Trekking intorno al Monte Basodino

Trekking intorno al Monte Basodino

Trekking di 3 giorni fra Canton Ticino e Piemonte sui sentieri intorno al Monte Basodino nella sua versione più lunga e riservata ad escursionisti esperti con partenza da San Carlo, all’estremità della svizzera Val Bavona.
Posti tappa intermedi sono la Capanna Pian di Crest e il Rifugio Maria Luisa, posto all’imbocco della Val Toggia, la più settentrionale del Piemonte.
Il termine avviene a Robiei presso la funivia per San Carlo, all’estremità della svizzera Val Bavona.

Basodino Passo del Lago Nero
Passo del Lago Nero

Guarda la traccia del percorso sulla mappa di Google

La traccia è stata disegnata manualmente tramite Viewranger e potrebbe presentare imperferzioni e/o inesattezze.


Guarda il video con le immagini del trekking su YouTube.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


DESCRIZIONE:

Mi trovo in una delle dodici “terre” della Val Bavona. Le “terre” sono nuclei abitativi posti lungo il fondovalle a circa 1 km l’uno dall’altro.

C’è un clima da lupi quando mi appresto a partire da San Carlo (q. 960 m.).
Sta iniziando a piovere, le nuvole avvolgono tutte le montagne fino a bassa quota. Le previsioni meteo non danno speranze, pioverà tanto, ma è assente il pericolo fulmini.
Ieri avevo fatto un’interessante escursione nella valle in una giornata meravigliosa.

San Carlo Val Bavona
San Carlo

Nello zaino tutto è ben avvolto in vari sacchetti per cercare di limitare gli effetti della pioggia. Non so quanto reggerà il copri zaino. Per ora la temperatura è gradevole. Mi vesto leggero in modo da aver da coprirmi quando in alto farà molto più freddo.
Sfiorerò i 2800 m. di altitudine.

Dal parcheggio al limitare del paese scendo per asfalto fino al ponte sul Fiume Bavona. A destra un sentiero si inoltra nel bosco.
Qui non ci sono i numeri dei percorsi a cui sono abituato ma i cartelli indicatori con destinazioni e tempi di percorrenza sono posizionati nei punti in cui servono.
Imbocco la traccia. La salita si fa presto ripida.
Sfioro i fabbricati di Olmo e continuo a guadagnare velocemente quota, senza tregua.

Mi riposo un attimo presso i vecchi edifici in pietra di Corte Grande (q. 1914 m.) gironzolando un po’ fra le mura bagnate.
Ormai sono 1000 i metri di dislivello superati.
Uscito dal bosco non ho più il riparo degli alberi, piove incessantemente! Le nuvole basse rendono la visibilità limitata.
La traccia è però ben chiara.

Corte Grande Alpe d'Antabia
Corte Grande

Il sentiero continua a salire inoltrandosi nell’Alpe di Antabia e d’incanto appare il Piano delle Creste. Qui il Ri d’Antabia prende fiato prima di buttarsi spumeggiante fino al Fiume Bavona. Con il bel tempo sarebbe stato splendido rilassarsi in questa zona. Oggi non mi rendo conto di cosa ci sia intorno.

Piano delle Creste
Il Piano delle Creste

Incrocio due escursionisti che tornano verso valle.

Poco oltre il piano è posizionata la Capanna Pian di Crest (q. 2108 m.).
All’interno il guardiano sta preparando il pranzo.
Sono andato piuttosto veloce a salire qui impiegando 40’ in meno rispetto alle 3h15’ indicate nella tabella di inizio sentiero.

Il rifugio è un’ottima e consigliabile soluzione per suddividere l’impegnativa salita per Tamierpass e il successivo tratto in terra italiana in 2 giornate differenti.

Intorno al Monte Basodino Rifugio Pian di Crest
Capanna Pian di Crest

Oltre il rifugio il sentiero sale fra sassi sparsi e prati, non molto faticoso.
In un tratto pianeggiante, nella nebbia non vedo la deviazione del sentiero sulla sinistra e proseguo in piano per circa 10’ in località Pianasciòm.
Nessun segno ma tante tracce belle evidenti create dal bestiame mi avevano tratto in inganno.
Controllo la carta. Sono andato troppo avanti.
Ritorno quindi sui miei passi fino a ritrovare i primi segnavia dipinti sui sassi.

Intorno al Monte Basodino Pianasciòm
Ritornando da Pianasciòm

La via corretta si impenna improvvisa lungo la massima pendenza.
Poi traversa addolcendosi mentre il fondo si fa man mano più sassoso.
Un’altra lunga ripida salita.
Un attimo di calo d’intensità della pioggia mi permette di indossare un altro capo asciutto. Ma la tregua dura meno di un paio di minuti.
Ormai è scesa completamente la nebbia, i segni bianchi e rossi non sono più visibili.

Intorno al Monte Basodino verso Tamierpass
Segni indicatori del percorso

Ci sono sassi tutto intorno e non esiste un sentiero vero e proprio.
Mi muovo un po’ su e giù nella pietraia alla ricerca di un segnavia. Ne trovo uno e procedo un po’ a sensazione.
Ogni tanto spunta un ometto di pietra. Purtroppo non sono abbastanza vicini da poterli seguire.
Intanto salgo di quota.
Spunta un piccolo laghetto. E’ presente anche in carta.

Intorno al Monte Basodino laghetto verso Tamierpass
Verso Tamierpass

Devo salire ancora 100 m. per arrivare al passo senza poterlo vedere.
Arrivo ad una spianata. Pietre ovunque. Tutto è pari, tutto è uguale. Balzello fra le rocce alla ricerca di un minimo segno, niente.
Tiro fuori dallo zaino la bussola.
Se non trovassi la via giusta dovrò tornare indietro al rifugio e passare lì la notte.

Spunta un’altra piccola pozza d’acqua.
Seguo con la bussola la direzione del tracciato segnata in mappa saltellando attentamente e faticosamente fra i macigni zigzagando un po’.
Davanti a me una parete, sarà quella a sinistra o a destra del passo?
Uno squarcio improvviso mi mostra la via! Ero molto vicino!
Un’ultima rampa e sono a Tamierpass (q. 2772 m.), confine fra Svizzera e Italia. Ho impiegato un’infinità di tempo in quest’ultima parte! Quasi 3h dal rifugio Pian di Crest!

Intorno al Monte Basodino Tamierpass
Tamierpass

La strada è ancora lunga, la pioggia incessante, a tratti forte.
Peccato non poter vedere il panorama intorno ma nel versante italiano la visibilità è decisamente migliore.
Per qualche momento scorgo anche la cima del vicino Pizzo Medola (q. 2957 m.)

Pizzo Medola
Pizzo Medola

Scendo fra i detriti e dopo poco devio per il sentiero G22 (indicato difficile, per esperti) traversando faticosamente in piano.
Una leggera salita mi porta ad un dosso che mi illudo possa essere l’ultimo.
E’ il turno di una ripida discesa poi, improvvisa, la doccia fredda. Un “muro” da affrontare! Detriti e pietre rendono la salita molto probante ed è necessaria attenzione.

Intorno al Monte Basodino sentiero G22
La risalita del “muro”

Tre stambecchi mi guardano.
Giungo alla sella (q. 2797 m.), elevazione massima dell’itinerario.

Vista sulla Val Formazza
Nuvole sulla Val Formazza

La fatica continua scendendo al Passo del Lago Nero (q. 2600 m.). Più giù appare e scompare fra la nebbia il bel Lago Nero (q. 2428 m.), uno zaffiro in mezzo alle rocce.
Lo raggiungo.

Lago Nero Val Formazza
Il Lago Nero

Intanto la pioggia è cessata. Mi regalerà un’oretta di tregua per poi ripartire intensa appena guadato il Rio Scelp.

Rio Scielp
Il Rio Scelp

Il sentiero si fa facile. Velocemente arrivo all’incrocio con la strada sterrata e, in leggera salita, al bivio fra i tracciati G22 e G22A.
Sono quasi 9h che cammino. Inizio ad immaginare il tepore del rifugio.

Procedo seguendo il segnavia G22 al lato del Lago Kastel (q. 2210 m.) parzialmente nascosto dalla nebbia che ogni tanto lascia trasparire le montagne vicine.

Lago Kastel
Il Lago Kastel

La diga del lago è stata realizzata per due volte e due volte ha ceduto, l’ultima nel 1955.
Si scoprì che i crolli erano dovuti al suolo calcareo sottostante.
Lo sbarramento non fu più ricostruito e venne lasciato un passaggio di scolo delle acque del lago che così tornò naturale.

Al bivio fra le strade sterrate G22 e G24 devio a sinistra in discesa.
In breve tempo si para davanti a me il Rifugio Maria Luisa (q. 2160 m.) posto poco sotto la diga del lago Toggia.

Intorno al Monte Basodino Rifugio Maria Luisa nella nebbia
Il Rifugio Maria Luisa

Zuppo come non mai entro nel rifugio e con piacevole sorpresa la prima stanza è la “dryer room”, la stanza dedicata all’asciugatura degli indumenti e dotata di deumidificatore.
Appoggio giacca, scarponi e zaino e, seconda sorpresa, sarò in camera da solo! Doccia calda poi stendo tutto il possibile nella “dryer room”.
Dentro allo zaino un piccolo lago d’acqua piovana.
Fortunatamente il ricambio è rimasto perfettamente asciutto dentro la sacca ermetica in cui l’avevo collocato.

Siamo in tutto 4 ospiti, io e tre ragazzi tedeschi. Il gestore è stato veramente gentile ad assegnarci 2 camere separate. Chiudo in bellezza una giornata faticosa ma anche istruttiva con una cena a base di minestrone, spezzatino con purè, dolce con panna e more. Tutto ottimo. E tanto!

Un po’ il Rifugio Maria Luisa, aperto dalla sezione di Busto Arsizio del CAI nel 1937 e dedicato a Maria Luisa Monaco Milani, mi è rimasto nel cuore.

L’indomani all’alba il rifugio è sovrastato da un cielo completamente azzurro. L’ambiente circostante è così differente da ieri!

Trekking Monte Basodino Rifugio Maria Luisa
Il Rifugio Maria Luisa

Dopo colazione faccio due passi per ammirare il panorama. La Val Formazza a sud e tutt’intorno le Alpi Lepontine. Posso ammirare anche il Monte Basodino (q. 3272).

Alba sul Monte Basodino

A pochi metri dal rifugio passa la grande condotta forzata della Valrossa.

Valrossa Rifugio Maria Luisa
Guardando verso la Valrossa

Nella Val d’Ossola, come nelle adiacenti aree svizzere, nella prima metà del secolo scorso sono stati realizzati numerosi bacini artificiali per la produzione di energia elettrica.

Alcune nuvole iniziano a formarsi presso alcune cime, segno che la giornata non rimarrà a lungo così limpida.

Trekking Monte Basodino Marmotta
Una marmotta presso il rifugio

Saluto e mi incammino. Attraverso la diga del Lago Toggia e salgo ai Laghi del Toggia e poi all’Alpe Kastel dove mi collego al sentiero G24.
Le nuvole ormai hanno coperto tutte le vette.

Trekking Monte Basodino Lago Toggia
La diga del Lago Toggia
Trekking Monte Basodino Laghi del Toggia
I laghi del Toggia

Il tracciato sale abbastanza tranquillamente tra i due Laghi del Boden (q. 2342/2348 m.).
Splendidi riflessi regalano un tocco di magia.

Trekking Monte Basodino Lago Boden sud
Lago del Boden Sud
Riflessi sul Lago del Boden nord

Qui il classico e più semplice giro del Monte Basodino prosegue tramite il sentiero G24 verso la Bocchetta di Valmaggia e poi Robiei in circa 3 ore.

Io continuo invece lungo il sentiero G24A.
Salgo a fianco della Rupe del Gesso poi fra saliscendi arrivo al Passo di San Giacomo (q. 2313 m.), il più settentrionale del Piemonte.

Passo San Giacomo
Passo di San Giacomo

Appena prima del valico alcuni piloni di cemento ricordano il Wagristoratore. Uno stravagante punto di ristoro inaugurato nel 1930 e costituito da due carrozze di treno (ristorante e vagone letto) portate fin quassù. Chiuse con lo scoppiare della Seconda Guerra mondiale.

Si ritorna in Svizzera, Val Bedretto, estremo nord-ovest del Canton Ticino.

Scendo a San Giacomo (q. 2254 m.), una chiesetta, alcuni fabbricati e i tralicci dell’alta tensione.
Poco più a ovest nasce il Fiume Ticino.

Svolto ad est in direzione del Passo Grandinagia seguendo i segnavia bianco-azzurri che indicano un sentiero escursionistico alpino.

Trekking Monte Basodino Passo Grandinagia
Salendo al Passo Grandinagia

Dopo un primo comodo tratto erboso, il sentiero supera un’area di macigni e prosegue traversando il pendio fino al valico (q. 2698 m.) senza mai presentare difficoltà.
Per qualche momento mi ritrovo fra le nuvole che si diradano appena calo nel versante opposto.

Trekking Monte Basodino Passo Grandinagia segnavia
Segnavia artistici scendendo dal Passo Grandinagia

Dopo una divertente discesa su sabbia e il passaggio in una pietraia in compagnia di alcuni stambecchi, arrivo in un pianoro.
Qui inizia il tratto più impegnativo della giornata.

Trekking Monte Basodino Stambecchi
Stambecchi

Il sentiero si inerpica.
In fondo alla valle compaiono le acque turchesi del Lago dei Cavagnöö.
Supero un colletto un po’ esposto e un tratto da percorrere in facile arrampicata. L’uso delle mani è necessario.

Trekking Monte Basodino paretina
Paretina da arrampicare

Alla deviazione per la Capanna Cristallina seguo per Robiei.
Le cime sono tutte coperte dalle nuvole ma la vista sul lago è affascinante.

La traccia inizia a scendere ripida, spesso su roccia. La sezione presso il Lago dei Cavagnöö è la più insidiosa e, a tratti, esposta.

Mi gusto con calma il paesaggio circostante.
Il lago sotto di me, il ghiacciaio del Cavagnöö di fronte .

Trekking Monte Basodino Lago Cavagnöö
Il Lago dei Cavagnöö

Arrivo alla diga (q. 2311 m.), termine delle maggiori fatiche.
Torna il sole e il cielo riscopre un po’ del suo azzurro.

Discendo i tornanti della strada asfaltata di servizio alla diga.
Una marmotta rimane ferma a pochi metri.
Sorpasso il fabbricato di Cortino (q. 2210 m.) e aggiro il naturale Lago Bianco.

Lago Bianco Val Bavona
Il Lago Bianco

Alcune centinaia di metri dopo imbocco la deviazione per Lielp e Capanna Basodino che segue il ripido versante affacciato sulle prime acque del Fiume Bavona.
Il corso d’acqua è un affluente del Fiume Maggia che è uno degli immissari del Lago Maggiore.

sentiero Fiume Bavona
Il Fiume Bavona

Finalmente appare anche il Monte Basodino con il suo ghiacciaio.
Due giorni passati a girarci intorno senza quasi vederlo!

Monte Basodino Val Bavona
Il Monte Basodino

Una ripida discesa finale mi porta alla Capanna Basodino (q. 1856 m.) dove ho tempo di rilassarmi sotto il sole e davanti ad una birra.

Capanna Basodino Val Bavona
Capanna Basodino

Il trekking si chiude a Robiei, a 500 metri di distanza dalla Capanna Basodino da percorrere su piccola strada.
A Robiei una funivia porta direttamente a San Carlo.
Avendo tempo ed energie è possibile affrontare la discesa di circa 1000 m. di dislivello (itinerario 59) che segue l’impluvio del Fiume Bavona.

DATI ITINERARIO:

  • Trekking effettuato nel Settembre 2018
  • Durata*: Tappa 1 – San Carlo – Capanna Pian di Crest 3h15′
    Tappa 2 – Capanna Pian di Crest – Rifugio Maria Luisa 5h20′
    Tappa 3 – Rifugio Maria Luisa – Robiei 6h50′
  • Tempi progressivi*: Tappa 1 – San Carlo – Capanna Pian di Crest (3h15′);
    Tappa 2 – Capanna Pian di Crest – Tamierpass (2h00′) – Passo del Lago Nero (3h30′) – Lago Nero diga (3h55′) – Lago Kastel diga (5h05′) – Rifugio Maria Luisa (5h20′);
    Tappa 3 – Rifugio Maria Luisa – Laghi Boden bivio sentieri G24/G24A (55′) – Passo di San Giacomo (1h35′) –San Giacomo (1h50′) – Passo Grandinagia (3h15′) – Diga Lago dei Cavagnöö (5h00′) – Sentiero per Lielp – Capanna Basodino (6h35′) – stazione di arrivo della funivia per San Carlo (6h50′).
  • *I tempi inseriti corrispondono in parte a quanto indicato nelle tabelle presenti e completato con quanto da me impiegato e sono puramente indicativi.
  • Dislivello: San Carlo – Capanna Pian di Crest +1150 m.
    Capanna Pian di Crest – Rifugio Maria Luisa +950 m./ -900 m.
    Rifugio Maria Luisa – Robiei +900 m./ -1200 m.
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Carta escursionistica: Geo4Map n. 11 – Val Formazza 1:25000
  • Accesso: Da Locarno (Svizzera) percorrere tutta la Val Maggia e tutta la Val Bavona fino a San Carlo. La strada asfaltata termina alla stazione di partenza della Funivia San Carlo-Robiei, poco più di 1 km oltre San Carlo.
  • Trasporti pubblici: Autopostale – linea Bignasco-San Carlo (https://www.postauto.ch/it/orario-ufficiale)

COMMENTI E NOTE:

  • Bel trekking intorno al gruppo del Basòdino fra paesaggi molto diversi tra loro. All’iniziale bosco seguono i prati e, più in alto, aspre pietraie oltre ad un bel numero di laghi.
  • Si tratta di un itinerario faticoso sia per il notevole dislivello che per il fondo detritico che spesso si deve affrontare.
    Si svolge in ambiente selvaggio e riservato ad escursionisti esperti. Meglio evitare di percorrerlo con la nebbia in quanto può diventare veramente difficoltoso.
  • Nel tratto fra il Passo Grandinagia e la Diga Lago dei Cavagnöö sono presenti tratti un po’ esposti e uno di facile arrampicata.
  • I più allenati possono compiere il trekking in 2 giorni, facendo tappa nel solo Rifugio Maria Luisa.
  • Volendo accorciare e ridurre un poco la fatica nella tappa finale, nel tratto fra il Rifugio Maria Luisa e il Passo San Giacomo basta seguire la strada sterrata che costeggia il lato occidentale del Lago Toggia così come fra il Lago Bianco e Robiei si può evitare di deviare sul sentiero per Lielp e Capanna Basodino. Tali varianti sono comunque meno interessanti.
  • E’ possibile iniziare il trekking dall’Italia partendo dalla zona di Riale, posto al termine della Val Formazza e da cui si raggiunge in circa 1h20′ il Rifugio Maria Luisa. Tale modifica comporta ulteriori 400 metri di dislivello.
    In questo caso si farà tappa a Capanna Basodino poi a Capanna Pian di Crest (utilizzando o meno la funivia) durante l’ultima tappa bisognerebbe deviare in discesa presso il bivio G22/strada sterrata per raggiungere direttamente Riale.
  • La variante breve del trekking invece prevede di accedere a Robiei direttamente dai Laghi del Boden superando la Bocchetta di Valmaggia.

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