Corno alle Scale: dai Balzi al Lago Scaffaiolo

Corno alle Scale: dai Balzi al Lago Scaffaiolo

Escursione impegnativa con partenza da Madonna dell’Acero per raggiungere La Nuda e il Corno alle Scale attraverso il Balzo del Fabuino e i Balzi dell’Ora. Ritorno passando dal Lago Scaffaiolo e la valle del Dardagna.

Corno alle Scale vista nord Balzi dell'Ora
Scendendo da La Nuda verso il Corno alle Scale

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google

La traccia è stata rilevata direttamente ma potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

Lasciata l’auto presso il parcheggio sterrato all’inizio della località Madonna dell’Acero (q. 1184 m.), attraverso la strada provinciale e mi incammino lungo lo stradello sterrato (segnavia 323) detto Via dei Signori.

In pochi minuti raggiungo Pian d’Ivo dove è posto un Centro Visite del Parco Regionale del Corno alle Scale con allestimento distribuito su due piani.

Procedendo lungo la via noto strane opere d’arte che, onestamente, non sono proprio di mio gusto. Erano state installate nel 1994 nell’ambito del progetto “Sentiero d’arte”.

Via dei Signori
Lungo la Via dei Signori

Guadagnando quota fra faggi e abeti oltrepasso la deviazione del sentiero 327 che consentirebbe di raggiungere direttamente la cima della Nuda. Ma il mio programma è quello di passare per i Balzi del Fabuino quindi proseguo lungo lo stradello principale.

Intorno a quota 1350 m. la via spiana. Procedo di buon passo. Lungo il percorso vedo anche alcune cascatelle. E’ piovuto durante i giorni precedenti quindi l’acqua oggi non manca.

sentiero 323 Corno alle Scale
Cascatelle create dal Fosso della Voluta lungo il tracciato 323

Al bivio con il sentiero 129, svolto su quest’ultimo e capisco subito che non sarà una passeggiata.

Salendo  nel bosco con alterne pendenze raggiungo il crinale presso il Balzo del Fabuino. La vista si apre. Noto che tutto lo spartiacque appenninico  sta per essere invaso dalle nubi provenienti dalla Toscana. Spero almeno che mi permettano di arrivare sul Corno con buona visibilità.

Giusto al limitare del bosco, percorro un centinaio di metri lungo il crinale e mi trovo davanti il “muro” della dorsale est della Nuda.

Balzo del Fabuino La Nuda
La Nuda, cresta est

L’ascesa non è lunga ma molto ripida.
A tratti mi serve appoggiare anche le mani per superare alcuni scalini un po’ troppo alti. Niente di particolarmente difficoltoso comunque.

Superato il tratto più impegnativo, proseguo lungo il crinale con bella vista sui versanti nord ed est del Corno alle Scale.

Giungo sull’ampia ed erbosa cima della Nuda (q. 1828 m.) che mi regala una bella visuale sull’Appennino bolognese e modenese.

La Nuda vetta
Sulla vetta de La Nuda con i monti Spigolino e Cimone sullo sfondo

Ancora non ho incontrato nessun escursionista ma sarà questione di pochi minuti.
Vedo numerose persone distribuite lungo i Balzi dell’Ora e nel sentiero che dal Cavone porta al Passo del Vallone. Un giro molto più gettonato e breve rispetto al percorso che ho fatto io per giungere qui.

Comunque la strada è ancora tanta così procedo lungo il crinale che si fa via via più stretto.

Il sentiero lascio la cresta ora affilata per procedere al limitare della faggeta sul versante occidentale mentre il versante opposto è ormai dirupato.

Corno alle Scale Balzi dell'Ora
Passo del Vallone e i Balzi dell’Ora

Supero velocemente il Passo del Vallone (q. 1684 m.) per anticipare l’arrivo di un grosso gruppo di escursionisti e proseguo lungo il sentiero 129 verso i Balzi dell’Ora.

Dopo una breve salita si affronta il tratto più stretto ed esposto.
Si tratta di un breve passaggio gradonato su rocce che sembrano essere state messe lì in fila apposta per facilitare il transito. Sicuramente fa la selezione dovuta scoraggiando chi ha problemi di vertigini.

Corno alle Scale Balzi dell'Ora
Balzi dell’Ora e lo stretto passaggio su cresta

Un successivo tratto abbastanza ampio ed erboso fa da preludio alla parte più ripida dove l’uso delle mani diventa necessario solo in brevissime sezioni.

A sinistra il pendio è ripidissimo suddiviso fra canaloni e i balzi di rocce arenarie che danno il nome alla via.
Meno accentuata la pendenza sul lato occidentale verso la bella Valle del Silenzio.

Corno alle Scale Balzi dell'Ora Valle Silenzio
Vista sulla Valle del Silenzio

L’abbondante frequentazione dei Balzi dell’Ora testimonia il fascino del tracciato, uno dei più impegnativi dell’Appennino bolognese fra quelli marcati dal CAI.

Corno alle Scale Balzi dell'Ora La Nuda
Uno sguardo verso La Nuda

Riesco ad arrivare alla grande croce posta su Punta Sofia (q. 1939 m.) senza che le nuvole mi abbiano anticipato. Sono ancora tutte bloccate sul versante toscano o appena all’interno del territorio emiliano.
Punta Sofia è l’anticima nord del Corno ma sicuramente il luogo simbolo della montagna.

Corno alle Scale croce
La croce di Punta Sofia

E’ l’ora della pausa. Mi sposto un pochino per stare un po’ più tranquillo.

Riprendo il cammino ed in pochissimi minuti sono sulla vetta vera e propria del Corno alle Scale (q. 1944 m.).

Corno alle Scale vetta
Sulla vetta del Corno alle Scale

Per sentiero sassoso scendo al Passo dello Strofinatoio (q. 1847 m), punto di confine con la Toscana.
Sono ormai in mezzo alle nubi mentre la sottostante Piana della Calanchetta è ancora al sole.

Corno alle Scale Calanchetta
La Piana della Calanchetta e le nubi sulla Toscana

Al Passo mi innesto nel sentiero 00 che qui corrisponde a Sentiero Italia, Sentiero Europeo E1, Grande Escursione Appenninica e Alta Via dei Parchi.

Dopo un tratto lungo lo spartiacque in cui vi è la presenza di antichi cippi di confine, il poco pendente tracciato evita la salita sul Monte Cornaccio traversandone il pendio settentrionale.

Al Passo dei Tre Termini (q. 1780 m.) vi è l’incrocio dei confini fra bolognese, modenese e Toscana. In passato punto di contatto fra Stato Pontificio, Ducato di Modena e Granducato di Toscana.

Passo Tre Termini
Passo dei Tre Termini

Oltrepassato un impianto sciistico giungo al Lago Scaffaiolo (q. 1785 m.). In verità fatico a vederne più di 5/10 metri avvolto com’è dalla nebbia.

Alto sulla sponda settentrionale è posto il rifugio Duca degli Abruzzi. Tanta gente intorno ai tavoli posti nell’area limitrofa nonostante la temperatura sia decisamente più bassa che poche centinaia di metri più in là.

Per il tempo di mangiare un panino, mi infilo anche la giacca.

Il rifugio e l’altra sponda del lago appaiono e scompaiono alla vista. Aspetto invano il momento per fare una bella foto.

Lago Scaffaiolo
Il Lago Scaffaiolo

Riprendo costeggiando l’acqua e presso lo spigolo nord-ovest del bacino imbocco il sentiero 401 che scende zigzagando nell’ampia brughiera riportandomi al di sotto delle nubi.

Sentiero 401 Monti della Riva
Scendendo lungo il sentiero 401 con i Monti della Riva sullo sfondo

La pendenza diminuisce e lo stretto tracciato segue piacevolmente il corso di un ruscello che scorre qualche metro più in basso.
Mi trovo al cospetto del versante orientale del Monte Spigolino e della dorsale dei Monti della Riva.

Monte Spigolino
Passando in una piccola conca sotto il versante est del Monte Spigolino

Abbandono il sentiero 401 per seguire il tracciato 333.
Evitata subito una traccia sulla sinistra, proseguo in piano inoltrandomi nel bosco.

Il percorso si allarga diventando uno stradello forestale.
Attraverso in salita alcune piste da sci ed arrivo presso l’area di accesso al comprensorio sciistico in cui è possibile anche ristorarsi.

Scendo lungo una pista da sci e svolto a sinistra in corrispondenza della stazione di partenza di una seggiovia.

sentiero 333 Modena
Lungo la mulattiera 333

La mulattiera perde quota fino all’attraversamento del Torrente Dardagna. Il guado oggi è più impegnativo del solito vista la presenza di molta acqua che rende immerse molte pietre posizionate per favorirne l’attraversamento.

Oltrepasso i bivi con il sentiero 337 fino ad abbandonare il tracciato 333 che si dirige alle vicine cascate del Dardagna e procedo lungo la sassosa mulattiera marcata 331.

Un paio di ponticelli di legno evitano il guado di due rii di cui ammiro le piccole cascate.

Cascate Rio Cavo
Cascatelle del Rio Cavo

Sempre mantenendomi lungo il tracciato 331, dopo una lenta risalita che termina poche centinaia di metri prima di Madonna dell’Acero, scendo ancora un po’ e giungo al Santuario cinquecentesco.

Madonna dell'Acero
Madonna dell’Acero

Una breve visita poi per asfalto torno al parcheggio.

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nel giugno 2020
  • Durata*: 7h25′
  • Tempi progressivi*: Parcheggio Madonna dell’Acero – bivio sentieri 129/323 (1h10′) – La Nuda (3h10′) – Corno alle Scale (4h25′) – Passo dello Strofinatoio (4h40′) – Lago Scaffaiolo (5h25′) – stazione sciistica (5h55′) – Parcheggio Madonna dell’Acero (7h25′)
  • *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco oppure, quando assente, a quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +1100 m. / -1100 m.
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Carta escursionistica: CAI Modena – Alto Appennino Modenese 1:25000 oppure 07 BO – Corno alle Scale-Alto Appennino bolognese e pistoiese 1:25000
  • Accesso: Da Bologna via autostrada o via Porretana raggiungere Sasso Marconi poi procedere in direzione Pistoia fino a Silla. Seguire per Lizzano in Belvedere poi Vidiciatico e Corno alle Scale e parcheggiare in località Madonna dell’Acero.
    Da Modena seguire per Vignola poi per Fanano. Un paio di km prima del paese svoltare in direzione Silla poi Vidiciatico e Corno alle Scale e parcheggiare in località Madonna dell’Acero.
  • Trasporto pubblico: Autobus fino a Madonna dell’Acero via Porretta Terme – Vidiciatico (https://www.tper.it/)

COMMENTI E NOTE:

  • Percorso di grande soddisfazione con bei panorami e molto vario.
    Si tratta di un’escursione ad anello che non è molto gettonata in quanto quasi tutti gli escursionisti che salgono al Corno alle Scale per i Balzi dell’Ora partono dal Cavone accorciando così il percorso.
    Per tale motivo il tratto fra il Passo del Vallone e il Lago Scaffaiolo è normalmente piuttosto frequentata. Anche l’area presso le cascate del Dardagna può risultare affollata.
  • L’itinerario è riservato ad escursionisti esperti ed allenati con passo sicuro e assenza di vertigini.
    Per renderlo di difficoltà escursionistica bisogna stravolgerlo completamente evitando tutta la prima parte fino a Punta Sofia magari spostando partenza e arrivo al Cavone.
  • Si può ridurre il percorso evitando il Balzo del Fabuino e salendo sul Monte Nuda utilizzando i sentieri 323 e 327 (da segnaletica 40′ in meno). Altra alternativa, una volta arrivati sul Corno alle Scale, scendere al Cavone poi tornare a Madonna dell’Acero percorrendo, nell’ordine, i sentieri 335-337-333-331).
  • Scendendo lungo la valle del Dardagna è possibile visitare le omonime cascate mantenendosi sul sentiero 333. Al termine delle cascate seguire le indicazioni per Madonna dell’Acero. Questa deviazione non comporta una significativa variazione della distanza da percorrere ma solo qualche metro in più di dislivello in salita.

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