Alpe di Succiso, Monte Casarola e il Sentiero Barbarossa

Alpe di Succiso, Monte Casarola e il Sentiero Barbarossa

Partendo dal Passo della Scalucchia, escursione per esperti nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano con la salita al Monte Casarola, la spettacolare traversata in cresta dell’Alpe di Succiso, la discesa nel circo di origine glaciale dei Ghiaccioni e il cammino lungo il poco frequentato “Sentiero Barbarossa”.

Alpe di Succiso Passo Pietratagliata
In discesa lungo la cresta dell’Alpe di Succiso

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google.

La traccia è stata rilevata direttamente ma potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

Lascio l’auto a lato della strada che da Valbona sale al Passo della Scalucchia, presso un tornante (q. 1330 m. circa) posto ad un paio di centinaia di metri dal punto di scollinamento.

Calzati gli scarponi, imbocco l’ampio tracciato diretto al Bivacco Prà Po, al Passo dell’Ospedalaccio e al Passo del Cerreto (segnavia 667B).

Cammino comodamente dentro e fuori dalla faggeta senza grosse variazioni di pendenza.
Davanti a me la sagoma del Monte Casarola, praticamente l’anticima orientale dell’Alpe di Succiso.

Monte Casarola
Monte Casarola

Raggiungo prima il bivio con il tracciato 677 e, pochi minuti più tardi, il Bivacco Prà Po.

Per sentiero (segnavia 677) tra i faggi arrivo presso il Fosso dei Ravini (q. 1371 m.) in cui è posto il bivio con il percorso 669 diretto al Rifugio Rio Pascolo.

Continuo lungo il sentiero 677 perdendo leggermente quota fino a giungere alla bella area prativa ai piedi del versante orientale del Casarola in cui sono poste le Fonti di Capiola (q. 1330 m.).

Fonti di Capiola Monte Casarola
Fonti di Capiola e Monte Casarola

Qui abbandono lo storico tracciato che collegava Fivizzano e la Lunigiana con l’attuale comune di Ventasso per imboccare il sentiero 651 inoltrandomi presto nel bosco.

Dopo un’iniziale sezione abbastanza tranquilla, la pendenza si fa via via più sostenuta.
Uscito dal bosco, in direzione della pianura si nota perfettamente la sagoma piramidale del Monte Ventasso.

Monte Ventasso
Sullo sfondo il Monte Ventasso

Un taglio in mezzo ad un prato fiorito mi conduce sulla dorsale denominata “Costa della Brancia” con la visuale che si estende notevolmente.
La Valle del Secchia chiusa lontano a nord dalla Pietra di Bismantova e dal Monte Valestra. Spostando lo sguardo in senso orario si vede la piccola punta che identifica la sommità del Monte Cusna. Oltre l’evidente Passo del Cerreto, il grande anfiteatro detto “Vallone dell’Inferno” che scende dal Monte La Nuda.

sentiero Fonti di Capiola Monte Casarola
Verso la vetta del Monte Casarola

Salendo lungo il crinale, arrivo alla giunzione con la “Costa del Borello” (q. 1702 m.) affacciandomi sul bellissimo ex cerchio glaciale chiuso fra Monte Alto e Alpe di Succiso in cui si trovano le sorgenti del Fiume Secchia, un meraviglioso angolo di Appennino che oggi vedrò solo dall’alto.

La salita è dura! Senza respiro percorro la dorsale sud-orientale del Casarola fino a toccare la croce di vetta (q. 1978 m.) posta sull’ampia cima prativa.

Monte Casarola croce vetta
Sulla vetta del Monte Casarola: vista verso nord

Ecco che appare tutta la cresta dell’Alpe di Succiso che dovrò percorrere.
Verso nord-ovest scende il vallone in cui si trova il Rifugio Rio Pascolo da cui passerò al ritorno.
Dalla Toscana intanto iniziano ad arrivare le nubi.

Alpe di Succiso Vallone Rio Pascolo
L’Alpe di Succiso e il Vallone del Rio Pascolo

Con il sentiero 667 perdo quota verso sud-ovest fin alla vicinissima Sella del Monte Casarola (q. 1946 m.).

Evitando i percorsi che scendono ai lati, continuo lungo il 667 che sale lungo la cresta fino alla vetta dell’Alpe di Succiso (q. 2016 m.) su cui sono posizionati un cippo e una Madonnina racchiusa all’interno di una gabbia a forma di globo.
Mi fermo un poco ad ammirare il panorama circostante con il vicino Appennino parmense e, nelle giornate più limpide, una fetta di arco alpino.

Alpe di Succiso vetta Madonnina
La Madonnina sulla vetta dell’Alpe di Succiso

Inizio ora la discesa in direzione dello spartiacque appenninico ormai completamente immerso tra le nuvole.
Il sentiero percorre la stretta cresta costituita da numerosi denti.
Si alternano tratti quasi pianeggianti a delle “picchiate” verso il basso.
Intanto le nuvole regalano splendide immagini di questi denti che appaiono e scompaiono ai miei occhi.
Alla mia sinistra, alcune centinaia di metri più in basso, il pianoro prativo in cui le acque del Fiume Secchia percorrono i loro primi metri del lungo viaggio che le porterà fino al Fiume Po.
A destra, invece, si apre il grande vallone di origine glaciale dei Ghiaccioni (o del Liocca), stretto fra Alpe di Succiso, Monte Alto e Punta Buffanaro.

Sorgenti del Secchia Alpe di Succiso
Il pianoro con le sorgenti del Secchia

In corrispondenza di un’ultima sezione in piano, la traccia si biforca.
Il sentierino di cresta fa parte di un breve percorso attrezzato che raggiunge il Passo di Pietratagliata e poi il Monte Alto, da affrontare con adeguata attrezzatura da ferrata.
Io opto per la traccia che perde quota sulla sinistra. E’ un tratto che comunque va affrontato con attenzione essendo molto stretto ed esposto, da qualche anno parzialmente attrezzato con un sottile cavo di acciaio.

Raggiungo il Passo di Pietratagliata (q. 1779 m.) importante crocevia così denominato, secondo la leggenda, perché intagliato tra le rocce da Federico Barbarossa mentre era in fuga dai Comuni lombardi.

Passo Pietratagliata
Passo di Pietratagliata

Devio ora in direzione dei Ghiaccioni sul sentiero 673 che qui coincide con un piccolo tratto dell’Alta Via dei Parchi, della Grande Escursione Appenninica e del Sentiero Italia.

Perdo quota tra i prati di questo bell’anfiteatro chiuso tra i monti fino ad inoltrarmi tra i primi faggi.
Ogni tanto mi fermo a godermi questo splendido ambiente.

Vallone dei Ghiaccioni
Lungo il vallone che scende ai Ghiaccioni

Al bivio con il sentiero 659 che sale verso il Rifugio Città di Sarzana, mi mantengo sul tracciato 673 e, dopo aver superato il Torrente Liocca, in pochi minuti mi trovo al Bivacco Ghiaccioni, piccolo edificio in sasso con alcuni posti letto posto appena all’interno della faggeta.

Bivacco Ghiaccioni
Bivacco Ghiaccioni

Ancora pochi minuti lungo il sentiero 673 parallelamente al corso d’acqua ed eccomi al bivio con il percorso 673A detto “Sentiero Barbarossa”.
Sul cartello segnaletico è specificato come sia “esposto e pericoloso, riservato agli esperti”.
Lo imbocco uscendo presto dal bosco. Mi trovo ai piedi dell’Alpe di Succiso, nel versante meno frequentato.

Facendo attenzione a seguire i segnavia bianco-rossi, supero alcune pietraie alternate a zone erbose.

Alpe di Succiso Sentiero Barbarossa
Ai piedi dell’Alpe di Succiso camminando sul Sentiero Barbarossa

Traversando su cengia inclinata continuo a guadagnare quota.
La traccia è stretta, parzialmente coperta dall’erba, segno che non sono molti gli escursionisti che si inoltrano lungo questo percorso piuttosto selvaggio.

Oltrepassato un tratto esposto, aggiro un costone entrando nell’area detta “Spiaggia Bella” in cui il pendio diviene un po’ meno scosceso.
Procedo ora a mezzacosta rimanendo a quota quasi costante fra ripidi prati e qualche roccia con alcuni metri piuttosto scomodi.

Alpe di Succiso Sentiero Barbarossa cengia
Tratto su cengia inclinata lungo il Sentiero Barbarossa

Superata la dorsale nord dell’Alpe, entro nel vallone in cui è posizionato il Rifugio Rio Pascolo che ben si nota non lontano dal limite boschivo.
Più in alto emerge il Monte Casarola.
Mi trovo esattamente dalla parte opposta rispetto a quella che era stata la via di salita a questa cima.

Attraverso una distesa di piante di mirtillo, raggiungo il piccolo rifugio (q. 1570 m.) non custodito, accessibile previa prenotazione e intitolato a Paolo Consiglio, alpinista di rilievo, direttore e cofondatore della scuola di alpinismo della SUCAI di Roma deceduto a causa di una crisi diabetica mentre stava raggiungendo il Campo Base dell’Everest.

Rifugio Rio Pascolo Sentiero Barbarossa
Bivacco e vallone del Rio Pascolo visti dal Sentiero Barbarossa

Sul retro del rifugio, presso una fontana, imbocco il sentiero 669 diretto alla Buca del Moro e al Bivacco Prà Po.

Perdendo quota, oltrepasso la deviazione con il sentiero 669B e giungo al bivio con il tracciato 669A.

Continuo verso il Bivacco Prà Po (segnavia 669) con diversi saliscendi prevalentemente nel bosco ma non mancano alcuni begli scorci sul versante settentrionale del Monte Casarola.

Monte Casarola sentiero 669
Alle pendici del versante nord del Monte Casarola lungo il sentiero 669

In località Buca del Moro (q. 1475 m.) abbandono il percorso 669 per dirigermi verso il Passo della Scalucchia (segnavia 667).

Alternando tratti tra i faggi ad altri più panoramici, raggiungo una dorsale presso Monte Piano (q. 1408 m.) punto d’incrocio con il sentiero 677.

Monte Piano Alpe di Succiso Passo Scalucchia
Nei pressi del Monte Piano

Mantenendomi sul sentiero 667 salgo sull’impercettibile Monte Piano (q. 1419 m.) e aggiro a oriente il Monte Ramiceto con ampia visuale verso il piccolo paese di Valbona e la campagna circostante.
Senza fatica ritorno velocemente al punto di partenza.

Valbona Monte Cusna
Vista verso Valbona, la valle del Secchia e i monti Ventasso e Cusna

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nel Giugno 2017
  • Durata*: 9h25′
  • Tempi progressivi*: Passo della Scalucchia – Bivacco Prà Po (20′) – Fonti di Capiola (45′) – Monte Casarola (2h45′) – Alpe di Succiso (3h30′) – Passo di Pietratagliata (4h15′) – Bivacco Ghiaccioni (5h15′) – Rifugio Rio Pascolo (8h10′) – Buca del Moro (8h40′) – Passo della Scalucchia (9h25′)
  • *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco.
  • Dislivello: +1100 m./ -1100 m.
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Carta escursionistica: Alto Appennino Reggiano – n. 3 – 1:25000
  • Accesso: Al Passo della Scalucchia (parcheggio lato strada presso tornante direzione Valbona in cui iniziano i percorsi 667 e 667B) si può accedere sia da Succiso Nuovo (versante Passo del Lagastrello – Ramiseto) che da Collagna via Valbona (versante Passo del Cerreto – Castelnuovo ne’ Monti) a seconda della provenienza.
    Normalmente è meglio la seconda opzione:
    -da Reggio Emilia passando da Castelnovo ne’ Monti in direzione Aulla e a Collagna deviare per Valbona e Passo della Scalucchia.
    -da Aulla (Massa Carrara) passando da Fivizzano in direzione Reggio Emilia e a Collagna deviare per Valbona e Passo della Scalucchia.
  • Trasporti pubblici: Da Reggio Emilia Autobus SETA fino a Valbona via Castelnovo ne’ Monti e Collagna (https://www.setaweb.it/);
    da Aulla fino al Passo del Cerreto (https://massa-carrara.cttnord.it/Linee_e_Orari/Linee_Extraurbane_Lunigiana_Estive_(_Dal_11_06_Al_14_09)/L/473) poi Autobus SETA fino a Collagna (direzione Castelnovo ne’ Monti) poi Valbona (https://www.setaweb.it/).
    Da Valbona si prosegue a piedi con il tracciato 609 (circa 1h solo andata con un dislivello di 200 metri).
    Altrimenti si può partire dal Passo del Cerreto ed effettuare il percorso come indicato nelle Note.

COMMENTI E NOTE:

  • Splendido itinerario piuttosto alternativo e vario per raggiungere la vetta dell’Alpe di Succiso e percorrerne tutta la cresta.
    Le visuali sempre differenti lo rendono molto interessante anche sotto il profilo panoramico.
  • Percorso riservato a Escursionisti Esperti in possesso di adeguato grado di allenamento, assenza di vertigini e passo sicuro per la presenza di stretti tratti esposti.
  • Da evitare in caso di maltempo o presenza di neve o ghiaccio.
  • In caso di necessità (o volendo semplificare o accorciare drasticamente il percorso a 5h circa complessive) è possibile scendere dalla Sella del Monte Casarola direttamente al Rifugio Rio Pascolo evitando sia la cresta dell’Alpe di Succiso che il Sentiero Barbarossa (in questo caso la difficoltà diminuisce ad Escursionistica).
  • L’itinerario può essere eseguito in entrambi i sensi.
  • Escursionisti allenati non dovrebbero aver problemi a compiere questo anello in giornata ma, volendo suddividerlo in due tappe, si può pernottare al Bivacco Ghiaccioni.
  • E’ possibile compiere un itinerario per escursionisti esperti ancor più spettacolare (necessarie due giornate) aggiungendo un anello che dal Passo di Pietratagliata scende alle Sorgenti del Secchia poi verso il Passo dell’Ospedalaccio (o arrivare al Passo del Cerreto per l’alloggio in alternativa al Bivacco Ghiaccioni) per risalire per cresta fino al Monte Alto da cui si torna al Passo di Pietratagliata.
    Altrimenti è possibile partire dal Passo del Cerreto, salire sul Monte Alto e, scesi al Passo di Pietratagliata, innestarsi sul percorso descritto in questo articolo seguendolo fino al Rifugio Rio Pascolo (da cui, risalendo l’omonimo vallone, si raggiunge direttamente la Sella del Monte Casarola utilizzando il sentiero 655) oppure fino alla Buca del Moro e salire alla vetta del Monte Casarola per la dorsale nord (sentiero 667). Dopo aver compiuto tutta la traversata della cresta dell’Alpe di Succiso fino al Passo di Pietratagliata, si torna al Passo del Cerreto passando dalle Sorgenti del Secchia e dal Passo dell’Ospedalaccio.
    Per i casi sopracitati si può vedere anche l’articolo riportato qui sotto nella sezione “Altre escursioni pubblicate in zona”.

Altre escursioni pubblicate in zona:


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2 Replies to “Alpe di Succiso, Monte Casarola e il Sentiero Barbarossa”

  1. Complimenti, bellissimo giro! Alpe di Succiso è la mia vetta preferita, e prima o poi lo voglio fare il Sentiero Barbarossa..

    1. Ciao!
      Effettivamente l’Alpe di Succiso e il territorio circostante sono molto belli!
      L’escursione al solo Sentiero Barbarossa, senza raggiungere Alpe di Succiso e Monte Casarola, si può effettuare da Succiso Nuovo e non è particolarmente lunga.
      Il Barbarossa, in questo caso, sarebbe l’unica sezione veramente fuori dal bosco. Un’alternativa per chi già abbia frequentato il resto dell’Alpe.

      Simone

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