Rifugio Telegrafo da Due Pozze

Rifugio Telegrafo da Due Pozze

Escursione fra panorami, rocce e pascoli della sezione meridionale del Monte Baldo passando dai Rifugi Telegrafo, Chierego e Fiori del Baldo con partenza dalla località Due Pozze (e variante più breve che sfrutta, durante il periodo di apertura da primavera all’autunno, l’impianto sciistico che sale da Prada).

Punta Telegrafo Lago di Garda
Sulla vetta di Punta Telegrafo

PERCORSO INTEGRALE

PERCORSO RIDOTTO


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE

Le tracce sono state disegnate manualmente e potrebbero presentare imperfezioni e/o inesattezze.

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SINTESI DESCRIZIONE:

Dalla località Due Pozze, a monte di Prada, si segue l’ampio tracciato 51 che tra boschi e radure raggiunge i Baiti di Ortigara.
Proseguendo lungo un comodo percorso fra i pascoli, si cammina vista Lago di Garda e montagne circostanti tra cui le cime del Gruppo dell’Adamello-Presanella.
Giunti al Baito Turri, punto di arrivo del primo tronco dell’impianto che collega Prada al Rifugio Fiori del Baldo (possibilità di utilizzarlo per ridurre il percorso descritto), si imbocca il sentiero 55 arrivando in pochi minuti a Malga Valvaccara e, successivamente, nei pressi di Baito Buse.
Qui il percorso cambia e diviene più faticoso. Dopo aver guadagnato quota, si oltrepassano un paio di circhi di origine glaciale attorniati da un paesaggio decisamente più selvaggio rispetto a quello iniziale.
Raggiunto il sentiero 654 lo si utilizza fino a salire al Rifugio Telegrafo. Pochi minuti di ulteriore cammino e si è sulla cima di Punta Telegrafo (o Monte Maggiore).

Il ritorno avviene seguendo il percorso di crinale (o vicino ad esso).
Su mulattiera realizzata in epoca bellica (segnavia 658) si aggira la Vetta delle Buse per poi giungere alla Bocchetta del Coal Santo.
Fra le varie opzioni che si hanno in questo punto, si segue il più faticoso ma molto panoramico tracciato che sale su Cima Costabella dopo la quale si scende prima al Rifugio Chierego poi al Fiori del Baldo (termine del percorso ridotto).
Continuando sulla dorsale si perviene ad un percorso per l’ex Forte di Naole e l’omonimo rifugio tramite il quale si scende allo stradello a fondo naturale che collega Due Pozze al Rifugio Fiori del Baldo utilizzando il quale si ritorna al punto di partenza.

Malga Valvaccara Lago di Garda
Malga Valvaccara e il Lago di Garda

DESCRIZIONE COMPLETA:

Percorsa la stradina asfaltata che da Prada sale alla località Due Pozze (q. 1282 m.), lascio l’auto presso il parcheggio posto al termine della strada aperto al pubblico transito.

Indossati gli scarponi imbocco la stradina (segnavia 51) che sale verso i rifugi Fiori del Baldo e Chierego già visibili dal parcheggio.

Due Pozze
Le Pozze di Pralongo e il Monte Baldo

Percorse alcune centinaia di metri, abbandono il tracciato per i rifugi e, superando una sbarra, procedo verso Malga Ortigara (segnavia 51).
Il tracciato rimane tranquillo, alternando tratti nel bosco ad ampie radure.

Monte Pizzocolo e Spino
Vista verso i Monti Pizzocolo e Spino

Poco dopo aver incrociato il sentiero 655 che sale da Prada, seguendo i segnavia bianco-rossi abbandono un poco lo stradello a fondo naturale per ritrovarlo presso i Baiti di Ortigara. Le acque del Lago di Garda fanno capolino mentre, lontano, emergono le bianche cime del Gruppo dell’Adamello-Presanella.

Alla successiva diramazione fra i tracciati 51 e 655 rimango sul primo che sale attraverso estesi pascoli. Magnifico il panorama verso il lago, sempre più visibile.

Lago di Garda Baito Turri
Vista sul Lago di Garda meridionale

Superato l’impianto sciistico Prada-Rifugio Fiori del Baldo salgo alla stazione intermedia (Baito Turri, q. 1550 m.).
Proprio di fronte all’accesso alla seggiovia parte la traccia del sentiero 55. La imbocco arrivando in pochi minuti a Malga Valvaccara e al bivio con il sentiero 56 che scende, anch’esso, a Prada.
Continuo a camminare fra i pascoli con il lago ai miei piedi mentre guadagno quota fino ad una piana con un paio di pozze.

Gruppo Adamello-Presanella
Una pozza e il Gruppo Adamello-Presanella

Il percorso rimane semplice e piatto fino al Baito Buse (q. 1623 m.). Alcune decine di metri prima del fabbricato, il tracciato svolta nettamente verso monte e, faticosamente, salgo ad un grande pannello ripetitore.

Baito Buse Monte Baldo
Verso Baito Buse

Oltrepassato un costone entro in un bell’anfiteatro fra erba, pietre sparse e pini mughi. Nel punto più interno una traccia diparte verso sud-est (destra) salendo alla Bocchetta di Coal Santo permettendo, in questo modo, di accorciare l’escursione. Io mi mantengo sul sentiero 55 salendo, mentre un camoscio mi guarda sospettoso, alla dorsale occidentale della Vetta delle Buse.

sentiero 55 Monte Baldo
Lungo il sentiero 55

Attraverso una distesa di mughi e, con una discesa molto ripida, mi addentro in un secondo circo di origine glaciale, molto più selvaggio del precedente. Posso ammirare tutto il sentiero che mi aspetta fino al Rifugio Telegrafo, visibile là in alto, non lontano dalla cima dell’omonimo monte.

Slalomeggiando fra mughi e grossi massi, attraverso tutta la splendida conca tralasciando la deviazione per la Ferrata delle Taccole.

sentiero 55 Vetta delle Buse
Circo glaciale sotto la Vetta delle Buse

Con un traverso sotto una parete rocciosa, giungo al bivio con il sentiero 654 che inizio a risalire.

Seguendo la traccia indicata dai segnavia bianco-rossi mi alzo di quota con la vista sul Lago di Garda che torna ad aprirsi.
Oltrepasso l’incrocio con la variante del percorso 654 e, costantemente in ascesa, pervengo al Rifugio Telegrafo “Gaetano Barana” (q. 2147 m.), e all’adiacente chiesetta di Santa Rosa.

Rifugio Telegrafo
In salita verso il Rifugio Telegrafo

Prima di fare una sosta, salgo in pochi minuti alla vicina cima di Punta Telegrafo (o Monte Maggiore, q. 2200 m.) per gustarmi l’imperdibile vista a 360° che si può ammirare da quassù. Nonostante le nuvole abbiano occupato buona parte del cielo posso vedere, oltre ad una buona fetta della cresta del Monte Baldo e del sottostante lago, il Gruppo dell’Adamello-Presanella e quello del Brenta, le Alpi Ledresi, il Pasubio e un po’ di Dolomiti. Verso sud compare la catena appenninica con la lunga dorsale del reggiano Monte Cusna e il cono che contraddistingue il modenese Monte Cimone.

Monte Baldo settentrionale
La sezione settentrionale del Monte Baldo

Torno al rifugio per una pausa. La sala da pranzo è colma mentre fuori spira un forte vento.

Rifugio Telegrafo
Rifugio Telegrafo

Riprendo il cammino puntando il Rifugio Chierego.
Immediatamente si presenta una alternativa. Al più breve sentierino per esperti 658A che, piuttosto stretto, taglia un erto e sdrucciolevole pendio (presenza di cavi di acciaio), preferisco il classico percorso 658 con cui scollino la soprastante dorsale per poi scendere al vicino bivio con il tracciato 651-652.

Procedo sempre in direzione del Rifugio Chierego (segnavia 658) oltrepassando i bivi con la variante citata in precedenza e con la Ferrata delle Taccole.

Rifugio Telegrafo sentiero 658
Incrocio sentieri 658 e 658A

Il percorso, realizzato ai fini bellici, è piuttosto panoramico seppur oggi la nebbia appaia e scompaia in continuazione.

Aggirando la Vetta delle Buse, un tratto in salita fra pinnacoli di roccia mi conduce al Passo del Camino (q. 2128 m.) dopo il quale l’ambiente si fa meno aspro.

Passo del Camino Monte Baldo
In salita verso Passo del Camino

Scendo comodamente alla Bocchetta di Coal Santo (q. 1993 m.), incrocio di numerosi tracciati. Nella mia direzione di marcia si presentano tre opzioni. A sinistra il sentiero 658 che aggira ad oriente Cima Costabella per arrivare direttamente al Rifugio Chierego, al centro la traccia per la vetta e a destra quella, ampia, che porta al Rifugio Fiori del Baldo. Scelgo di salire sull’erbosa vetta (q. 2050 m.) dove mi aspetta una splendida vista e un manufatto che segnala monti e località visibili da quel punto.

Cima Costabella Monte Baldo
Cima Costabella

Velocemente scendo al Rifugio Chierego (q. 1911 m.) poi al vicino Rifugio Fiori del Baldo (q. 1816 m.) punto di arrivo dell’impianto che sale da Prada.

rifugio Chierego e Fiori del Baldo
I rifugi Chierego e Fiori del Baldo

Dal rifugio imbocco la stradina in discesa ma, nonostante fosse comoda e veloce, al primo tornante preferisco abbandonarla per seguire il tracciato che rimane parallelo alla cresta.
Senza modificare la mia direzione, slalomeggiando fra i numerosi “ricordi” lasciati dalle vacche al pascolo, oltrepasso una recinzione e l’incrocio con il percorso per Malga Valfredda.
Infine arrivo sulla sommità della dorsale della Costa Bella.

Costa Bella Lago di Garda
Dalla Costa Bella vista verso il Lago di Garda

Da una parte il Lago di Garda, dall’altra l’ex Forte di Naole, datato 1913, e l’omonimo rifugio ricavato nell’ex caserma costruito anch’esso per il primo conflitto mondiale poi utilizzato come malga e persino colonia estiva.
Se avessi percorso la sottostante stradina, il versante di Naole mi sarebbe rimasto invisibile.

Costa Bella Monte Baldo Forte Naole
Sulla Costa Bella

Procedo per diverse centinaia di metri sulla cresta poi, sempre seguendo la traccia, mi sposto leggermente sul versante lacustre andando ad incrociare lo stradello per il Rifugio Forte Naole.

Senza salire sulla sommità della dorsale, svolto in discesa (destra) pervenendo in pochissimo tempo allo stradello proveniente dal Rifugio Fiori del Baldo che seguo (sinistra) sempre perdendo quota.

Superato il bivio con il sentiero 655, mi mantengo sulla stradina in ghiaia alternando ampie zone boscose a qualche spazio un poco più aperto.

strada Due Pozze Rifugio Fiori del Baldo
Sulla strada per Due Pozze

Quasi un km dopo giungo ad incrociare il percorso dell’andata che seguo a ritroso fino al parcheggio di Due Pozze.

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nell’Ottobre 2022
  • Durata*: Percorso integrale: 7h05′ (compresi 15′ per salita e discesa dal Rifugio a Punta Telegrafo); Percorso ridotto Baito turri-Rifugio Fiori del Baldo 4h10′ (compresi 15′ per salita e discesa dal Rifugio a Punta Telegrafo)
  • Tempi progressivi*: Due Pozze – Baito Turri (1h15′) – Bivio sentieri 55/654 (3h05′) – Rifugio Telegrafo (3h50′) – Monte Telegrafo – Rifugio Telegrafo (4h05′) – Bocchetta di Coal Santo (4h55′) – Cima Costabella – Rifugio Chierego (5h20′) – Rifugio Fiori del Baldo (5h25′) – Due Pozze (7h05′)
    *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: percorso integrale +1150 m./ -1150 m. circa; percorso ridotto +850 m./-600 m. circa
  • Difficoltà: E (Escursionistica)
  • Carta escursionistica: Tabacco n. 63 – Monte Baldo-Malcesine-Garda – 1:25000; Kompass n. 129 – Monte Baldo – 1:25000
  • Accesso: Dall’uscita autostradale di Affi-Lago di Garda Sud sulla A22 Verona-Brennero raggiungere Caprino Veronese poi, con la S.P. n. 29, salire a Lumini e, all’incrocio con la S.P. 9, seguire per Prada all’inizio della quale deviare a destra sulla stretta Strada per Naole fino ad arrivare al termine della pubblica via in cui è posto il parcheggio di Due Pozze.
  • Trasporti pubblici: Autobus ATV da Verona a Caprino Veronese (linea 173) poi a piedi con il sentiero 662 ad innestarsi sul percorso (1000 metri di dislivello) a circa 30′ dalla partenza oppure proseguire per Ferrara di Monte Baldo (linea 471) e salire con il sentiero 656 alla Bocchetta di Naole (800 metri di dislivello) (https://www.atv.verona.it/orari_linee_bus_extraurbani)

COMMENTI E NOTE:

  • Escursione estremamente varia e panoramica che attraversa boschi, pascoli e prati e, nella parte centrale del percorso, aree decisamente più selvagge in un susseguirsi di cambiamenti. Notevole la vista sul Lago di Garda.
  • Non sono presenti particolari difficoltà per una persona con un grado di allenamento adeguato.
  • Tratti esposti assenti, solo qualche traverso su pendii molto ripidi.
  • L’itinerario può essere percorso in entrambi i sensi seppure io lo preferisca nel senso descritto in modo da affrontare il tratto più faticoso all’andata.
  • Sfruttando il periodo di apertura stagionale dell’impianto che collega Prada al Rifugio Fiori del Baldo, è possibile ridurre notevolmente il percorso partendo da Baito Turri (stazione intermedia) e terminando l’escursione al Rifugio Fiori del Baldo. Lo stesso è valido in senso opposto riducendo ulteriormente dislivello e durata.
  • Le salite a Punta Telegrafo o a Cima Costabella sono facoltative. Si possono evitare risparmiando alcuni minuti e un poco di dislivello ma perdendo il panorama offerto da questi punti.
  • E’ possibile seguire in modo integrale, dal Rifugio Fiori del Baldo, la sommità della Costa Bella ma occorre

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