David di Kobra da Colonnata via Foce Luccica
Percorso ad anello che da Colonnata sale fino alla Foce Luccica per poi ritornare passando dal celeberrimo David di Kobra, opera che l’artista brasiliano ha realizzato su di una parete marmorea della Cava di Gioia. Finale utilizzando il percorso più classico e frequentato.

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MAPPA DI LOCALIZZAZIONE
SINTESI DESCRIZIONE
Da Colonnata si segue il sentiero 195 iniziando presto a inerpicarsi sul calcare.
Raggiunta, oltre 400 metri più in alto, Cima d’Uomo la vista è già spettacolare e si può vedere praticamente tutto il percorso da affrontare.
Proseguendo lungo la cresta, si imbocca la Lizza del Padre Nostro, percorso che un tempo serviva al trasporto del marmo verso valle.
Arrivati sul versante sud di Cima delle Serre, elevazione posta sulla dorsale sud del Monte Sagro, si incontra il sentiero 172 con cui si attraversa la testata del vallone fino al bivio con il tracciato 138.
Una breve deviazione porta alla vicina Foce Luccica da dove si può ammirare il panorama sul vallone del Canale di Regolo e il verticale versante orientale del Monte Sagro.
Utilizzando il sentiero 138 si cammina prevalentemente nel bosco raggiungendo gli edifici di Vergheto, in bella posizione panoramica.
Con il sentiero 169, si procede aggirando il Monte Tamburone fino a ritrovare la cresta in corrispondenza del bivio fra i sentieri 169 e 195 presso il quale è posta una croce (Croce di Gioia).
Questo è il punto in cui giunge direttamente la quasi totalità delle persone provenienti da Colonnata.
Velocemente si raggiunge la parte sommitale della Cava di Gioia dove, su di una parete di marmo, nel maggio 2017 l’artista brasiliano Eduardo Kobra ha realizzato la celeberrima immagine del David, purtroppo in via di deterioramento.
Con il frequentatissimo sentiero 195 si torna ripidamente sul fondovalle poi a Colonnata.

DESCRIZIONE COMPLETA
Colonnata, borgo famoso per il celeberrimo lardo.
Percorsa la strada che sale da Carrara, lascio l’auto nel piccolo parcheggio all’ingresso del paese (q. 520 m. circa) e mi incammino verso la parte alta dell’abitato.
Nella piazza principale pavimentata in marmo scorgo i primi segnavia bianco-rossi (segnavia 195).
Passo a fianco della torre campanaria della chiesa di San Bartolomeo per poi uscire dal paese e imboccare un sentierino che presto inizia ad inerpicarsi sul calcare.
Alle mie spalle le case di Colonnata.

Guadagno quota velocemente sulla dorsale alternando tratti tra la vegetazione con altri più aperti con vista sulle vicine cave di marmo che si stanno mangiando le montagne ormai ridotte a gruviera. Ogni tanto appoggio le mani sulla roccia tanto sono ripide alcune sezioni.

Ad un traverso su ripido pendio segue la risalita di un’altra dorsale tra erba e rocce. Intanto la vista si amplia sul mare con Marina di Carrara e un tocco di Liguria.
Eccomi a Cima d’Uomo (q. 960 m.) dove posso vedere praticamente tutto il percorso che affronterò: l’ascesa verso Foce Luccica e la cresta a fronte con il Monte Tamburone e Cima di Gioia. Tutto avvolto da più aspre montagne tra cui i Campanili di Colonnata, il Monte Maggiore, il versante meridionale del Monte Sagro fino allo Spallone, il Grondilice, il Contrario, il Cavallo, la Tambura e tanto altro.

Continuo verso nord lungo la bella e panoramica cresta che si fa via via più rocciosa.

Poi il tracciato si sposta un poco sulla destra per seguire l’affascinante Lizza del Padre Nostro (segnavia 195A), percorso che un tempo serviva al trasporto del marmo verso valle.

Quando ormai mi trovo sul versante sud di Cima delle Serre, elevazione posta sulla dorsale sud del Monte Sagro, incontrato il sentiero 172, lo seguo in discesa (destra) attraversando la testata del vallone fino al bivio con il tracciato 138.

Mi trovo poche decine di metri a valle di Foce Luccica così decido di percorrere la serpentina che sale al passo (q. 1028 m.) per poter ammirare anche il panorama sul vallone del Canale di Regolo e il verticale versante orientale del Monte Sagro in cui si notano i ruderi della Casa dei Pisani edificio costruito negli anni 10 del XX secolo dall’imprenditore Pietro Pisani e collegato all’attività di cava.
Qui transita l’itinerario escursionistico intorno al Monte Sagro.

Tornato al bivio fra i sentieri 138 e 172 continuo sul primo all’interno di un rado bosco che, inizialmente, porta i segni di un incendio.
Tagliando a mezzacosta, perdo quota fino al bivio con il sentiero 195 che proviene da Cima d’Uomo, alternativa al percorso fin qui seguito.

Proseguo in direzione di Colonnata (segnavia 138-195) giungendo pochi minuti più tardi agli edifici di Vergheto (q. 860 m. circa) in bella posizione panoramica.

Mantenendo la direzione “Monte Tamburone” (segnavia 195 e innesto 169) calo ancora di quota rimanendo sul versante occidentale della dorsale per poi ritornare sulla accidentata cresta su cui procedo.

Al punto di congiunzione con il sentiero 169, continuo verso sud-ovest in direzione di Casette.
Cammino con vista su Colonnata, i Campanili e, sullo sfondo, il Mar Ligure.

Quando la cresta rocciosa si innalza decisamente verso la vetta del Tamburone, tralascio la scomoda traccia (segni azzurri) che porta alla cima e mi mantengo sul sentiero 169 identificato dai segnavia bianco-rossi aggirando la montagna.

Guadagnati un po’ di metri, ritrovo la cresta in corrispondenza del bivio fra i sentieri 169 e 195 presso il quale è posta una croce (Croce di Gioia).
Questo è il punto in cui giunge direttamente la quasi totalità delle persone provenienti da Colonnata così, tutto d’un tratto, la solitudine diviene un lontano ricordo.
Devo dire che molte, anzi, troppe persone arrivano quassù stremate da un percorso che si è rivelato essere tutt’altro che una passeggiata.

Davanti ora vedo quel che rimane della Cima di Gioia.
Seguendo ancora la cresta, salgo fino a raggiungere la strada marmifera.
In piano verso destra, camminando sul marmo, mi porto al vicinissimo slargo affacciato sulla cava.
Sulla parete ecco il celeberrimo David di Eduardo Kobra.
L’immagine creata nel maggio 2017 dall’artista brasiliano, pur parzialmente deteriorata, ha ancora grande fascino.

Tramite la marmifera salgo sullo spiazzo sommitale (q. 806 m.) che, attualmente, costituisce la vetta della Cima di Gioia mangiata dalla cava. Mi gusto la spettacolare vista a 360°, fra le Apuane settentrionali e il mare.

Tornato alla croce e al bivio fra i sentieri 169 e 195, imbocco quest’ultimo.
Il tracciato scende in modo deciso. Incontro diverse persone che, probabilmente, avevano preso sottogamba il breve ma duro percorso che separa Colonnata al David.

Giunto sul fondo della valle, guado il Canale della Freddona, oggi piuttosto ricco d’acqua, e risalgo sul versante opposto giungendo velocemente fra le case di Colonnata dove incontro il sentiero 138 abbandonato in precedenza.

Ritorno sulla piazza principale e al parcheggio pienamente soddisfatto di questa panoramica escursione.
DATI ITINERARIO
- Escursione effettuata nell’Aprile 2025
- Durata*: 4h00′
-
Tempi progressivi*: Colonnata – Cima d’Uomo (1h00′) – Foce Luccica (1h40′) – Vergheto (2h10′) – Bivio sentieri 169/195 (croce) (2h40′) – David di Kobra (2h55′) – Colonnata (4h00′)
*I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto da me impiegato. - Dislivello: +700 m./ -700 m. circa
- Difficoltà: E (Escursionistica) – Guarda la SCALA DELLE DIFFICOLTA’ ESCURSIONISTICHE
- Carta escursionistica: 4Land n. 200 – Alpi Apuane 1:25000
- Accesso: Da Carrara o Massa raggiungere Bedizzano poi Colonnata dove è presente un limitato parcheggio ad inizio paese oppure uno più ampio presso la Larderia quasi 1 km prima.
- Trasporti pubblici: Treno fino a Carrara (Avenza) poi Autobus Autolinee Toscane (Carrara Urbano) fino a Colonnata (https://www.at-bus.it/it/linee-e-orari/massa-carrara)
COMMENTI E NOTE
- Variante alternativa (e molto più lunga ma più interessante e panoramica) al percorso diretto che collega Colonnata al David di Kobra. Si tratta di un percorso che richiede adeguato allenamento e non è adatto a chi non ha l’abitudine a camminare in montagna.
- Non ci sono tratti particolarmente esposti ma si attraversano pendii anche ripidi che potrebbero creare problemi a chi soffra in modo consistente di vertigini/paura del vuoto. Attenzione durante un breve traverso roccioso, in particolare con fondo bagnato o, peggio, ghiacciato.
- Attenzione che il parcheggio in paese, con numero abbastanza limitato di posti, si esaurisce piuttosto presto obbligando i “ritardatari” a lasciare l’auto nell’ampio parcheggio presso la Larderia La Stazione di Colonnata per poi dover risalire a piedi per quasi 1 km la strada di accesso al borgo.
- Volendo, aumentando un poco la difficoltà, tra Vergheto e il David, si può seguire la cresta salendo anche sulla vetta del Monte Tamburone: quando il sentiero 169-195 vira in piano sul versante di Colonnata, si segue la lieve traccia (segnavia azzurri) salendo lungo la cresta direttamente sulla vetta per poi scendere più comodamente fino alla croce presso il bivio fra i sentieri 169 e 195.
- L’itinerario può essere seguito in entrambi i sensi anche se lo preferisco nella direzione descritta. Nella direzione opposta diventano ancora più impegnativi i tratti di roccia.
Altre escursioni pubblicate in zona:
- Monte Borla da Piazzale dell’Uccelliera
- Monte Sagro per lo Spallone
- Giro del Sagro da Vinca (Anello delle 7 foci)
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One Reply to “David di Kobra da Colonnata via Foce Luccica”
Fatto. Bellissimi luoghi. Evviva le Apuane!