Cima Verosso e Rifugio Alpe Il Laghetto da San Bernardo

Cima Verosso e Rifugio Alpe Il Laghetto da San Bernardo

Lunga escursione da San Bernardo, in Val Bognanco, per i sentieri dell’area della panoramicissima Cima Verosso, toccando diversi laghi d’alta quota, il Rifugio Gattascosa e il Rifugio Alpe Il Laghetto.

Cima Verosso vetta
Pizzo D’Andolla, Weissmies, Lagginhorn, Fletschhorn dalla vetta di Cima Verosso

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google.

La traccia è stata rilevata direttamente ma potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

Mi trovo al grande parcheggio posto di fronte al Rifugio San Bernardo (q. 1628 m.), in alta Val Bognanco.

Rifugio San Bernardo
Rifugio San Bernardo

Una delle mie mete odierne è Cima Verosso. C’è forte vento e preferisco evitare il percorso di cresta che passa per la Costa del Dente.
Imbocco così l’ampio tracciato che, fra gli abeti, si dirige verso il Rifugio Gattascosa (segnavia D00) inizialmente piuttosto pianeggiante. Fino al rifugio percorrerò un tratto della “Via del Monscera”, del “Trekking Simplon-Fletschhorn” e della “Via Alpina-itinerario blu

Seguendo i segnavia bianco-rossi, devio su di un sentiero piuttosto sconnesso guadagnando quota.

Presso una pietraia passo vicino al piccolo Lago d’Arza, non visibile dal sentiero.

pietraia Lago d'Arza
Pietre e larici alle pendici di Cima Verosso presso il Lago d’Arza

Continuo presso uno dei ruscelli che danno origine al Rio Rasiga rimanendo sotto le pendici settentrionali di Cima Verosso.

Uscito dal lariceto, giungo all’estesa torbiera di Gattascosa.
Sopra la linea dei larici, emergono il Pizzo Pioltone, il Pizzo del Dosso e il Pizzo Giezza.

Torbiera di Gattascosa
Torbiera di Gattascosa

Attraverso la passerella in legno e risalgo il successivo pendio passando a fianco di alcuni ruderi mentre la visuale si fa via via più ampia.

Raggiungo la piana in cui si trova il Lago Ragozza (q. 1958 m.) posto a fianco degli sfasciumi che coprono parte delle pendici di Cima Verosso.

Lago Ragozza
Lago Ragozza

Sempre con il tracciato D00, continuo ancora in salita e in poco tempo arrivo al Rifugio Gattascosa (q. 1993 m.), edificio in pietra ben ristrutturato dotato di tavoli anche all’esterno.

Rifugio Gattascosa
Rifugio Gattascosa

Abbandono ora gli itinerari transfrontalieri citati in precedenza per guadagnare decisamente quota fino alla Bocchetta di Gattascosa (q. 2149 m.), valico posizionato sul confine italo-svizzero in cui si apre una splendida vista sul trittico Weissmies, Lagginhorn e Fletschhorn.
Ci sarebbe una via diretta lungo la dorsale nord di Cima Verosso per raggiungerne la vetta ma, per il forte vento, continuo a preferire l’opzione più facile dal Passo di Oriaccia, pur se priva di segnavia.

Cima Verosso dorsale nord
La dorsale nord di Cima Verosso

Entro in territorio elvetico giungendo in breve tempo presso uno specchio d’acqua che, in questa giornata ottobrina, risulta ghiacciato.

laghetto Bocchetta di Gattascosa
Laghetto non lontano dalla Bocchetta di Gattascosa

Inizia adesso un lungo traverso sotto le ripide pendici occidentali di Cima Verosso. La visuale spazia anche verso la valle del Sempione sovrastato dal Monte Leone.
Devo superare con attenzione anche diverse colate di sfasciumi per poi arrivare ad un altro lago, più esteso del precedente. Sullo sfondo Cima Azoglio è coperta da una spolverata di neve.

Lago Cima Verosso
Altro lago senza nome alle pendici di Cima Verosso

Ancora a fianco del bel lago pervengo ad un bivio: diritto proseguirei verso il grande Taschawinersee mentre io devio a sinistra.
Compio un semicerchio intorno al bacino d’acqua affrontando la difficoltosa ed erta ascesa di un’ampissima pietraia.

Passo d'Oriaccia Monte Leone
Risalendo la pietraia con il Monte Leone sullo sfondo

Con un ultimo, più semplice, tratto raggiungo il Passo di Oriaccia (q. 2326 m.) trovandomi nuovamente sulla linea di confine.

Passo d'Oriaccia
Weissmies, Lagginhorn e Fletschhorn dal Passo di Oriaccia

C’è ancora vento ma questo versante di Cima Verosso è decisamente largo e relativamente semplice da risalire seppur senza sentiero.

Ritorno indietro giusto di alcuni metri per poi iniziare l’ascesa del pendio seguendo alcuni radi ometti di pietra tagliando quasi subito una sottile lingua di detriti.
Non c’è una traccia obbligata da utilizzare e la soluzione più semplice è camminare lungo le strisce erbose evitando le pietraie. La via indicata con gli ometti offre una buona indicazione.

Cima Verosso
Il pendio sud-occidentale di Cima Verosso

Inizialmente traverso il pendio verso nord poi, raggiunta la larga dorsale occidentale, la percorro fino a collegarmi con la traccia dotata di segnavia bianco-rossi che proviene direttamente dalla Bocchetta di Gattascosa.
Durante la risalita sono apparsi anche il Pizzo d’Andolla e il Bietschhorn rispettivamente alla sinistra della Weissmies e del Monte Leone. Si notano anche le acque del Taschawinersee.
Affacciandosi appena un po’ verso settentrione, la vista sull’Alpe di Gattascosa e sull’Alpe di Monscera è totale.

Alpe di Gattascosa e di Monscera
Alpe di Gattascosa e di Monscera

Con percorso contrassegnato, oltrepasso una selletta e sopraggiungo alla vetta di Cima Verosso (q. 2443 m.), completamente in territorio italiano, in cui è posizionata una piccola croce e una grande pila di pietre.
Il panorama a 360 gradi è pressoché spettacolare su Alpi e Prealpi, fino alla Lombardia mentre dietro Cima Azoglio spunta il Monte Rosa.

Cima Verosso vista
Pizzo Montalto, Cima Azoglio e, sullo sfondo, il Monte Rosa

Ritorno sui miei passi fino al Passo di Oriaccia poi scendo sul versante italiano (segnavia D14).
E’ una picchiata fino al Lago di Oriaccia (q. 2128 m.).

Lago di Oriaccia
Lago di Oriaccia

Utilizzando il sentiero D14 arriverei al punto di partenza in circa 2 ore.
Io, invece, devio sulla traccia che conduce al Rifugio Alpe Il Laghetto evitando, dopo pochi minuti, la diramazione che porta ad Oriaccia con un percorso che diviene molto ripido. Altra possibilità di ritorno a San Bernardo.

Cammino tagliando le pendici di Cima Azoglio affrontando numerosi saliscendi, saltuariamente faticosi.
In fondo alla Val Bognanco appare anche la Val d’Ossola e Domodossola.

Entrato nella valle del Rio Vallaro giungo ad un bivio e, poche decine di metri dopo, al Rifugio Alpe Il Laghetto (q. 2039 m.) soluzione ideale per spezzare la lunga escursione in due tappe.

Rifugio Alpe Il Laghetto
Rifugio Alpe Il Laghetto

Torno indietro al bivio precedente e imbocco il sentiero che scende attraverso un pendio erboso punteggiato da larici. Sulla destra sono presenti i vecchi edifici rurali in pietra di Vallaro e, sul versante opposto della vallata, il piccolo agglomerato in cui è stato ricavato il Bivacco Marigonda, altra opzione per passare la notte in caso di escursione plurigiornaliera.
Persi circa 200 metri di quota pervengo alla Croce del Vallaro, punto di incrocio con la GTA (Grande Traversata delle Alpi) qui coincidente con il tracciato D98 e il Sentiero Italia.
Originariamente piccola e in legno, la croce era stata voluta dai locali alpigiani a ricordo dei caduti sulle montagne. Ad inizio anni ’70 fu sostituita da quella attuale, grande e in metallo.

Croce del Vallaro GTA Sentiero Italia
Croce del Vallaro

Avanzo ora in direzione di San Bernardo continuando a perdere quota.
Alle baite in rovina di Oriaccia (q. 1561 m.) incrocio la poco evidente traccia che giunge dall’omonimo lago da cui ero passato in precedenza.

Procedendo a mezzacosta il percorso compie innumerevoli saliscendi, entrando e uscendo dal bosco, in maggioranza di larici.
Oltrepasso così il bivio per Pizzanco e, successivamente, quello per Gomba.

Sentiero Italia GTA Val Bognanco
Vista sulla Val Bognanco e Domodossola

Intersecata, molto più avanti, un’altra diramazione per Gomba e San Lorenzo proseguo in salita incontrando, subito dopo, quella per il Monte del Dente.
Sempre diretto a San Bernardo continuo sul tracciato D98 con il bosco che è divenuto, prevalentemente, di variopinte latifoglie.
La vegetazione si interrompe, temporaneamente, presso gli edifici sparsi di Pragio e Ciupinella dove, a quota 1542, incontro l’ennesimo tracciato diretto a Gomba e San Lorenzo.

GTA Sentiero Italia San Bernardo
Latifoglie variopinte rientrando a San Bernardo

Procedo ora su ampio percorso sterrato mantenendo costantemente la direzione San Bernardo e, evitando qualsiasi deviazione, giungo alla piccola chiesetta che dà il nome alla località.

Appena prima di raggiungere il sacro edificio, un sentierino in salita mi conduce direttamente al parcheggio senza percorrere lo sterrato tracciato stradale.

San Bernardo Val Bognanco
La chiesetta di San Bernardo

DATI ITINERARIO:

  • Escursione effettuata nell’Ottobre 2021
  • Durata*: 8h05′
  • Tempi progressivi*: San Bernardo – Rifugio Gattascosa (1h25′) – Bocchetta di Gattascosa (1h50′) – Passo di Oriaccia (3h20′) – Cima Verosso (3h45′) – Passo di Oriaccia (4h05′) – Rifugio Alpe Il Laghetto (5h35′) – Croce del Vallaro (5h55′) – San Bernardo (8h05′)
  • *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +1300 m./ -1300 m.
  • Difficoltà: EE-Escursionisti Esperti (ripida pietraia prima del Passo di Oriccia e ascesa a Cima Verosso senza sentiero)
  • Carta escursionistica: Geo4Map – N. 8 – Valle di Bognanco – 1:25000
  • Accesso: Seguire l’autostrada fino a Gravellona Toce e proseguire con la superstrada in direzione Svizzera. Uscire a Domodossola e seguire le indicazioni per Bognanco e percorrere tutta la strada principale. Dopo San Lorenzo procedere per San Bernardo fino all’ampio parcheggio al termine della strada.
  • Trasporti pubblici: Treno per Domodossola (https://www.trenitalia.com/) poi Autobus fino a San Lorenzo (Linea Domodossola-Bognanco) (https://www.comazzibus.com/linee_orari.php). Da San Lorenzo proseguire a piedi fino a Pragio e Ciupinella poi a San Bernardo (sentiero D00, +600 metri di dislivello) mentre al ritorno, utilizzando il sentiero D16, si impiegano 10′ in meno rispetto al percorso descritto.

COMMENTI E NOTE:

  • Lungo e faticoso percorso che offre panorami sublimi. Estremamente vario, si sviluppa fra praterie e pietraie d’alta quota come fra boschi di larici e latifoglie toccando, oltre alla sommità di Cima Verosso, anche numerosi specchi d’acqua.
    Il Rifugio Gattascosa e il Rifugio Alpe Il Laghetto offrono un buon punto di appoggio.
  • La difficoltà EE (Escursionisti Esperti) è dettata, in particolare, dal passaggio su alcune pietraie che richiedono passo sicuro, in particolare quella molto ripida verso il Passo di Oriccia. L’accesso a Cima Verosso avviene, inoltre, senza un sentiero vero e proprio ma seguendo radi ometti di pietra oppure senza una traccia obbligata, seppure dal versante più ampio e comodo.
  • Non ci sono tratti esposti ma si attraversano solo alcuni pendii ripidi.
  • Il Rifugio Alpe Il Laghetto (o il Bivacco Marigonda) offre la possibilità di suddividere l’escursione in 2 tappe differenti. Meno funzionale, ma non per questo da escludere, l’utilizzo del Rifugio Gattascosa, eventualmente per ampliare il percorso verso nord verso l’Alpe di Monscera o i Laghi di Paione.
  • L’itinerario può essere seguito in entrambi i sensi senza particolari differenza seppure io preferisca affrontare in salita la pietraia nel versante elvetico del Passo di Oriaccia.
  • L’escursione può essere modificata a piacimento. Esistono molte soluzioni per ridurre il percorso a seconda che l’obiettivo sia Cima Verosso oppure il Rifugio Alpe Il Laghetto. Nel primo caso si può scendere da Cima Verosso per la Costa del Dente oppure per il Monte del Dente. Come è evitabile l’ascesa a Cima Verosso (45′ andata e ritorno).

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