Monte Tambura dalla Val Serenaia

Monte Tambura dalla Val Serenaia

Itinerario fra le più alte cime delle Apuane con partenza dalla Val Serenaia per raggiungere la vetta del Monte Tambura.
Al ritorno passaggio dal Rifugio Orto di Donna.

Monte Tambura
La vetta del Monte Tambura

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google.

La traccia è stata in parte rilevata direttamente e in parte disegnata manualmente tramite Viewranger e potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

Val Serenaia. Lasciamo l’auto nel grande parcheggio presso l’omonimo rifugio (q. 1060 m.).
Da una parte il Monte Pisanino, massima elevazione apuana, dall’altra la sagoma del Pizzo d’Uccello.
Ci troviamo in una delle zone più piovose d’Italia ma quando, come oggi, splende il sole, la visuale regala immediatamente emozioni.

Scarponi ai piedi, iniziamo a camminare lungo la strada verso monte (sud-est) fino al vicino tornante dove imbocchiamo il sentiero 178 in direzione della Foce di Cardeto.

Val Serenaia Apuane sentieri 178 180
L’imbocco del sentiero 178

Procediamo entrando presto nella faggeta.
Dopo un primo tratto in leggera salita, la pendenza si fa più sostenuta.
Oltrepassiamo la traccia di collegamento con il sentiero 180 continuando a guadagnare faticosamente quota.
In alcuni punti il bosco si apre permettendo la vista sulla valle e le cime circostanti.

Cresta Garnerone, Pizzo d’Uccello e la Val Serenaia

Usciti dalla vegetazione, il sentiero procede zigzagando fra blocchi di roccia.
Vale la pena frmarsi a prendere fiato per guardarsi intorno e ammirare l’anfiteatro di monti che ci circondano: il Pizzo d’Uccello, la Cresta Garnerone, il Grondilice, il Contrario, il Cavallo, le cime degli Zucchi di Cardeto e il Pisanino.

Monte Pisanino
Monte Pisanino

Giunti all’incrocio con il sentiero 179, procediamo in direzione del Passo della Focolaccia continuando la risalita fra massi franati sul pendio erboso fino alla Foce di Cardeto (q.  1642 m.) sella stretta fra il Pizzo Altare e il Monte Cavallo.

Scendiamo un poco entrando nella vallata dell’Acqua Bianca.

Monte Pisanino Valle Acqua Bianca
Monte Pisanino visto dall’alta valle dell’Acqua Bianca

Sempre seguendo i segnavia bianco-rossi del sentiero 179, superiamo le deviazioni per la cima del Monte Pisanino  e per Gorfigliano.
Davanti a noi la vista è ormai aperta verso il Monte Tambura e la Roccandagia mentre rimangono alle nostre spalle i più dolci declivi della Garfagnana e dell’Appennino in cui si notano, tra le altre, le sagome del reggiano Monte Cusna e della massima elevazione toscana, il Monte Prado.

Monte Tambura Roccandagia
Monte Tambura con a sinistra la Roccandagia

Compiamo un lungo diagonale attraverso il versante orientale del Monte Cavallo passando anche un piccolo tratto di inclinate lastre rocciose.
Raggiunta la strada marmifera la seguiamo fino alla cava che ha completamente sconvolto la zona del Passo della Focolaccia.

Risaliamo l’area di scavo per poi procedere in piano camminando sul marmo.

Passo Focolaccia Cava
Attraversando la cava al Passo della Focolaccia

Giunti al Passo della Focolaccia (q. 1645 m.), la visuale si apre verso il mare.
A pochissima distanza c’è il più datato (anno 1902) punto di appoggio delle Apuane, il Bivacco Aronte. La spartana struttura, con 8 posti letto, è anche quella realizzata alla quota più alta.

Bivacco Aronte Alpi Apuane
Bivacco Aronte

Imbocchiamo ora il sentiero 148 in direzione della cima del Monte Tambura camminando prevalentemente fra rocce e detriti.
Dopo un iniziale tratto con il crinale sulla sinistra, saliamo sulla dorsale e la percorriamo oltrepassando la deviazione con il sentiero 177 diretto a Campocatino.

La risalita della cresta nord-occidentale del Monte Tambura è estremamente panoramica. Ben si nota il Monte Sagro oltre il quale emerge l’estremità orientale della Liguria con il promontorio di Portovenere e le isole Palmaria e del Tino.

Monte Tambura sentiero 148
Risalendo la cresta nord-ovest del Monte Tambura

La progressione continua su fondo roccioso e non molto largo.

Giungiamo sulla piccola elevazione del Monte Crispo, semplice anticima della montagna.

Monte Tambura cresta nord ovest
Lungo il sentiero 176 verso la sommità della Tambura

Un breve tratto un poco esposto poi, con un ultimo sforzo fra i detriti, siamo sulla vetta della Tambura (q. 1890 m.) da cui si gode di un meraviglioso panorama a 360° sulle Apuane, sulla costa e verso gli Appennini.

Monte Tambura vetta
Vista dalla cima della Tambura verso il lago di Vagli e gli Appennini

Dopo una sosta, ritorniamo sui nostri passi fino alla Foce di Cardeto accompagnati dalla meravigliosa vista che si ha sul Monte Cavallo e sul Pisanino.

Monte Cavallo Pisanino Apuane
Vista sul Monte Cavallo e sul Pisanino

Abbiamo ancora un po’ di tempo quindi, anziché seguire a ritroso anche il più breve sentiero 178 utilizzato all’andata, decidiamo di compiere un anello un po’ più ampio transitando per il Rifugio Orto di Donna.

Dalla foce così scendiamo velocemente al bivio fra i sentieri 178 e 179 poi seguiamo quest’ultimo. Compiamo un lungo traverso a pendenza variabile sotto le scoscese pendici del Monte Cavallo e del Monte Contrario entrando e uscendo dal bosco.

Monte Cavallo sentiero 179
Il versante nord del Monte Cavallo dal sentiero 179

Passiamo vicini anche a qualche inghiottitoio, tipico esempio di carsismo.
Alcuni punti richiedono un po’ di attenzione, in particolare in caso di fondo scivoloso.

Eccoci al bivacco K2, completamente immerso nella faggeta.

Bivacco K2
Bivacco K2

Procedendo poi quasi in piano arriviamo velocemente al Rifugio Orto di Donna dove ci aspetta una pausa ristoratrice gentilmente “offerta” dalle ragazze che gestiscono questo punto di appoggio.
L’edificio è posto in posizione panoramica sulla bella vallata di origine glaciale. Peccato solo per le ferite alla montagna provocate dalle cave circostanti al cui servizio il fabbricato si trovava originariamente.

Rifugio Orto di Donna
Rifugio Orto di Donna e Monte Contrario

Per la discesa diretta verso il parcheggio abbiamo due opzioni, la polverosa e facile strada marmifera (che io eviterei in orari di apertura della cava) oppure il sentiero nel bosco.
Optiamo per questa seconda soluzione quindi imbocchiamo il tracciato 180 completamente immerso nella vegetazione.

Il primo tratto è ripido, sconnesso e anche un po’ scivoloso a causa dell’umidità presente sul suolo e la concentrazione per evitare lo scivolone non può mancare.

Sentiero 180 Val Serenaia Alpi Apuane
Discesa nella faggeta lungo il sentiero 180

Giunti sul fondo della valletta, il percorso diviene più tranquillo.
Oltrepassiamo la deviazione con la traccia di collegamento al sentiero 179 poi abbandoniamo anche la base della conca iniziando a camminare sul versante sinistro orografico.

Monte Pisanino Val Serenaia
Pisanino e Zucchi di Cardeto dal sentiero 180

Perdiamo quota fino ad uscire dal bosco e a pervenire alla strada che collega il fondo della Val Serenaia al vicino Rifugio Donegani, distante poche centinaia di metri. Sotto di noi si vede il fabbricato del Rifugio Val Serenaia. Due punti di appoggio con adiacente parcheggio.
Per arrivare al rifugio Donegani si dovrebbe svoltare a sinistra in salita. Noi procediamo lungo la strada ma in discesa e in pochi minuti torniamo al Rifugio Val Serenaia terminando la nostra soddisfacente escursione.

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nel Giugno 2019
  • Durata*: 6h50′ (escluso pause principali)
  • Tempi progressivi*: Rifugio Val Serenaia – Foce di Cardeto (1h50′) – Passo della Focolaccia (2h20′) – Monte Tambura (3h30′) – Passo della Focolaccia (4h10′) – Foce di Cardeto (4h40′) – Rifugio Orto di Donna (5h30′) – Rifugio Val Serenaia (6h50′)
  • *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +1100 m./ -1100 m.
  • Difficoltà: E (con tratti impegnativi)
  • Carta escursionistica: 4Land n. 200 – Alpi Apuane 1:25000
  • Accesso: Da Lucca procedere in direzione Castelnuovo in Garfagnana poi Piazza al Serchio superata la quale svoltare a sinistra per Minucciano. Superato Gramolazzo, appena prima di una galleria, svoltare seguendo le indicazioni per Val Serenaia/Orto di Donna. Parcheggiare presso il Rifugio Val Serenaia.
    Da Parma o La Spezia uscire dall’autostrada ad Aulla e procedere in direzione Fivizzano. Superata Rometta svoltare a destra per Casola in Lunigiana raggiunta la quale proseguire per Minucciano e oltrepassarlo in direzione Gramolazzo. Superata la galleria svoltare a destra e procedere come sopra indicato.
  • Trasporti pubblici: Autobus CTT nord-Lucca fino alla galleria presso Minucciano via Castelnuovo Garfagnana-Piazza al Serchio (linea E64) (https://lucca.cttnord.it/Linee_e_Orari/linee-extraurbane/L/573) in parte anche utilizzando la ferrovia Aulla-Lucca
    (https://www.trenitalia.com/)

COMMENTI E NOTE:

  • Escursione di un certo impegno ma anche soddisfacente attraversando ambienti notevolmente differenti, dal fitto bosco alle aride pietraie. Estesi panorami sulle Apuane, gli Appennini e la vicina costa. Anche oltre nelle giornate più terse.
    La presenza delle cave, attive e non, è l’aspetto negativo dell’escursione. Problema piuttosto comune nelle Apuane.
  • Seppure il percorso venga classificato di difficoltà E (escursionistica) in più punti è richiesta attenzione e abitudine a camminare su sentieri di montagna. In particolare i tratti su roccia su gran parte dei sentieri possono risultare scivolosi in caso di fondo bagnato.
    Percorso non adatto ad escursionisti alle prime armi.
  • Non ci sono tratti particolarmente esposti ma alcuni punti possono risultare fastidiosi per chi soffra un po’ i pendii piuttosto ripidi.
  • Per ridurre il percorso le possibilità sono 2:
    – effettuare il ritorno sullo stesso percorso dell’andata, evitando di passare dal Rifugio Orto di Donna
    – compiere esclusivamente l’anello fra Val Serenaia e Orto di Donna senza superare la Foce di Cardeto.
    Volendo accorciare di poche centinaia di metri si può partire dall’imbocco del sentiero 178 essendo presente un piccolo parcheggio in corrispondenza della strada per il Rifugio Donegani.
  • La partenza può avvenire anche dal Rifugio Donegani (parcheggio) allungando di circa 1 km la distanza complessiva.
  • E’ possibile compiere l’itinerario anche in senso inverso senza particolari differenze.

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