Monte Pavione e Rifugio Dal Piaz dal Passo Croce d’Aune

Monte Pavione e Rifugio Dal Piaz dal Passo Croce d’Aune

Panoramica e impegnativa escursione fra le Vette Feltrine (Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi) fino al Monte Pavione e al Rifugio Dal Piaz percorrendo il Sentiero di Sant’Antonio e la cresta delle Vette Grandi con partenza dal Passo Croce d’Aune.

monte Pavione
Monte Pavione

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google.

La traccia è stata disegnata manualmente tramite Viewranger e potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


Guarda il video con le immagini dell’escursione su YouTube.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE



DESCRIZIONE:

Partenza dal Passo Croce d’Aune (q. 1015 m.).
Salgo per la piccola stradina (S.P. 39, direzione “Chiesette pedemontane”) a fianco del Bar Genzianella percorrendola fra le case per diverse centinaia di metri fino ad un incrocio in località Cimamonte ove è presente un capitello dedicato ai SS. Vittore e Corona.
Appena prima del simbolo religioso, svolto a sinistra lungo uno stradello coincidente con il Cammino delle Dolomiti (cartello “strada senza uscita”, segnavia bianco-azzurri) che percorro fino al termine presso un fabbricato con fontana (Casera Fontane, q. 1068 m.).

Cammino delle Dolomiti
Lungo il Cammino delle Dolomiti

Proseguo su di un ampio sentiero che procede, senza grossa pendenza, fino ad un altro edificio da dove, su tracciato più stretto, scendo ripidamente nella faggeta poi, più comodamente su forestale, fino ad una stradina identificata dal segnavia CAI n. 810.
A sinistra, in circa 300 metri, sarei al piccolo paese di Aune (q. 891 m.).

Svolto invece a destra iniziando la lunga risalita seguendo i segnavia bianco-rossi.

Un primo semplice tratto su di uno stradello mi porta a guadagnare quota lungo i boschi del Vallon d’Aune tralasciando le deviazioni laterali.
Risalgo accerchiato da un grande anfiteatro roccioso.

Sentiero di Sant'Antonio Vette Feltrine
Lungo il Sentiero di Sant’Antonio

Sono ormai entrato nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e sto percorrendo il Sentiero di Sant’Antonio.
Guardo in alto e vedo pareti verticali ovunque.
Non riesco ad immaginare dove il sentiero possa passare.

La traccia diviene più ripida mentre mi inoltro zigzagando in una gola punteggiata da alcune conifere.

Percorro un tratto pietroso in cui la traccia si fa meno evidente per poi abbandonare l’ampia gola deviando a sinistra (ovest) stando ben attento a non perdere di vista i segnavia bianco-rossi.

Sentiero di Sant'Antonio Vette Feltrine
Lungo il Sentiero di Sant’Antonio

Segue un lungo traverso fra alte pareti rocciose in un ambiente molto selvaggio e spettacolare.

Risalgo un pendio erboso sempre attorniato da rocce verticali per poi raggiungere il panoramico Passo di Sant’Antonio (q. 1778 m.).
Intanto alcuni camosci, non lontani, discendono un ripido declivio.

Ancora traverso su terrazzi erbosi, in parte esposti, prima scendendo poi riguadagnando quota fino ad uscire su pendii erbosi che risalgo fino alla Casera Monsampian (q. 1902 m.) dove è presente un ricovero sempre aperto.

Casera Monsampian Monte Pavione Rifugio Dal Piaz
Casera Monsampian

Il fabbricato è posto in mezzo alla Busa di Monsampian, uno dei tanti circhi di origine glaciale di questa zona, chiusa ad ovest dal Monte Vallazza (q. 2167 m.) e a nord-est dal  Monte Pavione.

Seguendo verso nord il tracciato 810 (Sentiero “I circhi delle Vette”) si andrebbe direttamente al Rifugio Dal Piaz con un percorso molto semplice.

Io procedo, invece, lungo il sentiero 817 che prima sale verso il Monte Vallazza poi traversa fino al Passo del Pavione (q. 2069 m.).
Il panorama è splendido: in primo piano le Pale di San Martino e Cima d’Asta a cui fanno da sfondo Lagorai e Dolomiti.

Cima d'Asta da Monte Pavione
Cima d’Asta e Lagorai

Tutte le cime sono imbiancate anche se la quota neve è oltre i 2000 metri. Un po’ alta se consideriamo che è dicembre inoltrato.

Anche la cresta del Monte Pavione presenta un sottile strato di neve piuttosto duro come bianchi sono i circhi glaciali che si aprono sul versante settentrionale.

Sempre utilizzando il sentiero 817, salgo lungo la panoramica dorsale che presenta qualche punto non molto largo ma, senza problemi, arrivo sulla vetta (q. 2335 m.).

vetta Monte Pavione
Sulla vetta del Monte Pavione

Nel versante nord, ad un ripido pendio erboso seguono alcuni balzi rocciosi che terminano sul terrazzo percorso dal sentiero de “I Circhi delle Vette”.
Verso sud si apre l’anfiteatro della Busa di Cavarin.
Bellissima la vista sul dolomitico gruppo del Cimònega.

Percorro con cautela la discesa lungo la cresta orientale della montagna e, raggiunta la sottostante sella, risalgo sul Col di Luna (q. 2295 m.).

Col di Luna cresta Monte Pavione Rifugio Dal Piaz
Col di Luna

Mi affaccio così su di un altro bell’anfiteatro di origine glaciale, la spettacolare Busa delle Vette.

Abbandono la cresta principale per seguire la dorsale, a tratti stretta e un poco esposta, che mi porta sulle Vette Grandi (q. 2130 m.).

Vette Grandi cresta Monte Pavione Rifugio Dal Piaz
La cresta fra Col di Luna e Vette Grandi

Ancora lungo il crinale arrivo al Passo delle Vette Grandi (q. 1994 m.).
Il sole è già basso all’orizzonte in questa brevissima giornata di fine autunno.
La sua calda luce accende il versante sud-occidentale dei monti che circondano la Busa delle Vette.

Busa delle Vette Rifugio Dal Piaz
La Busa delle Vette

Scatto qualche foto poi raggiungo il vicinissimo Rifugio Dal Piaz (q. 1993 m.).
Fosse stata estate avrei potuto tranquillamente scendere al Passo di Croce d’Aune ma adesso non ho intenzione di camminare con la torcia frontale accesa.

Rifugio Dal Piaz
Il Rifugio Dal Piaz

Il rifugio, in questi giorni, è aperto solo durante le ore diurne.
Mi sistemo nell’umido locale invernale. Non sono nemmeno da solo. Il mio compagno di stanza, scoprirò dopo un paio d’ore, è un ciclista che arriva quando il buio è già totale.

Rimango diverse ore sulle panchine poste all’esterno del rifugio presso l’albero di natale illuminato.
La temperatura non è assolutamente gelida. Fa più freddo nel locale invernale.
A valle le luci di Feltre.

L’indomani mi alzo a vedere l’alba dalla sommità del vicino Col Cesta (q. 2068 m.).

Alba Vette Piccole Rifugio Dal Piaz
Alba su Vette Piccole e Monte Pietena

Per la discesa verso il Passo di Croce d’Aune seguo il tracciato 801 coincidente con l’Alta Via delle Dolomiti n. 2.

Dopo un iniziale tratto su sentiero attraversando un pendio erboso, raggiungo, la storica ex strada militare che seguo per alcune centinaia di metri.

Dopo cinque tornanti abbandono la strada sterrata per seguire il sentiero che accorcia notevolmente il percorso recuperando la strada un centinaio di metri più in basso per lasciarla nuovamente circa 500 metri dopo.

Alta Via Dolomiti 2 strada Rifugio Dal Piaz
Lungo l’ex strada militare

Scendo attraverso il versante occidentale del Masieron raggiungendone la dorsale sud-occidentale presso il Colle dei Cavai.

Perdo un paio di centinaia di metri di quota percorrendo la dorsale poi il sentiero inverte nettamente la direzione fino a toccare un tornante dell’ex tracciato militare per poi procedere in discesa fino all’incrocio in località  Cimamonte da cui, mantenendo il percorso dell’andata, ritorno al Passo Croce d’Aune.

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nel Dicembre 2016
  • Durata*: 7h15′ (compreso pause brevi)
  • Tempi progressivi*: Passo Croce d’Aune – Bivio presso Aune (30′) -Casera Monsampian (2h50′) – Monte Pavione (3h50′) – Rifugio Dal Piaz (5h35′) – Passo Croce d’Aune (7h15′)
  • *I tempi inseriti corrispondono a quanto da me impiegato e sono puramente indicativi.
  • Dislivello: +1600 m./ -1600 m.
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Carta escursionistica: Tabacco n. 023 Alpi Feltrine, Le Vette, Cimònega – 1:25000
  • Accesso: Da Belluno raggiungere Feltre poi svoltare per Padavena e Passo Croce d’Aune;
    da Padova e Vicenza procedere per Bassano del Grappa poi in direzione Trento e, superato Cismon del Grappa, svoltare per Feltre da dove si raggiunge prima Pedavena poi il Passo Croce d’Aune.
  • Trasporti pubblici: Da Belluno bus per Feltre (linea 13) poi linea 16 fino al Passo Croce d’Aune. (https://dolomitibus.it/it/l/linee-dolomiti/index).

COMMENTI E NOTE:

  • Lunga, affascinante e panoramica escursione in un ambiente molto vario. All’aspra zona del Passo di Sant’Antonio fa da contrasto l’adiacente area prativa intorno alla Casera Monsampian poi la cresta fra il Passo del Pavione e il Passo delle Vette Grandi.
  • L’itinerario non ha tratti tecnicamente difficili ma presenta diversi tratti esposti e un dislivello notevole.
    Un breve tratto verso il Passo di Sant’Antonio è provvisto di qualche attrezzatura che può fornire un valido ausilio.
    Sono richiesti passo sicuro e assenza di vertigini.
    Evitare il Sentiero di Sant’Antonio con maltempo o presenza di neve o ghiaccio.
  • Può essere suddivisa in due differenti giornate pernottando presso il Rifugio Dal Piaz. In questo caso potrebbe essere valutabile l’inversione del senso di percorrenza dell’escursione per non avere tutto l’elevato dislivello in salita il primo giorno. Si dovrebbe però scendere dal Sentiero di Sant’Antonio che richiede attenzione.
  • Si può ridurre l’itinerario deviando a Casera Monsampian direttamente per il Rifugio Dal Piaz con il sopra citato tracciato 810 evitando di salire sul Monte Pavione e le successive cime.
  • E’ anche possibile semplificare un poco il percorso (difficioltà Escursionistica) evitando il Sentiero di Sant’Antonio salendo direttamente al Rifugio Dal Piaz con il sentiero che si utilizzerà anche al ritorno (801 – Alta Via delle Dolomiti n. 2) raggiungendo poi la Casera Monsampian con il comodo tracciato 810 e da lì effettuare l’anello per il Monte Pavione come descritto.

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