Monte Zaiavor: anello da Passo di Tanamea per Sant’Anna di Carnizza

Monte Zaiavor: anello da Passo di Tanamea per Sant’Anna di Carnizza

Escursione al panoramico Monte Zaiavor e per i sentieri del Parco Naturale delle Prealpi Giulie fra Passo di Tanamea, Sant’Anna di Carnizza e Casera Nischiuarch.

Monte Zaiavor croce di vetta
Panorama dalla vetta del Monte Zaiavor

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google.

La traccia è stata rilevata direttamente e in parte perfezionata tramite Viewranger e potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


Guarda il video con le immagini dell’escursione su YouTube!


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

Dalle case presso Passo di Tanamea (q. 854 m.) seguo per poche centinaia di metri la strada (S.R. 646) verso sud-ovest in direzione del valico, della Val Torre e di Tarcento fino all’inizio del sentiero 727 su cui inizio a salire.

Passo di Tanamea sentiero 727
Salendo da Passo di Tanamea

Guadagno quota tagliando il boscoso e molto ripido pendio.
Il sentiero è coperto dalle foglie perse ultimamente dai fitti faggi.

Arrivo ad un punto panoramico affacciato verso l’innevato Monte Canin.

Sentiero 727 Monte Canin
Vista sul Monte Canin

Continuo sul sentiero che alterna stretti zig zag a più lunghi traversi sempre nella faggeta.
La salita offre solo un paio di punti in cui respirare.

Intorno a quota 1400 metri esco dal bosco ad alto fusto a cui segue una breve zona di pini mughi ed infine ampie praterie.

Sentiero 727 Monte Zaiavor
In salita verso Bocchetta di Zaiavor

Procedo lungo il sentiero che sale con pendenza via via in aumento mentre la vista si fa sempre più ampia verso sud.

Giungo alla Bocchetta di Zaiavor (q. 1608 m.) dove la visuale si apre, magnifica, anche verso nord.
Sotto di me la valle di Uccea, più distante il solco della val Resia e, oltre il Monte Sart, le sagome del Monte Cimone e dello Jof di Montasio.

Dalla sella salgo verso ovest per la traccia che porta al Monte Zaiavor.

Monte Zaiavor salita
Lungo la dorsale orientale del Monte Zaiavor

Alcuni bolli rossi indicano la via comunque ben evidente.
La salita è ripidissima ma priva di difficoltà tecniche e segue la dorsale orientale della montagna fino alla croce di vetta (q. 1815 m.).  

Monte Zaiavor croce e cresta
Sulla vetta del Monte Zaiavor guardando verso ovest (quota 1830 m.)

Decido di proseguire lungo la cresta per raggiungere l’elevazione maggiore che quota 1830 metri.
In questo caso non c’è un sentiero e procedo, seguito dallo sguardo di un camoscio, nel mezzo di terreno carsico fra zolle ballerine stando attento a non infilare un piede in uno dei numerosi buchi presenti.
A fianco il pendio è molto ripido e la cresta si fa via via più sottile con qualche tratto fra roccette.

Monte Zaiavor cresta
Lungo la cresta del Monte Zaiavor

Dopo circa 15’ giungo sulla cima. La stretta dorsale poi proseguirebbe verso le Cime del Monte Musi.

Io ritorno alla croce e mi fermo un po’ ad ammirare il fantastico panorama.
Prealpi Giulie e Alpi Giulie con il Monte Canin in primo piano e Jof di Montasio giusto dietro la catena del Monte Sart ma la vista spazia dalle Alpi austriache completamente innevate a moltissime cime del Friuli poi verso la pianura e fino al Mare Adriatico che brilla all’orizzonte sotto i raggi del sole. A sud-est, si nota la conca in cui, nascosto, è posto Caporetto/Kobarid ai piedi del Monte Nero.
Mi trovo al centro del Parco Regionale delle Prealpi Giulie lungo una catena montuosa non molto alta ma piuttosto selvaggia.

Monte Canin da Zaiavor
Monte Canin
Jof di Montasio da Monte Zaiavor
Jof di Montasio

Una coppia di rapaci mi passano velocemente sopra poi si allontanano. Non faccio in tempo a riconoscerli con certezza. Potrei solo ipotizzare fossero un paio di grifoni.

Ritornato alla Bocchetta di Zaiavor, riprendo il sentiero 727 scendendo in direzione di Sant’Anna di Carnizza (nord) ancora con lunghi traversi.

La traccia inizialmente è stretta poi si allarga, in parte ricoperta di muschio a causa della notevole umidità presente in questo versante.

Sentiero Bocchetta di Zaiavor a Sant'Anna di Carnizza
In discesa verso Sant’Anna di Carnizza

Dopo la prateria entro nella faggeta e il percorso è completamente ricoperto di foglie brunite. Gran parte degli alberi sono ormai spogli.
Solo nei canali soggetti in passato a frane o valanghe sono presenti alberi più giovani e dal fogliame variopinto.  

La pendenza scema avvicinandomi a Sant’Anna di Carnizza (q. 1076 m.), posta in posizione dominante sulla Valle di Uccea.
La piccola chiesa è stata edificata come semplice cappella nel XVIII secolo poi ampliata nel 1889 e ricostruita più volte, l’ultima delle quali dopo il terremoto del 1976.

Sant'Anna di Carnizza
Sant’Anna di Carnizza

Dalla chiesetta imbocco la carrareccia diretta a Casera Nischiuarch (segnavia 739)percorrendo la destra idrografica della Valle di Uccea.

Un primo tratto pianeggiante mi porta ad un bivio dove mantengo il tracciato in salita.

Sentiero 739 sant'Anna di Carnizza Passo di Tanamea
Lungo il tracciato 739

Continuo per alcuni km nel bosco in leggera ma costante ascesa e, dopo l’incontro con un altro camoscio, raggiungo e aggiro la dorsale scendendo in pochi minuti ai due fabbricati di Casera Nischiuarch (q. 1207 m., cm+ cm- come indicato nella tabella sulla parete esterna), ora ristrutturata e riconvertita in ricovero dall’Ente Parco.

Casera Nischiuarch
Casera Nischiuarch

Dalla casera seguo sempre il percorso 739 non più ampio e comodo.

Il sentiero, sempre nel bosco, scende trasversalmente il ripido versante meridionale con brevi tratti un po’ esposti.
Per evitare una parete verticale la traccia risale zigzagando per molte decine di metri. Una faticaccia. Ormai ero convinto di avere terminato la salita.

Superato questo ostacolo, riprendo a scendere sulle pendici del Roncat.

Sentiero 739 Casera Nischiuarch Passo di Tanamea
In discesa nella faggeta lungo il sentiero 739

e al termine della zona boscosa della Plagna bassa raggiungo la strada asfaltata (S.R. 646) che seguo in salita.

Qualche minuto e sono nuovamente alle case di Passo di Tanamea.

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nell’Ottobre 2020
  • Durata*: 7h00′ (escluse pause lunghe)
  • Tempi progressivi*: Passo di Tanamea – Bocchetta di Zaiavor (2h30′) – Monte Zaiavor (croce 3h00′ – quota 1830 3h15′ – croce 3h30′) – Bocchetta di Zaiavor (3h50′) – Sant’Anna di Carnizza (4h50′) – Casera Nischiuarch (5h50′) – S.S. 646 inizio sentiero 739 (6h50′) – Passo di Tanamea (7h00′)
  • *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +1100 m./ -1100 m.
  • Difficoltà: E (Escursionistica) tutto il percorso esclusa la cresta oltre la croce dello Zaiavor / EE (Escursionisti Esperti) la cresta fino a quota 1830 metri.
  • Carta escursionistica: Tabacco 027 Canin Val Resia Parco Naturale Prealpi Giulie 1:25000
  • Accesso: Da Udine raggiungere Tarcento poi seguire tutta la valle del Fiume Torre (SR646) in direzione del Passo di Tanamea. Oltrepassare di quasi un km il passo e fermarsi presso le prime case.
  • Trasporti pubblici: collegamento in autobus TPL FVG fino Passo di Tanamea via Tarcento direzione Uccea (Linea 260).
    https://tplfvg.it/it/il-viaggio/servizi-e-orari/

COMMENTI E NOTE:

  • Percorso faticoso che raggiunge una vetta estremamente panoramica con vista che spazia dal Mare Adriatico alle Alpi austriache.
  • Necessario un buon grado di allenamento visto il dislivello da superare e la durata dell’escursione.
  • Il tratto (assolutamente facoltativo) compreso fra la croce del Monte Zaiavor posta a quota 1815 m. e la cima a quota 1830 m. è riservato ad escursionisti esperti visto che si percorre una stretta ed aerea cresta senza un sentiero tracciato.
  • Lungo i sentieri fra il Passo di Tanamea e la Bocchetta di Zaiavor e fra Casera Nischiuarch e la S.S. 646 si attraversano pendii boscosi piuttosto ripidi (fino a 40°/50°) e alcuni tratti un poco esposti per cui è richiesto di non avere problemi con inclinazioni di questo tipo.
  • L’itinerario può essere percorso nei 2 sensi ma ritengo consigliabile eseguirlo nella direzione descritta in modo da affrontare subito la salita al Monte Zaiavor quando ancora le energie non mancano.
  • Il percorso di difficoltà escursionistica non può essere ridotto se non evitando tutto o parte della salita al Monte Zaiavor oppure compiendo ascesa e discesa lungo lo stesso tracciato senza passare da Sant’Anna di Carnizza.
    Un’eventuale possibilità di riduzione del tracciato, riservata ad escursionisti esperti, prevede di accedere alla Casera Nischiuarch direttamente dalla Bocchetta di Zaiavor seguendo la cresta.

Hai mai effettuato questo percorso?
Vuoi qualche informazione in più oppure vuoi segnalare, aggiungere o correggere qualcosa?
Ti invito a commentare o a contattarmi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *