Sassongher e Rifugio Puez da Funtanacia

Sassongher e Rifugio Puez da Funtanacia

Magnifico trekking dolomitico ad anello che da Funtanacia raggiunge la vetta del Sassongher e attraversa il lunare altopiano della Gardenaccia fino a toccare il Rifugio Puez e il Rifugio Gardenacia.

Sassongher
Vista sul Sassongher

ATTENZIONE!

IL PRESENTE ARTICOLO, COME TUTTI I CONTENUTI DEL BLOG, SONO PURAMENTE FRUTTO DELL’ESPERIENZA PERSONALE E POTREBBERO ESSERE PRESENTI INFORMAZIONI INESATTE E/O NON AGGIORNATE


RISPETTA L’AMBIENTE, NON ABBANDONARE RIFIUTI E NON LASCIARE SEGNI DEL TUO PASSAGGIO


Clicca su “Maggiori informazioni” per più dati (profilo altimetrico compreso) e per scaricare la traccia.

La traccia è stata disegnata manualmente e potrebbe presentare imperfezioni e/o inesattezze.


MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


SINTESI DESCRIZIONE

Da Funtanacia, utilizzando il tracciato 7, si risale faticosamente il pendio entrando nel Parco Naturale Puez-Odle portandosi all’imbocco della Val de Juel.
Continuando l’ascesa in un ambiente sempre più spettacolare con il bosco che lascia il posto alle ghiaie tra alte pareti rocciose, si perviene al bivio con il sentiero 5.
Seguendo ancora il sentiero 7, si sale con tracciato ripido e sdrucciolevole alla Forcella del Sassongher poi, superando con l’aiuto di alcuni cavi e pioli un salto verticale e una cengia inclinata, alla cima del Sassongher da cui si ha una visuale spettacolare: Sassolungo, Sella, Marmolada, Civetta, Pelmo, Antelao, Tofane, Sasso della Croce, le vette dell’area del Grossglockner, le Vedrette di Ries e tutte le cime distribuite tra la Val Pusteria e l’austriaca Zillertal fino al Gran Pilastro mentre, in primo piano, la bianca distesa dell’Altopiano della Gardenaccia.
Ritornati al bivio tra i sentieri 5 e 7, si segue il primo e, dopo una dura salita, si raggiunge una selletta oltre la quale si apre l’immensa distesa carsica dell’Altopiano della Gardenaccia con al fianco Puez e Odle.
Oltrepassato il bivio con il sentiero 15A, che offre la possibilità di rientro al punto di partenza, si attraversa
in dolce saliscendi la porzione sud-occidentale dell’Altopiano, tra erba e rocce erose, fino a raggiungere il
Rifugio Puez.

Forcella del Sassongher
Forcella del Sassongher

Il ritorno avviene utilizzando il sentiero 1, addentrandosi nuovamente nell’Altopiano, stavolta in direzione del Rifugio Gardenacia.
Sfiorata una prima elevazione, la Muntejela, si raggiunge uno dei dossi che compongono il Ciampani (in ladino Piza de Gherdenacia) che con i suoi 2670 metri è la massima elevazione dell’Altopiano.
Incontrato il sentiero 11, lo si imbocca e, costantemente in discesa, si percorre una conca non troppo pendente affiancata da due pareti che, man mano, si fan via via più elevate.
Usciti su di un pendio più aperto e panoramico, si continua fino a raggiungere il bosco e il Rifugio Gardenacia.
Ancora seguendo le indicazioni del segnavia 11, si prosegue in direzione di La Villa.
Oltre un angusto canale, si supera un facile tratto esposto, per sicurezza dotato di un cavo metallico che favorisce l’accesso al soprastante rifugio.
Si continua a perdere quota velocemente e, lasciato il sentiero 11 per proseguire sull’11A, si ritorna a Funtanacia.


DESCRIZIONE COMPLETA

Funtanacia, a due passi da La Villa, lascio l’auto presso il centro sportivo (q. 1420 m. circa) e mi incammino lungo la strada in direzione sud-ovest fino ad incrociare la vicina Strada Statale per il Passo Gardena.
La attraverso e, in salita, seguo le indicazioni del tracciato 7 che percorrerò fino alla vetta del Sassongher.

I tempi scritti sui cartelli segnaletici spaventano un po’. E’ novembre ed ho in programma un giro molto lungo e le giornate sono ormai piuttosto corte. Esistono, comunque, varie possibilità per ridurre l’itinerario mentre, durante la stagione estiva, si può sfruttare l’apertura del Rifugio Puez e del Rifugio Gardenacia che incontrerò lungo il cammino.

Funtanacia Sassongher
Uno sguardo verso il Sassongher

Procedo su asfalto fino alle ultime case del paese, oltrepassando i bivi per i percorsi 11A e 10, per poi continuare sullo stradello forestale che sale ripido nel bosco divenendo sentiero un po’ più in alto.

sentiero 7 Funtanacia Sassongher
Salendo lungo il sentiero 7

L’erta salita mi porta a guadagnare quota piuttosto in fretta e mi ritrovo velocemente in maniche corte nonostante la temperatura sottozero.

Entrato nel Parco Naturale Puez-Odle, mi ritrovo ormai presso alte pareti rocciose che taglio portandomi all’imbocco della Val de Juel.

Val de Juel
Val de Juel

Continuo l’ascesa in un ambiente sempre più spettacolare con il bosco che lascia il posto alle ghiaie. Alle spalle ho la muraglia che unisce il Sasso della Croce al Piz Conturines.

Procedo zigzagando metro dopo metro ed ecco apparire un camoscio, poi un altro e altri ancora.

Camosci
Camosci

Terminato il tratto più sconnesso e pendente, continuo fino alla testata del vallone sempre immerso in un ambiente spettacolare. Gli unici rumori sono dati dai miei passi, dal mio respiro e dal ruzzolare delle pietre mosse da una decina di camosci che corrono sulle pendici del Sassongher.

sentiero Funtanacia Sassongher
Ghiaie e pareti dolomitiche

Alla deviazione con il sentiero 5 mi si presentano molteplici possibilità su come proseguire il percorso: scendere direttamente al Rifugio Gardenacia compiendo il più breve degli anelli possibili, procedere in salita verso il Rifugio Puez (la soluzione che utilizzerò più tardi) oppure continuare sul tracciato 7 per portarsi almeno alla Forcella del Sassongher.
Adesso opto per quest’ultima soluzione per poi proseguire fino alla vetta del Sassongher stesso, celeberrima cima della Val Badia.

Sassongher
Verso la Forcella del Sassongher

Su stretto, ripido e sdrucciolevole tracciato raggiungo la forcella (q. 2435 m.).
Magnifica la visuale verso il Sella. Più vicino, il vallone che da Colfosco sale in direzione della Forcella di Ciampei che rappresenta l’accesso più breve e agevole per giungere qui.

Colfosco Sella Sassolungo
Vista su Colfosco, il Gruppo del Sella e il Sassolungo

Ora inizio l’erta risalita verso la cima del Sassongher.

sentiero 7 Sassongher
Il tratto iniziale della salita al Sassongher

Davanti ad un salto verticale inizia il tratto attrezzato che si incunea tra le rocce. Con la dovuta attenzione supero questa sezione in parte esposta.

Sentiero attrezzato Sassongher
Salto verticale attrezzato

Proseguo continuando a guadagnare quota su di una lunga cengia, solo inizialmente dotata di cavo ma abbastanza larga.
La visuale si estende sempre di più.

Sassongher cengia
Lungo la cengia del Sassongher

Dopo aver abbandonato la cengia, risalgo la parte terminale del fianco della montagna e, infine, mi porto sulla sommità (q. 2665 m.)! Presso la grande croce, ecco apparire i primi tre escursionisti che incontro in questa fredda giornata.

Sassongher vetta
Sulla vetta del Sassongher

La vista a 360° è pazzesca! Letteralmente ai miei piedi gli abitati di Colfosco e Corvara mentre alzando un po’ lo sguardo mi sfilano davanti Sassolungo, Sella, Marmolada, Civetta, Pelmo, Antelao, Tofane. Continuando a girarmi attorno, oltre il Sasso della Croce scorgo le imbiancate vette dell’area del Grossglockner, le Vedrette di Ries e tutte le cime distribuite tra la Val Pusteria e l’austriaca Zillertal fino al Gran Pilastro mentre in primo piano ecco la bianca distesa dell’Altopiano della Gardenaccia.

Sassongher vista
Vista verso la Val Badia

Dopo una pausa contemplatrice, con qualche difficoltà in più rispetto alla salita, ritorno sui miei passi fino alla Forcella e al bivio tra i sentieri 5 e 7.
Stavolta imbocco il primo e salgo, faticosamente, percorrendo numerosi tornanti. Alle mie spalle posso ammirare il Sassongher con l’evidente cengia che avevo utilizzato poco fa.

sentiero 5 Funtanacia Rifugio Puez
Erta salita sul sentiero 5

Guadagno circa 200 metri di quota fino a sfiorare nuovamente i 2600 metri di altitudine e mi porto ad una selletta oltre la quale si apre l’immensa distesa carsica dell’Altopiano della Gardenaccia con al fianco Puez e Odle.

Puez e Odle
Puez e Odle dietro l’Altopiano della Gardenaccia

Calo sul versante opposto sino al bivio con il sentiero 15A (q. 2513 m.) che mi offre una seconda possibilità di rientro al punto di partenza transitando da Forcella e Rifugio Gardenacia.

Continuo sempre sul tracciato 5 lasciando alla mia destra la conica sagoma del Col da la Sonè.
Attraverso in dolce saliscendi la porzione sud-occidentale dell’Altopiano, tra erba e rocce erose.
Nonostante il sentiero risulti piuttosto sconnesso, procedo velocemente.

Col da la Sonè
Col da la Sonè

Oltrepasso l’incrocio con il tracciato 15 per poi innestarmi sul percorso 2 coincidente con l’Alta Via delle Dolomiti n. 2 e con il Sentiero Italia CAI.
Ho abbandonato il territorio della Val Badia e mi trovo in quello della Val Gardena, ora affacciato sulla Vallunga con, in secondo piano, Sassolungo e Sciliar.

Vallunga
Vallunga

Mantenendo il profondo solco vallivo alla mia sinistra, in un paio di decine di minuti giungo al Rifugio Puez (q. 2475 m.) dominato dall’omonima montagna.

Rifugio Puez
Rifugio Puez

In tutto 6 persone, me compreso. Una pace incredibile per questo luogo così frequentato durante l’estate.

Mangio qualcosa seduto sull’erba e, dopo un po’ di chiacchiere con le persone che già avevo incrociato sul Sassongher, inizio il ritorno. E’ ancora tanta la camminata da affrontare. Mi trovo più o meno a metà percorso.

Utilizzando il sentiero 1, mi addentro nuovamente nell’Altopiano, stavolta in direzione del Rifugio Gardenacia. Il percorso è ancora in salita.

Altopiano della Gardenaccia
Altopiano della Gardenaccia con Tofane e Pelmo alle spalle

Sfioro una prima elevazione, la Muntejela, poi raggiungo uno dei dossi che compongono il Ciampani (in ladino Piza de Gherdenacia) che con i suoi 2670 metri è la massima elevazione dell’Altopiano.
E ancora una volta non mi resta che ammirare il fantastico paesaggio da cui sono circondato.

Sas de Putia
Sguardo in direzione del Sas de Putia

Poche decine di metri oltre la cima incontro il bivio con il sentiero 11. Lo imbocco.
Costantemente in discesa mi inoltro in una gelida conca non troppo pendente affiancato da due pareti che, man mano, si fan via via più elevate.

Con il Pelmo all’orizzonte, cammino in questo ambiente dolomitico, erboso solo in piccola parte.

Sentiero 11 Rifugio Puez Rifugio Gardenacia
Scendendo lungo il sentiero 11

Ho percorso oltre 2 km in questo particolare impluvio quando pervengo al bivio con il tracciato 15 (q. 2316 m.) proveniente dalla Forcella di Gardenacia.

Sempre in direzione del Rifugio Gardenacia, scendo per stretti tornanti per poi compiere un lungo traverso in uno spazio decisamente più aperto e panoramico.

Ritrovato il bosco presso l’incrocio con il sentiero 5 (q. 2098 m.), continuo per pochi minuti ritrovandomi al Rifugio Gardenacia (q. 2050 m.) posizionato su di un bel balcone panoramico.

Rifugio Gardenacia
Rifugio Gardenacia

Ancora seguendo le indicazioni del segnavia 11, proseguo in direzione di La Villa.
Con buona pendenza, mi infilo in uno angusto canalone che percorro con stretti zig-zag.

Uscito dal canale mi aspetta anche un facile tratto esposto, per sicurezza dotato di un cavo metallico che favorisce l’accesso al soprastante rifugio.

Sentiero 11 Rifugio Gardenacia La Villa
Scendendo dal Rifugio Gardenacia

Tralascio la deviazione con il sentiero 11B (q. 1814 m.), che conduce ad un impianto a fune proveniente da La Villa, e continuo a perdere quota velocemente.

Uscito dal territorio del Parco Naturale, appena dopo aver incrociato un paio di volte lo stradello sterrato di accesso al Rifugio Sponata, lascio il sentiero 11 per proseguire sull’11A.

Ormai sono all’ultima mezzora di tragitto e anche questa si rivela piacevole. Incontro l’unico ruscello di tutta la giornata camminandogli accanto, un po’ da una parte e un po’ dall’altra.

sentiero 11A Funtanacia
Sul sentiero 11A verso Funtanacia

Superato un cancello, continuo la discesa prima su ampio sterrato poi su asfalto.
L’ultimo tratto, tra i fabbricati di Funtanacia, è lo stesso già percorso all’andata e, oltrepassata la Statale, ritorno al parcheggio.

Sasso della Croce
Sasso della Croce, Lavarela e Conturines al calar del sole

DATI ITINERARIO

  • Escursione effettuata nel Novembre 2024
  • Durata*: 9h00′ (7h10′ evitando la salita al Sassongher)
  • Tempi progressivi*: Funtanacia – Bivio sentieri 5/7 (2h50′) – Forcella del Sassongher (3h00′) -Sassongher (3h50′) – Forcella del Sassongher (4h30′) – Bivio sentieri 5/7 (4h40′) – Bivio sentieri 5/15A (5h20′) – Rifugio Puez (6h00′) – Rifugio Gardenacia (7h50′) – Funtanacia (9h00′)
    *I tempi inseriti corrispondono a quanto presente nella segnaletica posta lungo i sentieri.
  • Dislivello: +1700 m. / -1700 m. circa
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti) – Guarda la SCALA DELLE DIFFICOLTA’ ESCURSIONISTICHE
  • Carta escursionistica: Tabacco n. 07 – 07 Alta Badia-Arabba-Marmolada – scala 1:25000
  • Accesso: Da Bolzano o dall’uscita autostradale di Bolzano Nord procedere in direzione del Brennero fino a Ponte Gardena. Svoltare per la Val Gardena, superare Selva di Val Gardena e salire al Passo Gardena per poi proseguire lungo la Val Badia fino a Funtanacia.
    Da Bressanone percorrere la Val Pusteria e, prima di giungere a San Lorenzo di Sebato, deviare lungo la Val Badia e percorrerla in direzione del Passo Gardena fino a Funtanacia.
  • Trasporto pubblico: Autobus o treno da Bolzano e da Bressanone fino a San Lorenzo di Sebato dove si prosegue in bus in direzione di Corvara fino a Funtanacia. (https://www.sii.bz.it/it)

COMMENTI E NOTE

  • Meravigliosa escursione attraverso ambiente dolomitico con il caratteristico attraversamento del lunare Altopiano della Gardenaccia. L’itinerario risulta vario e mai monotono con estese visuali su Dolomiti e la cresta di confine con l’Austria.
  • Per la salita (evitabile) al Sassongher è necessario possedere passo sicuro e assenza di vertigini.
    Nella restante porzione di percorso i tratti esposti sono limitati ma è sempre opportuno essere abituati ai percorsi di alta montagna.
  • La lunghezza del percorso e il dislivello da affrontare richiedono ottime condizioni fisiche e di allenamento. Nella stagione estiva è possibile sfruttare l’apertura dei rifugi dislocati lungo l’itinerario in modo da spezzare l’itinerario in più giorni.
  • E’, comunque, possibile ridurre il percorso evitando di salire sul Sassongher o di raggiungere il Rifugio Puez utilizzando i diversi sentieri che conducono direttamente al Rifugio Gardenacia.
  • Il tracciato può essere seguito in entrambi i sensi.

Altre escursioni pubblicate in zona:


Hai mai effettuato questo percorso?
Vuoi qualche informazione in più oppure vuoi segnalare, aggiungere o correggere qualcosa?
Ti invito a commentare o a contattarmi!

Ti è piaciuto l'articolo?

Se apprezzi il lavoro che c'è dietro ogni itinerario, puoi aiutarmi a mantenere attivo Sentieri in Cammino con una piccola donazione (come amico).

📌 La donazione sarà effettuata a Simone Bellei, autore e curatore di questo progetto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *