Pal Piccolo e Cuelat dal Passo di Monte Croce Carnico

Pal Piccolo e Cuelat dal Passo di Monte Croce Carnico

Escursione sui sentieri della Grande Guerra fra le trincee e le postazioni realizzate da italiani e austriaci fra il Pal Piccolo e il Cuelat/Freikofel.

Cuelat Freikofel Alpi Carniche Grande Guerra
Sulla cima del Cuelat/Freikofel

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google.

La traccia è stata rilevata direttamente ma potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

Passo di Monte Croce Carnico (q. 1360 m.), valico di confine fra Austria e Italia.
Sul lato orientale è posto il monumento dedicato al maggiore Giovanni Macchi e ai suoi commilitoni del XX battaglione della Guardia di Finanza caduti il 14 giugno 1915.
Dietro l’opera in pietra, in direzione del Pal Piccolo, imbocco il sentiero 401, qui denominato “Via degli Alpini” e coincidente con il Sentiero Italia e la Traversata Carnica.
Arrivo quasi subito sotto alte pareti verticali su cui diversi climbers stanno mettendosi alla prova.
Splendida è la vista sulla poderosa mole del Monte Coglians, massima elevazione delle Alpi Carniche, e sulla Creta della Chianevate.

Monte Coglians dal sentiero 401
Il gruppo del Coglians dal sentiero 401

Man mano che guadagno quota, la visuale si estende sempre più sulla vallata sottostante.
Il tracciato è piuttosto sconnesso e un breve tratto è affiancato da un cavo di sicurezza. La mulattiera militare sale poi zigzagando incontrando tracce della Grande Guerra.

mulattiera militare Pal Piccolo Passo Monte Croce Carnico
Fra i tornanti della mulattiera militare

Sempre mantenendomi sul tracciato 401, oltrepasso prima il bivio con il sentiero 401b (“Via Vetta Chapot”) poi quello con il sentiero 401c.

Fra vegetazione e pietre sparse, giungo in una bella conca ai piedi del Pal Piccolo. “Pal”, nella lingua locale, significa “pascolo ripido privo di alberi e arbusti”.
Il sentiero 401 punta ad est verso il Freikofel mentre io seguo la traccia per il Pal Piccolo passando a fianco della stele che ricorda il punto in cui cadde il maggiore Macchi.

Pal Piccolo sentiero 401
Verso il Pal Piccolo, abbandonando il sentiero 401

Raggiungo il crinale e l’impressionante gruviera in cui le trincee e le cavità realizzate durante la Prima guerra mondiale hanno trasformato l’area. Qui arriva il sentiero 434 che sale dal territorio austriaco, altra possibilità di ascesa.
Splendida la vista sul versante settentrionale chiuso ad ovest dal gruppo Coglians-Creta della Chianevate e dal Gamskofel e ad est dal Polinik. Sul lato meridionale le montagne della Carnia tra cui il Monte Crostis.

Monte Coglians dal Pal Piccolo
Vista sul gruppo del Coglians e del Gamskofel

Per salire sulla vetta del Pal Piccolo le opzioni sono un paio: una via facile che risale un canale con stretti tornanti e il sentiero ferrato del fronte, riservato agli esperti (segnavia Av). Opto per quest’ultimo passando sotto un piccolo tunnel e risalendo un intaglio inclinato con l’aiuto di numerosi pioli e di un cavo di acciaio.

Pal Piccolo sentiero per esperti
Risalendo l’intaglio attrezzato

Cammino poi fra trincee e postazioni che occupano l’ampia sommità (q. 1867 m.). Qui le postazioni austriache sono distanti solo 10 metri dal “Trincerone” italiano e i combattimenti furono aspri e continui.

Pal Piccolo trincee
Una porzione delle trincee del Pal Piccolo

Seguendo i segnavia bianco-rossi abbandono la cima in direzione sud-est fino a ritornare sul sentiero 401 con cui procedo in direzione del Freikofel.

Lasciato a destra il sentiero 401c, cammino un po’ di qua e un po’ di là dal confine continuando a perdere quota tra le rocce che pian piano lasciano, prevalentemente, spazio ad un pendio erboso. Non manca qualche breve sezione un poco scalinata.

Evitando qualunque deviazione, entro nel bosco pervenendo alla Freikofelsattel (q. 1617 m.).

Freikofelsattel
Freikofelsattel (Sella del Cuelat)

Ancora un breve e facile tratto lungo il sentiero 401 poi, incrociato il percorso 413, inizio a dirigermi verso il Cuelat/Freikofel.
L’ascesa fra i pini mughi diventa presto molto sconnessa con pioli e cavi d’acciaio che ne facilitano la percorrenza nei punti più difficoltosi.

Cuelat sentiero 413
Tratto attrezzato salendo al Cuelat

Dalla cima (q. 1757 m.), ancora una volta, mi posso gustare un panorama decisamente esteso. Alle spalle del Pal Piccolo, Coglians e Creta della Chiavenate sembrano un tutt’uno così come le più basse Creta di Collina e Creta di Collinetta. Verso nord il Polinik chiude la sottostante valle del Rio Anger in cui si notano le azzurre acque del Grünsee. Fra le tante cime della Carnia, ad est emerge l’aguzza Creta di Timau che chiude a nord la valle del But.
Come il Pal Piccolo, anche il tozzo Cuelat/Freikofel risulta letteralmente sfregiato dalle trincee.

Monte Coglians e Pal Piccolo dal Cuelat
Il gruppo del Coglians emerge dietro il Pal Piccolo
Creta di Timau dal Cuelat
Creta di Timau dal Cuelat

Seguendo con attenzione i segnavia bianco-rossi del sentiero 413, torno a scendere, stavolta verso il tondeggiante Pal Grande e la Creta di Timau.
Il percorso procede molto scomodo e ripido fra erba, pini mughi e rocce solcate dal carsismo. Ancora pioli e cavi d’acciaio sono utili per superare diversi gradoni che caratterizzano l’erto pendio.
Già da lontano si vede il Passo Cavallo con altre testimonianze belliche che non mancano nemmeno durante la discesa.

sentiero Cuelat Passo Cavallo
Testimonianze belliche scendendo verso il Passo Cavallo

Raggiunte le trincee che caratterizzano il valico (q. 1622 m.), continuo a seguire i segnavia bianco-rossi perdendo quota in territorio italiano facendo attenzione, dopo poche decine di metri, a svoltare verso destra rispetto al percorso più evidente che riprenderebbe a salire diretto alla Casera Pal Grande di sotto.

Passo Cavallo Alpi Carniche
Passo Cavallo

Una volta incrociato il sentiero 401, lo seguo verso nord-ovest (destra).
Pochi metri più tardi, oltrepasso il tracciato 413 che scende alla località Laghetti e procedo verso il Pal Piccolo senza particolare pendenza, entrando e uscendo dal bosco.

Taglio il pendio che si fa via via più erto sovrastato dalla parete meridionale del Cuelat/Freikofel.
Un cavo metallico può essere utile nel superare un facile gradone roccioso un po’ esposto (evitabile con traccia che rimane sulla sinistra).

sentiero 401 Passo Monte Croce Carnico
Attraversando ripidi pendii erbosi con il sentiero 401

Oltrepassato un traverso lungo un prato molto inclinato, arrivo al bivio con il sentiero 401a con bella vista su Cuelat, Creta di Timau, Gamspitz e i fabbricati della Casera Pal Grande di sotto.
Abbandono il sentiero 401, lo recupererò più tardi, e mi dirigo in pochi minuti alla Casera Pal Piccolo (segnavia 401a), sede di numerosi baraccamenti durante la Grande Guerra.

Perso un poco quota, all’incontro con il sentiero 401c lo imbocco.
In costante ma leggera salita la mulattiera taglia il versante, in parte scosceso, per poi iniziare una più faticosa ascesa con stretti tornanti.

Ad una biforcazione, svolto a sinistra in direzione del Cavernone camminando sotto le pendici meridionali del Pal Piccolo.
I ruderi del ricovero militare realizzato dagli alpini del Battaglione Monte Granero e dagli Zappatori della 79^ Compagnia Genio sono completamente incassati nella roccia, da qui il termine “Cavernone”.

Cavernone Pal Piccolo
I ruderi del Pal Piccolo

Continuo su di una cengia affacciata sulla vallata per poi risalire un canalino e giungere a un pianoro.
Un’ultima sezione piuttosto umida e con erba abbastanza alta mi porta ad innestarmi sul percorso dell’andata (sentiero 401) che seguo in discesa.

Oltrepasso così il bivio con il sentiero 401b e perdo quota aggirando la parete rocciosa fino a ritornare al Passo di Monte Croce Carnico.

Passo Monte Croce Carnico
Passo Monte Croce Carnico

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nel Ottobre 2021
  • Durata*: 6h30′
  • Tempi progressivi*: Passo Monte Croce Carnico – Pal Piccolo (1h45′) – Freikofelsattel (2h35′) – Cuelat/Freikofel (3h05′) – Passo Cavallo (4h00′) – Bivio sentieri 401/401A (4h30′) – Bivio sentieri 401/401C (5h50′) – Passo Monte Croce Carnico (6h30′)
  • *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +1100 m./ -1100 m.
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Carta escursionistica: Tabacco n. 09 – Alpi Carniche-Carnia Centrale 1:25000
  • Accesso: Dall’uscita Carnia dell’A23 Udine -Tarvisio procedere in direzione di Tolmezzo poi seguire la direzione Austria fino al Passo di Monte Croce Carnico.
  • Trasporti pubblici: Autobus da Tolmezzo fino a Timau poi a piedi fino al Passo (Strada Romana segnavia 161) oppure collegandosi al percorso in qualche punto intermedio, ad esempio salendo dalla località Laghetti).
    (https://www.mycicero.it/tplfvg-go/TPWebPortal/)

COMMENTI E NOTE:

  • Percorso di grande interesse storico che regala anche meravigliosi panorami sulle Alpi Carniche.
  • L’itinerario completo risulta molto faticoso a causa dei diversi saliscendi e dei tratti su terreno non facile.
  • Oltre a qualche punto un poco esposto, i due versanti del Cuelat presentano numerosi ripidi punti attrezzati e per affrontare la ripidissima ascesa su pioli al Pal Piccolo può essere consigliabile utilizzare attrezzatura di sicurezza (cordino con moschettone oppure set da ferrata)
  • E’ possibile evitare la salita attrezzata al Pal Piccolo seguendo il “sentiero facile” mentre non esistono alternative per arrivare sulla vetta del Cuelat.
  • Il percorso può essere accorciato e/o semplificato evitando di raggiungere Cuelat e Passo Cavallo come è indifferente il senso di marcia.

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