Curiglia, Monteviasco e la dorsale Monte Polà-Poncione di Breno

Curiglia, Monteviasco e la dorsale Monte Polà-Poncione di Breno

Splendida e lunga escursione che, partendo da Curiglia e passando da Monteviasco e dalla Capanna Merigetto, raggiunge la dorsale che divide i bacini imbriferi del Lago Maggiore e del Lago di Lugano con la salita al Monte Polà e al Poncione di Breno.

Poncione di Breno
Poncione di Breno

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MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


SINTESI DESCRIZIONE:

Da Curiglia per asfalto (segnavia 109) si arriva a sfiorare l’abitato di Viasco procedendo poi per ampio sterrato che si inoltra nella vallata del Torrente Viascola.
Il percorso diviene sentiero e supera i ruderi di diversi alpeggi fino a giungere a Monteviasco, caratteristico borgo non accessibile alle auto.
In alternativa al sentiero diretto che collega l’Alpe Polusa all’Alpe Corte, si segue il tracciato che, passando davanti all’Osservatorio Astronomico, sale alle baite di Cascinelle e, per panoramica traccia priva di segnavia, all’Alpe Corte.

Raggiunta la Capanna Merigetto, valida opzione per suddividere il lungo tragitto in due tappe, si guadagna faticosamente quota fino alla cima del Monte Polà posta sulla dorsale che collega il Monte Tamaro al Monte Lema.
Splendida la vista dal Monviso alle Alpi Orobie.
Si procede in saliscendi lungo la cresta aggirando il monte Magno e salendo sulla vetta del Poncione di Breno.
Raggiunta la successiva sella si devia sul Sentiero dei Tamarini e, perdendo velocemente quota, si arriva alla Madonna della Guardia (o chiesa della Beata Vergine della Neve) e alle baite ristrutturate di Alpone presso cui si trova il Rifugio Madonna della Guardia.
Con il sentiero 108A si scende ai fabbricati di Cà del Sasso ritornando poi a Curiglia.

Bivacco Passo d'Agario
Bivacco Passo d’Agario

DESCRIZIONE COMPLETA:

Partenza dalla piazza del Municipio (fermata bus) di Curiglia (q. 663 m.) da cui procedo in direzione di Monteviasco lungo la via principale per poi presto abbandonarla imboccando via Battisti (sentiero 3V Via Verde Varesina).

Curiglia
Curiglia

Giunto sul tracciato 109, coincidente con il Sentiero Italia, continuo verso Monteviasco guadagnando quota. Non manca la vista su di un piccolo angolo di Lago Maggiore e sulla valle Veddasca.
Oltrepasso le deviazioni per Viasco, di cui si sfiorano gli edifici mentre termina l’asfalto, e per Alpone entrando nella vallata del Torrente Viascola. Sul versante opposto compare Monteviasco.

Monteviasco
Monteviasco

Cammino nella faggeta senza troppa fatica.
Supero alcuni impluvi in cui scorrono veloci acque che originano piacevoli cascatelle mentre il tracciato man mano si stringe e un cinghiale scappa quando gli passo a solo un paio di metri.

cascata sentiero Curiglia Monteviasco
Cascata a fianco del sentiero 109 tra Curiglia e Monteviasco

Raggiunta la gialla Casa della Forestale il percorso diviene sentiero e, scavalcato un fosso, salgo più faticosamente fino all’Alpe Cortetti (q. 1047 m.), antico agglomerato di numerosi fabbricati ormai in rovina.

Continuo con diversi saliscendi tagliando il ripido versante e superando sia alcuni piccoli corsi d’acqua che i diroccati edifici dell’Alpe Piancarossa e dell’Alpe Fontanella. I punti più esposti sono protetti da parapetti.

Alpe Fontanella sentiero Curiglia Monteviasco
Alpe Fontanelle

Non lontano dall’Alpe Polusa incontro il bivio per l’Alpe Corte. Un’ottima soluzione per accorciare il tragitto! Io ho però in mente di arrivarci passando da Monteviasco (segnavia 109) per poi utilizzare un percorso più panoramico ma anche maggiormente impegnativo.
Scendo così, in una quindicina di minuti, fino al caratteristico borgo (q. 950 m.) arroccato sul fianco della montagna. Sulle strette vie lastricate si affacciano le case dai muri a secco e le “lobbie”.

Monteviasco
Monteviasco

Monteviasco, dove non mancano i ristoranti per una sosta rifocillante, non è raggiungibile con l’auto dato che è completamente priva di accesso stradale. Qui si può giungere solo tramite la funivia che sale da Ponte di Piero (attualmente chiusa) oppure a piedi. Dal fondovalle, normalmente, si utilizza la storica mulattiera che con 1400 gradini affronta i circa 400 metri di dislivello!

Tutte le indicazioni per l’Alpe Corte e Capanna Merigetto mi rimandano sul percorso da cui sono giunto ma io, dopo essermi gustato il panorama offerto dalla terrazza a fianco della chiesa dei Santi Martino e Barnaba, procedo in direzione opposta, in leggera salita, raggiungendo l’Osservatorio Astronomico posizionato in un erboso pendio affacciato sulla Valle Veddasca. In mancanza di foschia si può vedere anche il Lago Maggiore.

Monteviasco Osservatorio Astronomico
L’Osservatorio Astronomico di Monteviasco

Proseguo poi per Cascinelle.
Oltrepassata una casa in sasso ristrutturata, entro in un bosco di conifere e con numerosi tornanti pervengo a Cascinelle i cui fabbricato risultano per lo più diroccati. Una piramide in sasso riporta la posizione dei punti cardinali consentendo un più facile orientamento.
Pochi metri prima della piramide, imbocco una traccia non segnalata che sale verso nord per poi, poco più tardi, svoltare con un tornante fino a raggiungere la dorsale.
Rimanendo sul lato meridionale della stessa, la inizio a risalire fra le felci. La traccia è stretta e, per un buon tratto, segue la tubazione dell’acqua appena coperta dal terreno.

Traccia Cascinelle Alpe Corte
Sulla dorsale fra Cascinelle e l’Alpe Corte

Guadagnando quota il panorama si fa sempre più ampio. La Valle Veddasca scende ad incontrare il lago, oggi, ricoperto da un velo di foschia. Più lontano emerge la grande mole del Monte Rosa.

Monte Rosa
Monte Rosa

Ritornato sulla sommità della dorsale, continuo a salire. Oltre a Monteviasco, si vedono gran parte dei profili montuosi che mi appresto a percorrere con la cresta fra il Monte Magno e il Poncione di Breno da cui scende la dorsale che porta alla Madonna della Guardia.

Con un taglio verso destra mi porto ai fabbricati dell’Alpe Corte (q. 1354 m.) e, poco oltre, all’incrocio con il sentiero 163 che sale dall’Alpe Polusa.

Sasso della Gallina
Nei pressi dell’Alpe Corte

Utilizzando il tracciato segnalato in bianco e rosso, mi avvio verso la Capanna Merigetto.
Tralasciando la “via alta” taglio il versante sud-occidentale del Sasso della Gallina fino ad un bivio.
La traccia che prosegue diritto mi permetterebbe di tagliare ancora l’itinerario portandomi velocemente al Passo d’Agario. Io, volendo seguire il percorso più panoramico seppure più lungo e faticoso, salgo alla Capanna Merigetto mentre sulla dorsale a fianco si nota l’alta colonna di pietre sovrapposte nota come “Torre del Meriggetto

Torre del Meriggetto
Torre del Meriggetto

La Capanna (q. 1498 m.) è un ottimo punto per una sosta ma anche una buona opportunità per suddividere la lunga escursione in due tappe.
Si tratta di un alpeggio pluricentenario che è rimasto attivo fino agli anni seguenti la Seconda Guerra mondiale.

Capanna Merigetto
Capanna Merigetto

Anche dalla Capanna un altro sentiero permette di arrivare direttamente al Passo d’Agario e all’omonima Alpe ma per godere di un panorama ancora più esteso bisogna salire più in alto seppure già da qui la vista sia notevole.

Riprendo, quindi, il cammino in direzione del Monte Gradiccioli (segnavia 163) e, con ripida salita, arrivo sull’ampia dorsale che collega il Sasso della Gallina al Monte Polà. Mi trovo sul confine italo-svizzero segnalato da alcuni cippi.

Sasso della Gallina Monte Rosa
Vista sul Sasso della Gallina con il Monte Rosa sullo sfondo

Seguendo la massima pendenza, continuo a guadagnare quota fino a raggiungere la dorsale che collega il Monte Tamaro al Monte Lema dividendo i bacini imbriferi del Lago Maggiore e del Lago di Lugano, visibili entrambi. Da qui solo poche decine di metri mi separano dalla sommità del Monte Polà (q. 1742 m.) su cui salgo immediatamente.
La vista è a 360°. Solo il Monte Gradiccioli copre una fetta di Alpi Lepontine per il resto sono un’infinità di cime quelle che sfilano al mio sguardo. Dalle Alpi Cozie con il Monviso a Grigne e Orobie con Legnone e Pizzo Tre Signori passando per le Alpi Pennine, le Lepontine e una piccola porzione di Retiche senza scordare le montagne che contraddistinguono il vicino Parco Nazionale della Val Grande.

Monte Polà Poncione di Breno
Vista verso il Poncione di Breno e la pianura Padana

Abbandono il punto più panoramico del percorso e discendo l’erbosa dorsale sud.
Oltrepasso la deviazione per la Capanna Merigetto pervenendo al Passo d’Agario (q. 1549 m.) in cui è presente un bivacco.

Aggirato sul versante orientale il Monte Magno, riprendo a seguire la cresta, ora più esile, passando a fianco della vetta del Monte Magino.
Non manco di ammirare continuamente l’esteso panorama offerto da questa traversata.

Lago Maggiore
Foschia sul Lago Maggiore con il Monviso in lontananza

Giunto al bivio posto in prossimità dello Zottone, continuo in direzione del Monte Lema.
Lo spartiacque è ormai più roccioso. Un ripido tratto scalinato è facilitato da parapetti mentre poco più avanti è un cavetto di acciaio ad essere utile, soprattutto in caso di fondo scivoloso.

dorsale Monte Tamaro Lema
Camminando lungo la cresta

Pervenuto sotto la vetta del Poncione di Breno, abbandono il sentiero principale che taglia sulla destra e salgo per traccia sulla cima (q. 1653 m.) da cui si gode ancora di una visuale notevole verso la pianura e l’arco alpino.

Poncione di Breno Monte Gradiccioli
Vista verso il Monte Gradiccioli dal Poncione di Breno

Si nota anche una estesa fetta del percorso di oggi con la sottostante valletta del Torrente Viascola, Monteviasco, il versante sud-occidentale del Monte Polà, la bella cresta appena percorsa e parte della discesa che mi aspetta fra poco.
A poco più di un km c’è il Monte Lema, punto di arrivo della funivia che sale dal versante svizzero della catena montuosa consentendo un più facile e veloce accesso all’area.

Proseguo lungo la dorsale arrivando velocemente ad una selletta posta appena sotto il Piano del Poncione. Una panchina offre l’opportunità ai camminatori stanchi di sedersi con lo sguardo su Lugano e un piccolo spicchio di lago.

punto panoramico Poncione di Breno
Panchina nei pressi del Poncione di Breno

Abbandono l’itinerario di cresta per svoltare sul “Sentiero dei Tamarini” (corrispondente al lombardo percorso 108E).
Perdo un centinaio di metri di quota giungendo alla Fontana dei Tamarindi posta appena all’interno del confine italiano.

Fontana dei Tamarindi
Fontana dei Tamarindi

Continuo più o meno in piano lungo il limite statale fino a ricollegarmi con la dorsale che scende dal Piano del Poncione.
Tralasciando il tracciato proveniente dal Monte Lema, procedo verso Curiglia entrando nella faggeta.
Il sentiero è ripido, le foglie lo rendono piuttosto scivoloso.

Giunto ad incrociare i sentieri 108D prima e 108 poi, procedo in direzione di Alpone.
Il tracciato, allargato, mi conduce alla Madonna della Guardia (o chiesa della Beata Vergine della Neve, q. 1245 m.), struttura realizzata ad inizio ‘900 grazie al prezioso contributo delle donne di Curiglia che trasportarono fin qui, dal torrente posto quasi 1000 metri più in basso, le pietre necessarie alla costruzione.

Madonna della Guardia
Madonna della Guardia

Una fontana e alcuni tavoli con panche inducono ad una pausa con vista su Lago Maggiore e Monte Rosa. Nelle giornate limpide si nota in lontananza anche la sagoma del Monviso.

Con il sentiero 108 raggiungo velocemente le baite di Alpone (q. 1238 m.) tra cui è presente anche il Rifugio Madonna della Guardia.

Alpone
Alpone

Seguendo i segnavia mi porto fra gli edifici posti nella parte inferiore dell’agglomerato in cui è presente un bivio che mi offre una duplice possibilità per tornare a Curiglia. Scelgo di procedere lungo il tracciato 108A che, dopo un tratto quasi in piano, scende ai fabbricati di Cà del Sasso.

Cà del Sasso
Cà del Sasso

Il tracciato diventa mulattiera.
Sempre seguendo le indicazioni per Curiglia, oltrepasso il bivio per Sarona e, con ripida mulattiera dalla pavimentazione in sasso, raggiungo il paese.
Attraverso le stradine che caratterizzano la località, scendo alla chiesa e al parcheggio.

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nel Gennaio 2022
  • Durata*: 8h25′
  • Tempi progressivi*: Curiglia – Alpe Polusa (2h15′) – Monteviasco (2h30′) – Cascinelle (3h10′) – Alpe Corte (3h45′) – Capanna Merigetto (4h10′) – Monte Polà (4h45′) – Poncione di Breno (6h10′) – Alpone (7h15′) – Curiglia (8h25′)
  • *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +1500 m. / -1500 m.
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Carta escursionistica: Geo4Map n. 305 Lago Maggiore – scala 1:25000;
  • Accesso: Da Varese raggiungere Luino da cui si sale a Dumenza per poi procedere fino a Curiglia.
  • Trasporto pubblico: A Luino via treno da Milano oppure via treno o bus Autolinee Varesine da Varese; da Luino a Curiglia con bus Autolinee Varesine (Linea N01).
    https://www.trenitalia.com/
    https://www.ctpi.it/IT/LineeExtraUrbane

COMMENTI E NOTE:

  • Escursione di notevole fascino con estesi panorami sul territorio svizzero e italiano su di una bella fetta delle Alpi occidentali e delle vicine Prealpi. Non manca la vista su alcune porzioni del Lago Maggiore e del Lago di Lugano. Di grande interesse anche le aree antropizzate con l’affascinante Monteviasco e gli alpeggi, in parte, abbandonati.
  • Il percorso non presenta particolari difficoltà ma ho indicato la difficoltà EE sia per il tratto fra Cascinelle e l’Alpe Corte, che si sviluppa su traccia non segnata, che per la lunghezza dell’itinerario e il dislivello da superare che richiedono un ottimo grado di allenamento.
    Anche la cresta non è difficile e alcuni brevi punti risultano attrezzati soprattutto per essere d’ausilio in caso di fondo scivoloso.
  • Sia per ridurre la difficoltà che la lunghezza del percorso è consigliabile salire all’Alpe Corte direttamente dall’Alpe Polusa (risparmiando circa 40′). Si può anche raggiungere Monteviasco poi ritornare all’Alpe Polusa evitando il tratto meno semplice seppur il risparmio in termini di tempo si riduca notevolmente.
  • Il senso di marcia è indifferente anche se, personalmente, ritengo il percorso più interessante nella direzione descritta in quanto la salita è molto più panoramica essendo in gran parte all’esterno del bosco.
  • Può essere consigliabile spezzare il percorso in due tappe pernottando alla Capanna Merigetto.

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