Da Ridracoli a Casanova dell’Alpe

Da Ridracoli a Casanova dell’Alpe

Escursione fra i boschi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna raggiungendo il piccolo centro abitato di Casanova dell’Alpe e il lago di Ridracoli.

Lago di Ridracoli scorcio
Scorcio del Lago di Ridracoli

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google.

La traccia è stata rilevata direttamente ma potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

Lascio l’auto in uno dei parcheggi all’inizio del borgo sparso di Ridracoli (q. 421 m.), a fianco del ponte stradale sul fiume Bidente di Ridracoli e vicino allo storico attraversamento ottocentesco.
E’ fine ottobre, le montagne sono avvolte da un bellissimo bosco variopinto mentre le cime si trovano, invece, immerse all’interno di nubi basse.

Ridracoli chiesa
La chiesa di San Martino a Ridracoli

Attraverso il ponte e svolto a sinistra sulla prima strada in salita (cartelli per Casanova e Grandioso Anello di Ridracoli) raggiungendo in breve tempo alla chiesa di San Martino.
Abbandono l’asfalto oltrepassando una sbarra e imboccando la mulattiera per Casanova dell’Alpe (segnavia 231) entrando presto nel territorio del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

sentiero 231 Ridracoli Casanova dell'Alpe
La mulattiera Ridracoli-Casanova dell’Alpe

In saliscendi, parallelamente al fondo della vallata, seguo il percorso lastricato, contrassegnato dai segnavia bianco-rossi, fino al luogo in cui sorgeva l’antico castello le prime notizie del quale risalgono al XIII secolo.

Raggiunto un fabbricato ristrutturato, ne percorro un lato per poi procedere in decisa salita mentre si nota l’alta parete della diga realizzata poco a monte.

Diga di Ridracoli
Vista sulla Diga di Ridracoli

Sempre in salita pervengo alla Casa Vacanze “Le Casette” per poi continuare sulla bella mulattiera che procede con pendenze alterne prevalentemente nel bosco anche se non mancano gli spazi aperti e panoramici.

Supero diversi ruderi per poi attraversare le aree prative delle Farniole e del Campo dei Peri.

sentiero 231 Parco Nazionale Foreste Casentinesi
Area prativa lungo il sentiero 231

Continuando a guadagnare quota esco dalla coltre nuvolosa.

Pervengo così ad incrociare una strada forestale (croce in legno, q. 979 m.). La seguo verso monte (segnavia 231) e in pochi minuti giungo allo stradello in ghiaia aperto al pubblico transito.
Ampia la visuale verso il crinale tosco-emiliano in direzione di Poggio Scali.

Poggio Scali
Sullo sfondo il crinale appenninico con Poggio Scali

Svolto verso est (destra) tornando nuovamente nel territorio del Parco per poi arrivare in fretta al piccolo abitato di Casanova dell’Alpe (q. 972 m.) con la piccola chiesa di Santa Maria del Carmine edificata nel 1685.

Casanova dell'Alpe chiesa
La chiesetta di Santa Maria del Carmine a Casanova dell’Alpe

Torno ora sui miei passi, prima lungo la strada in ghiaia poi sulla forestale (segnavia 231) fino all’incrocio con la croce in legno da cui diparte, sulla destra, la mulattiera per Ridracoli.
Stavolta proseguo ancora sullo stradello (segnavia 235) fino ai ruderi di Pratalino (q. 982 m.) dove continuo per sentiero lungo la dorsale.

Giunto al bivio con il tracciato 239, lo imbocco in direzione di Ca’ di Sopra.

Sentieri Parco Nazionale Foreste Casentinesi
Il bivio fra i sentieri 235 e 239

Perdo quota rimanendo quasi costantemente nel bel bosco ma non manca il pertugio da cui vedere un angolo del lago di Ridracoli.

Raggiunto l’incrocio con il sentiero 237, procedo in direzione della Diga di Ridracoli arrivando, non molto più tardi, a Ca’ di sopra (q. 604 m.), edificio ben ristrutturato e trasformato in rifugio con vista sul lago.

Ca' di Sopra Ridracoli
Ca’ di sopra

Continuo in saliscendi verso la diga e, ad una diramazione, seguo l’itinerario lungo il lago.
Sono numerosi i punti panoramici.

Lago di Ridracoli
Lago di Ridracoli

Tornato sul percorso principale, oltrepasso un paio di gallerie e percorro tutta la grande diga terminata nel 1982 da cui si gode della vista di buona parte del lago.

Lago di Ridracoli diga
Vista del lago di Ridracoli dalla diga
Diga di Ridracoli
Diga di Ridracoli

Imbocco la galleria e proseguo lungo la strada asfaltata perdendo quota fino ad arrivare sul fondo della vallata.
Supero il centro informazioni e, sempre a fianco del fiume, ritorno al punto di partenza.

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nell’Ottobre 2021
  • Durata*: 5h20′
  • Tempi progressivi*: Ridracoli – Bivio sentieri 231/235 (2h55′) – Casanova dell’Alpe (3h10′) – Bivio sentieri 231/235 (3h25′) – Bivio sentieri 237/239 (4h15′) – Diga di Ridracoli (4h40′) – Ridracoli (5h20′)
  • *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +850 m./ -850 m.
  • Difficoltà: E (Escursionistica)
  • Carta escursionistica: Selca – Carta escursionistica Parco Nazionale Foreste Casentinesi – 1:25000; Istituto Geografico Adriatico – n. 19 Bagno di Romagna – 1:25000 o n. 20 Foreste Casentinesi – 1:25000;
  • Accesso: Da Forlì seguire per Meldola poi Santa Sofia da dove si procede in direzione di Firenze per pochi km per poi deviare a sinistra verso la Diga di Ridracoli e parcheggiare all’ingresso dell’omonimo paese;
    da Firenze o da Arezzo raggiungere Stia per poi salire al Passo della Calla e proseguire verso Forlì fino al bivio, sulla destra pochi km prima di Santa Sofia, per la Diga di Ridracoli e parcheggiare all’ingresso dell’omonimo paese.
  • Trasporti pubblici: Da Forlì autobus StartRomagna per Santa Sofia e Campigna (Linea 132) con fermata a Isola o Barleta per poi proseguire a piedi per molti km (https://www.startromagna.it/servizi/orari-e-percorsi/)

COMMENTI E NOTE:

  • Interessante itinerario all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna che offre alcuni begli scorci panoramici e tracce dei tempi passati.
  • Molto bello durante la stagione autunnale quando i colori del bosco diventano particolarmente variopinti.
  • Il percorso non presenta particolari difficoltà per l’escursionista allenato, abituato a tracciati di montagna.
  • Il senso di percorrenza è indifferente.
  • Chi avesse ancora un po’ di energie può sostituire un tratto della strada asfaltata terminale con il sentiero che si imbocca in corrispondenza del terzo tornante, superando un tornello a fianco di un cancello, poi subito a destra a fianco del corso d’acqua con faticosa salita iniziale (sentiero 233).

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