Monte Sart da Stolvizza

Monte Sart da Stolvizza

Lunga e impegnativa escursione ad anello nelle Prealpi Giulie.
Da Stolvizza, in Val Resia, fino alla vetta del Monte Sart da cui si gode un grandioso panorama.

Vista dal Monte Sart con il Canin in secondo piano
Panorama dal Monte Sart con il Canin sullo sfondo

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google

La traccia è stata rilevata direttamente ma potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

Stolvizza (q. 573 m.), Val Resia, piccolo borgo purtroppo gravemente danneggiato dal terremoto del 1976 e posto alle pendici del Monte Sart e non lontano dal più famoso Monte Canin, .

Parcheggio l’auto all’inizio del paese presso il monumento all’arrotino in zona Pustigost.
Nel piazzale un pannello illustra i “Sentieri di Stolvizza”, interessanti itinerari di escursionismo. Una porzione del Vertical Kilometer si sovrapporrà al mio percorso.

Mi porto alle case più in quota della frazione e imbocco la mulattiera che riporta le indicazioni sia del Vertical Kilometer che di un altro itinerario, il Pusti Gost.

Sono presenti alcune strane casette di legno colorato.
In questo luogo, durante il periodo natalizio, per tre volte si posa una grande stella cometa che scende lentamente dalla montagna dando vita ad un suggestivo Presepe vivente. E’ il Natale di Stolvizza.

Val di Resia, Casette del Presepe vivente di Stolvizza
Le casette del Presepe vivente di Stolvizza

La mulattiera si inoltra nel bosco e continua la sua salita avvicinandosi al Rio Lomming le cui acque cristalline formano diverse cascate. Saltuariamente gli alberi concedono lo spazio necessario per una parziale veduta della Val Resia.

Val di Resia, Stolvizza cascata Rio Lomming
Una cascata del Rio Lomming

I percorsi “Vertical Kilometer” e “Pusti Gost” si separano.
Io seguo le frecce gialle del km verticale e dopo una ripida salita raggiungo il sentiero CAI 643 coincidente in questo tratto all’Alta Via Resiana e alla Via Alpina (itinerario giallo).

Lo seguo in direzione nord. Il percorso inizia ad uscire dalla vegetazione. Il bosco mostra i suoi colori più belli.

Val di Resia, Sentiero 643 Stolvizza stavoli Lom
Lungo il sentiero 643 presso gli stavoli Lom

La salita non molla. Dopo oltre 1000 m. di dislivello il tracciato 643 si innesta nel 632.

Un ultimo tratto fra radi pini e larici sovrastato da rocce calcaree mi permette di raggiungere prima la dorsale poi il Ricovero Igor Crasso (q. 1654 m.).
Pochi metri più in alto della bella struttura in muratura la visuale si apre oltre il Canale del Ferro e le montagne della Riserva Naturale della Val Alba.

Val di Resia, Stolvizza-Monte Sart, il Ricovero Crasso
Il ricovero Igor Crasso

Dalla parte opposta noto il solco segnato dal sentiero 632 che taglia in falsopiano le rocciose pareti meridionali del Picco di Mezzodì e della Cresta Indrinizza.
Una leggerissima discesa e sono a Sella Buia (q. 1655 m.).

Val di Resia, Picco di Mezzodì
Il sentiero 632 e il Picco di Mezzodì

Ben si nota la cima del Monte Sart. Più lontano il Monte Canin posto sul confine con la Slovenia.

Val di Resia, sentiero 632 monte Sart
Lungo il sentiero 632 con il Monte Sart sullo sfondo

Procedo con passo spedito lungo il sentiero. Qualche tratto è esposto ma la traccia non è stretta. C’è giusto un punto un po’ più delicato.
Improvvisi, alcuni tornanti fanno guadagnare un centinaio di metri di quota.
Poco dopo una freccia rossa segna la via diretta per la cima del Monte Sart, indicata con dei triangoli rossi (Alta Via Resiana).

Val di Resia, Alta Via Resiana Monte Sart
La partenza della salita diretta al Monte Sart

Salgo slalomeggiando fra rocce ed erba. Sono 400 m. di dislivello da superare senza sentiero. La pendenza media si aggira sui 35°.
Ogni tanto è necessario utilizzare anche le mani, soprattutto come appoggio.
La giornata è splendida e non ho problemi ad individuare i segnavia. Sarebbe molto differente con la nebbia.
Intanto un’aquila volteggia alta sopra di me.

Aquila sul Monte Sart
Un’aquila in volo sul Monte Sart

Impiego quasi un’ora ad arrivare sulla vetta (q. 2324 m.) ma lo spettacolo ripaga di tutti gli sforzi fatti per salire.
Innumerevoli cime si mostrano in tutta la loro asperità.
La parete nord del Sart precipita verticalmente verso la Val Raccolana oltre la quale emerge la catena costituita dal Monte Cimone e dai gruppi dello Jof di Montasio e Jof Fuart. Ad est il Canin, poi il Mangart e persino il Triglav, la massima elevazione slovena. Lontane a nord-ovest si notano le Alpi Carniche.

Jof di Montasio e Jof Fuart dal Monte Sart
Jof di Montasio e Jof Fuart
Val Rio del Lago, Mangart e Triglav
La Val Rio del Lago con Mangart e Triglav sullo sfondo

Riprendo il cammino percorrendo in direzione sud-est tutta la cresta. Un tratto fra roccette mi porta ad una seconda elevazione del monte.

Monte Sart
La cima principale del Monte Sart

Ripidamente poi raggiungo la Forchia di Terrarossa (q. 2137 m.) dove mi ricollego al sentiero 632 che traversa fino alla Sella di Grubia (q. 2040 m.) passando a nord dell’omonimo picco.

Monte Sart e Monte Cimone
Monte Sart e, sullo sfondo, Monte Cimone

In prossimità del passo è posta la struttura metallica verde e grigia del Bivacco Marussich. Più in basso si estende il “Foran dal Mus”, uno dei paesaggi carsici più conosciuti a livello europeo. Quasi 50 km di cavità sotterranee con una profondità che supera i 1000 metri.
Sono sul confine del Parco Naturale delle Prealpi Giulie.

I cartelli segnavia indicano ancora 3h45’ per tornare a Stolvizza. Onestamente spero di essere un po’ più veloce dato che ho impiegato oltre 5h30’ per arrivare qui.

Sella di Grubia Picco di Carnizza
Sella di Grubia

Un gruppetto di persone stanno chiacchierando dopo aver percorso la via ferrata Grasselli che conduce sulla vetta del relativamente vicino Monte Canin (q. 2587 m.).

Scendiamo veloci e più o meno vicini lungo il sentiero 634 che perde quota velocemente con stretti tornanti fra prati disseminati di pietre.
A sinistra l’imponente bastionata rocciosa che precipita dal Pizzo di Carnizza.

Sceso sotto quota 1500 metri inizio un lungo traverso costituito da numerosi saliscendi.
Radi salici, abeti e larici punteggiano il pendio.

Val di Resia Monte Canin
Il Monte Canin

Passo vicino ai ruderi di Casera Grubia. Alle spalle la mole del Monte Canin.

Arrivato presso una faggeta il sentiero inizia a scendere in modo più deciso.

Al bivio per Coritis (sentiero 657) il gruppetto svolta verso questa località mentre io proseguo lungo il sentiero 634 che ora coincide con la variante più difficile del Sentiero di Matteo uno dei “Sentieri di Stolvizza”.

Una lunghissima e ripida discesa nel bosco porta a sfiorare diversi tipici stavoli, marchio di precedente vita agro-pastorale posti presso alcuni rari lembi prativi.

Val di Resia, Stavoli Ta Na Kolce Stolvizza
Gli stavoli di Ta Na Kolce

Finalmente sono sul fondo della valle. Un ponte di legno permette l’attraversamento del torrente (q. 505 m.). Proseguo nella vegetazione fra alte pareti parallelamente al Torrente Resia. Sfioro una piccola fornace in pietra, altra testimonianza del passato, utilizzata fino agli anni 50 del ‘900.

Val di Resia, Stolvizza, Fornace per calce
Una fornace per la calce

Un altro ponticello, questa volta un po’ più rustico e scivoloso.
Ancora un bellissimo sguardo verso il Canin poi la risalita alle case di Ladina e per asfalto a Stolvizza.

Val di Resia, Stolvizza murales
Scena di vita quotidiana su di un muro di Stolvizza

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nel Ottobre 2019
  • Durata*: 9h25′ (compreso brevi pause)
  • Tempi progressivi*: Stolvizza – Ricovero Crasso (2h15′) – inizio salita diretta al Monte Sart (3h35′) – Monte Sart (4h30′) – Sella di Grubia (5h40′) – Bivio sentieri 634/657 (7h40′) – Stolvizza (9h25′)
  • *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +2000 m./ -2000 m.
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Carta escursionistica: Tabacco n. 27 – Canin-Val Resia-Parco Naturale Prealpi Giulie 1:25000
  • Accesso: Da Udine – Gemona del Friuli procedere sulla S.S. n. 13 in direzione Venzone-Tarvisio e poi deviare a destra per Resiutta-Val Resia e appenasuperato il ponte sul Torrente Resia deviare a destra e seguire la strada principale fino a Stolvizza.
  • Trasporti pubblici: Autobus SAF da Gemona del Friuli o Tolmezzo (orari Val Canale) (https://www.saf.ud.it/cms/data/pages/000150.aspx)

COMMENTI E NOTE:

  • Si tratta di un’escursione bella ma decisamente impegnativa.
    Soprattutto dislivello e lunghezza sono notevoli.
    La salita e la discesa dal monte Sart sono da evitare con la nebbia e comunque necessitano di dimestichezza con percorsi fuori sentiero su fondo misto erba e roccette e pendenza a tratti elevata.
    L’esposizione è comunque limitata ad uno o due brevi punti che non dovrebbero creare particolari problemi.
  • E’ assolutamente consigliabile suddividere la presente escursione in due differenti organizzandosi per un pernottamento al Ricovero Crasso (preferibile per dimezzare il dislivello di ciascuna giornata) o al Bivacco Marussich (per chi preferica superare tutte le maggiori difficoltà il primo giorno ma frazionare la lunghezza chilometrica del percorso in 2 tappe simili).
    E’ possibile anche partire da Ladina e salire direttamente con il sentiero 643.

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