivello.

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2 Replies to “Traversata del Gruppo del Sella: Passo Gardena-Piz Boè-Passo Pordoi”

  1. Ciao, ho letto il tuo articolo e vorrei provare a seguire lo stesso itinerario tra qualche settimana quando sarò in val gardena;
    vorrei chiederti un paio di informazioni se non è un disturbo:
    -in totale quanti chilometri copre il percorso?
    -il tratto attrezzato di cui parli prima di arrivare al nevaio della val de tita è fattibile anche senza l’attrezzatura da ferrata?
    -il passaggio esposto del sentiero 647A è fattibile anche senza attrezzatura da ferrata?
    -se invece del sentiero 647A prendo il 647 di quanto lo allungo il percorso in termini di dislivello e tempo?
    Grazie mille

    1. Ciao!
      Il percorso è di circa 11 km.
      Per quanto riguarda i tratti attrezzati partiamo dal dato oggettivo: non è un percorso in cui risulta obbligatoria l’attrezzatura da ferrata che, comunque, io consiglio alle persone inesperte o con paura dell’esposizione. Non ci sono tratti verticali!
      Non c’è differenza di lunghezza fra i sentieri 647 e 647A ma solo un centinaio di metri di dislivello in più se optassi per la salita all’Antersass al posto di quanto descritto.
      Mi raccomando anche di ragionare sui trasporti (non so dove sia la tua base): in auto io andrei a parcheggiare a Plan, proprio dove parte un bus. Se, invece, ti muovessi solo con mezzi pubblici, evita di partire da Selva centro perchè capita che lì il bus arrivi già pieno.

      Simone

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