Rifugio Zamboni-Zappa e Lago delle Locce

Rifugio Zamboni-Zappa e Lago delle Locce

Escursione alternativa per raggiungere il Rifugio Zamboni-Zappa e il Lago delle Locce, ai piedi della parete est del Monte Rosa, percorrendo sentieri naturalistici che toccano anche diversi storici alpeggi.

Lago delle Locce Monte Rosa
Lago delle Locce e Monte Rosa

La traccia è stata rilevata direttamente ma potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.

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MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


SINTESI DESCRIZIONE:

Da Macugnaga, località Staffa, seguire la storica Strà Granda (segnavia B00) poi raggiungere la borgata di Pecetto fra numerose testimonianze architettoniche del passato Walser dell’area e la splendida vista sul Monte Rosa.
Abbandonato l’asfalto ci si dirige verso Belvedere fino alla deviazione per l’Alpe Roffel Staffel.
Sfiorata una bella cascata un ripido sentiero, a tratti protetto da corde, permette di alzarsi di quota fino ad un panoramico traverso che conduce all’Alpe Roffel Staffel.
Dopo aver continuato a dirigersi verso il fondo della Valle Anzasca si compie il difficoltoso attraversamento del Ghiacciaio del Belvedere.
Raggiunta l’omonima località si sale al Rifugio Zamboni-Zappa poi al bel Lago delle Locce posto sotto la parete est del Rosa in un ambiente spettacolare nonostante sia evidente la sofferenza dei ghiacciai circostanti.

Tornati al Rifugio, si abbandona il percorso classico per Pecetto per seguire il panoramico tracciato che conduce ai Piani Alti, nel versante nord Pizzo Bianco.
In discesa fra la vegetazione si sfiora un altro alpeggio, l’Alpe Rosareccio, e si supera il Lago Secco, abitualmente privo di acqua per poi tornare sul fondo della valle.
Oltrepassato il Torrente Anza si ritorna, attraversando la borgata di Ripa, al punto di partenza.

Rifugio Zamboni-Zappa
Rifugio Zamboni-Zappa

DESCRIZIONE COMPLETA:

Macugnaga, località Staffa (q. 1327 m.), parcheggio a fronte degli hotel Macugnaga e Monte Rosa. Una porzione del noto 4000 è ben visibile sopra gli edifici. Con l’escursione odierna mi porterò ai piedi della splendida parete est.

Mi incammino lungo la Strada Statale in direzione del termine della Valle Anzasca e alla piazzetta successiva, a fianco dell’ufficio turistico, imbocco via Chiesa Vecchia passando presto a fianco dello storico edificio datato XIV secolo posto in borgata Dorf e sovrastato da splendide cime.

Chiesa Vecchia Macugnaga Dorf
La Chiesa Vecchia in borgata Dorf

Mi trovo lungo il tracciato della Strà Granda, del Tour del Monte Rosa e della Grande Escursione delle Alpi abbandonandolo non molto più tardi per proseguire, in piano, verso Pecetto (tracciato B00) entrando subito in un parcheggio poi in un secondo.

Tornato sulla Statale continuo verso monte attraversando le case di Pecetto inferiore dove non mancano, come in tutte le borgate che costituiscono Macugnaga, le testimonianze del passato Walser dell’area.

Pecetto inferiore
Pecetto inferiore

Sfioro Pecetto Superiore e mi porto ad un incrocio (q. 1358 m.) presso la stazione di partenza dell’impianto sciistico del Belvedere dalla cui stazione a monte passerò dopo un largo giro.
Inizio a seguire lo stradello (in inverno pista da sci) che risale la vallata (segnavia B38-B45) mantenendo la direzione del Rifugio Zamboni-Zappa abbandonando in fretta l’asfalto.

La vista sulla Est del Rosa è spettacolare! Le Punte Nordend, Dufour, Zumstein, Gnifetti sono lassù a sovrastare l’imponente parete. Non manca la bella vista anche sulle cime che chiudono a nord la valle: Weissgrat, Corno Nero e Cime di Roffel.

Monte Rosa
Monte Rosa

Giunto al bivio fra i percorsi B38 e B45, senza oltrepassare il Torrente Anza, lascio il percorso più breve per il Belvedere per deviare sul tracciato naturalistico diretto all’Alpe Roffel Staffel.
Il percorso continua ampio fin presso una bella cascatella per poi divenire un faticoso sentiero che si inerpica in parte affiancato da corde di protezione, a tratti scalinato. Intanto la vista si apre verso Macugnaga.

Cascata sentiero B38 Macugnaga
Cascata a fianco del sentiero B38
Macugnaga Valle Anzasca
Vista verso Macugnaga

Un tratto esposto è dotato anche di cavo d’acciaio.
Incontrato il sentiero B38b lo seguo. La pendenza che si riduce drasticamente.
Con un traverso taglio un pendio ripidissimo e giungendo a superare un impluvio.

Macugnaga sentiero B38b
Traverso lungo il sentiero B38b

Oltrepassata la deviazione per la Capanna Sella, con percorso che si affaccia sul Ghiacciaio del Belvedere, ricoperto di detriti, pervengo al bell’edificio dell’Alpe Roffel Staffel (q. 1905 m.).

Monte Rosa Ghiacciaio del Belvedere
Vista sul Ghiacciaio del Belvedere
Alpe Roffel Staffel
Alpe Roffel Staffel

Continuo il cammino con il sentiero che si fa meno visibile con tratti su detriti e altri fra erba piuttosto alta in cui ometti di pietra facilitano a seguire la giusta traccia.

Macugnaga sentiero B38b
Ometti di pietra lungo il sentiero B38b

Risalito un avvallamento a fianco di un fossetto in cui la vegetazione si fa maggiormente invadente, pervengo al bivio con il sentiero B40 in cui svolto in direzione del Belvedere portandomi velocemente sul bordo della morena del Ghiacciaio del Belvedere.
La ripida discesa della sponda detritica richiede attenzione (presenza di corda) sia per il fondo mobile che per la possibile caduta di sassi.

Il successivo, faticoso, attraversamento del ghiacciaio avviene seguendo rigorosamente le evidenti paline posizionate sullo spesso strato sassoso che ne ricopre la superficie.  

Ghiacciaio del Belvedere
Attraversamento del Ghiacciaio del Belvedere

Giunto ai piedi della sponda opposta le difficoltà sono tutt’altro che terminate! Sono diverse decine di metri di dislivello da superare con un ultimo tratto molto erto e movibile in cui sfrutto, senza esitare, la corda qui posizionata.

Ghiacciaio del Belvedere
Risalita della morena del Ghiacciaio del Belvedere

Sulla sommità cambia tutto, il pendio è dolce e scendo in pochissimo tempo alla località Belvedere, punto di arrivo dell’omonimo impianto sciistico.

Belvedere Macugnaga
Belvedere

Seguo ora il sentiero B45 verso il Rifugio Zamboni-Zappa pervenendo ad una secondo ramo del ghiacciaio il cui attraversamento si rivela decisamente meno difficile del precedente, a parte alcuni metri piuttosto esili.

L’ambiente continua a rimanere magnifico. Lo sguardo spesso si alza sulle vette circostanti.

Guadagno quota percorrendo la dorsale della morena punteggiata da larici fino ad abbandonarla per traversare fino ad arrivare a fianco del ben visibile Rifugio Zamboni-Zappa (q. 2070 m.) posto nell’area dell’Alpe Pedriola.

Senza raggiungerlo proseguo verso il Lago delle Locce sull’ampio tracciato che percorre una bella piana erbosa punteggiata da macigni.

Alpe Pedriola Rifugio Zamboni-Zappa
Alpe Pedriola

Supero poi un ripido strappo un po’ sdrucciolevole e, in pochi minuti, pervengo allo splendido lago (q. 2215 m.) le cui acque verdastre sono sovrastate dalle pareti del Monte Rosa.
La visuale è incredibilmente affascinante. Peccato solo per l’evidente sofferenza dei vari ghiacciai, sempre meno voluminosi.

Lago delle Locce
Lago delle Locce

Dopo una pausa per ammirare questo spettacolo della natura ritorno indietro pervenendo, dopo essere passato a fianco di una piccola cappella, al Rifugio Zamboni-Zappa, ottima soluzione per una sosta (ora è fine ottobre e la struttura è chiusa).

Rifugio Zamboni-Zappa Monte Rosa
Rifugio Zamboni-Zappa sovrastato dal Monte Rosa

Riprendo il cammino seguendo il sentiero per i Piani Alti (B47) lungo il quale mi unisco ad una coppia di ragazzi diretti allo stesso luogo.
Si tratta di una lunga traversata in saliscendi che aggirando i pendii del Torrione di Rosareccio, cima minore posizionata lungo la cresta nord-ovest del Pizzo Bianco, ci mostra la bella vista sulle cime settentrionali dell’alta Valle Anzasca.

sentiero B47 Macugnaga Piani Alti
Lungo il sentiero per i Piani Alti

In alcuni tratti rivolti a nord, le basse temperature hanno completamente congelato l’acqua presente anche sul sentiero.
Oltrepassiamo una deviazione per esperti che scende ripida all’Alpe Rosareccio e, dopo una faticosa salita con cui guadagniamo un centinaio di metri di quota, ci portiamo all’area dei Piani Alti (q. 2090 m.) dove è ancora presente la brutta e abbandonata stazione di arrivo di una funivia, un pilone della quale fu distrutto da una valanga nel 1975 e mai ricostruito.
Ben visibile è la cresta che collega il Pizzo Nero al Pizzo Bianco, posto oltre 1000 metri più in alto di dove ci troviamo.

Pizzo Nero e Bianco
La cresta fra Pizzo Nero e Pizzo Bianco

Procediamo sul sentiero che scende a Pecetto (segnavia B43) entrando fra la vegetazione.
Ad un bivio nei pressi dell’Alpe Rosareccio (q. 1829 m.) seguiamo il tracciato che porta al Lago Secco compiendo un lungo traverso. Intanto il bosco diviene, prevalentemente, più alto e fitto e la traccia maggiormente sconnessa

Una discesa più ripida ci conduce all’impercettibile sito del Lago Secco. In questo periodo è presente solo fango.

Lago Secco
Lago Secco

Poco oltre arriviamo ad un altro bivio. Qui io e i ragazzi ci separiamo. Loro girano per Pecetto mentre io proseguo per Opaco su tracciato piuttosto tranquillo, sempre nel bosco, giungendo alla successiva deviazione in località Usserbuord.

Mantenendo la direzione Opaco, perdo velocemente quota fino a uno stradello a fondo naturale presso le case della borgata.

sentiero Macugnaga
In discesa verso Opaco

Seguendo le indicazioni per Ponte Opaco arrivo ad attraversare il Torrente Anza. Mi trovo nuovamente lungo il tracciato B00 che identifica la storica “Strà Granda” qui coincidente con il Sentiero Italia e il Tour del Monte Rosa.

Al primo incrocio svolto su via Ripa che serpeggia fra gli edifici della vecchia borgata.

Ripa Macugnaga sculture
Sculture in legno in via Ripa

Svoltando sulla piccola via Don Sisto Bighiani entro a Staffa e, passato a fianco della chiesa di Santa Maria Assunta, torno al vicino punto di partenza.

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nell’Ottobre 2021
  • Durata*: 7h30′
  • Tempi progressivi*: Macugnaga Staffa – Pecetto (20′) – Alpe Roffel Staffel (1h25′) – Belvedere (2h20′) – Rifugio Zamboni-Zappa (3h05′) – Lago delle Locce (3h35′) – Rifugio Zamboni-Zappa (4h00′) – Piani Alti (5h00′) – Bivio presso Alpe Rosareccio (5h50′) – Lago Secco Bivio per Pecetto (6h40′) – Opaco (7h10′) – Macugnaga Staffa (7h30′)
    *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +1200 m./ -1200 m.
  • Difficoltà: EE-Escursionisti Esperti
  • Carta escursionistica: Geo4Map – N. 5 – Valle Anzasca-Monte Rosa-Macugnaga – 1:25000
  • Accesso: Seguire l’autostrada A26 (direzione Gravellona Toce) fino al suo termine e proseguire con la superstrada in direzione Svizzera. Uscire a Piedimulera e seguire le indicazioni per Macugnaga fermandosi in località Staffa.
  • Trasporti pubblici: Treno per Piedimulera (o più lungamente a Domodossola) (https://www.trenitalia.com/) poi Autobus fino a Macugnaga (Linea Domodossola-Piedimulera-Macugnaga) (https://www.comazzibus.com/linee_orari.php).

COMMENTI E NOTE:

  • La spettacolare parete est del Monte Rosa è la costante di questo itinerario, molto panoramico e vario, di grande interesse naturalistico. Non mancano gli elementi storico-architettonici tipici dei Walser nell’attraversamento di alcune delle borgate che costituiscono Macugnaga.
  • Percorso riservato a persone adeguatamente allenate a tracciati di tale lunghezza e con elevato dislivello distribuito su molti punti.
  • Il bel sentiero che passa dall’Alpe Roffel Staffel presenta alcuni tratti un poco esposti seppure generalmente protetti. L’attraversamento del Ghiacciaio del Belvedere richiede attenzione e passo sicuro, solo per esperti.
  • Volendo semplificare l’itinerario (difficoltà Escursionistica) bisogna evitare il sentiero per l’Alpe Roffel Staffel raggiungendo direttamente da Pecetto la località Belvedere, passando dal Rifugio Saronno. Tale variante, seppure meno interessante sotto l’aspetto naturalistico, riduce la durata di circa 50′.
  • Una valida alternativa per diminuire lunghezza e durata (-50′ circa) del percorso è partire da Pecetto con alcune varianti finali evitando, in tutti i casi, di percorrere le storiche borgate.
    Come è possibile, dal Rifugio Zamboni-Zappa, ritornare direttamente al Belvedere e a Pecetto (-45′ rispetto al percorso descritto o -1h35′ con partenza da Pecetto). Quest’ultima soluzione è sicuramente consigliabile ad inizio stagione o comunque in presenza di tratti innevati dato che il sentiero fra il rifugio Zamboni-Zappa e i Piani Alti permane all’ombra per molto tempo e ghiaccio o neve possono essere presenti fino a stagione inoltrata rendendo non banali o scivolosi diversi passaggi.
  • L’itinerario è affrontabile in entrambi i sensi seppure sia preferibile nel senso descritto in modo da percorrere i tratti più impegnativi senza essere troppo affaticati.

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