Ferrata Carlo Giorda e Sacra di San Michele: anello da Sant’Ambrogio di Torino

Ferrata Carlo Giorda e Sacra di San Michele: anello da Sant’Ambrogio di Torino

La ferrata Carlo Giorda è uno dei modi più spettacolari per raggiungere la Sacra di San Michele, simbolo della Val di Susa.
Un’escursione ad anello che unisce adrenalina e storia: salita attrezzata su roccia e discesa lungo l’antica mulattiera dei pellegrini.
Un percorso completo, panoramico e mai banale, ideale per chi vuole vivere la montagna sopra Sant’Ambrogio di Torino in modo diverso.

Perfetto per chi vuole abbinare ferrata e trekking.

Ferrata Giorda Sacra di San Michele
Sacra di San Michele vista dalla ferrata
👉 Scheda escursione
📍 Zona: Val di Susa – Sant’Ambrogio di Torino
🧗 Percorso: Ferrata Carlo Giorda + sentiero 502
🔁 Tipologia: Anello
📈 Dislivello: circa 600 m
⏱️ Durata: 5h – 6h30′
⚠️ Difficoltà: EEA

ATTENZIONE:

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MAPPA DI LOCALIZZAZIONE


SINTESI DESCRIZIONE

Dal parcheggio nei pressi del Laghetto dei Camosci si attacca direttamente la ferrata, che risale il versante del Monte Pirchiriano con difficoltà crescenti ma sempre ben attrezzata. Il percorso alterna tratti verticali, traversi e sezioni più appoggiate, con alcuni passaggi caratteristici come il ponte sospeso e il ponte tibetano (evitabile).
Durante la salita si guadagna rapidamente quota, con ampie vedute sulla Val di Susa. Sono presenti alcune vie di fuga intermedie che permettono il rientro anticipato a Sant’Ambrogio.
La ferrata conduce progressivamente alla Sacra di San Michele (962 m), imponente complesso abbaziale simbolo del Piemonte, raggiungibile con un ultimo tratto più semplice.

La discesa avviene lungo il sentiero 502, coincidente con l’antica Via dei Pellegrini: una mulattiera lastricata, ripida e continua, che richiede attenzione in presenza di fondo bagnato. Il tracciato attraversa boschi, borgate e alcuni punti di interesse storico-naturalistico fino a rientrare a Sant’Ambrogio.
Dal paese si segue un tratto pianeggiante su strada e pista ciclo-pedonale che riporta al punto di partenza, chiudendo l’anello.

Val di Susa Sacra di San Michele
Vista sulla Val di Susa dalla base della Sacra

DESCRIZIONE COMPLETA

Ferrata Carlo Giorda

Val di Susa. Appena superato il paese di Sant’Ambrogio di Torino, risalendo in auto la Strada Statale 25, mi fermo nell’ampio parcheggio (q. 360 m. circa) della Ferrata Carlo Giorda, a pochi passi dal Laghetto dei Camosci.
Mi trovo ai piedi del Monte Pirchiriano sulla cui cima, lassù in alto, oltre 1000 anni fa è stata realizzata la Sacra di San Michele, la mia meta odierna.

Ferrata Carlo Giorda attacco
L’attacco della Ferrata Carlo Giorda

Indosso immediatamente l’imbrago e mi porto al punto d’inizio della ferrata.

Comincio a risalire il roccioso pendio inclinato. Non ci sono particolari difficoltà.
Quasi subito noto la sagoma del ponte sospeso che dovrò affrontare di lì a poco.
Alle mie spalle si estende la Val di Susa con il rumore che sale dalle sue arterie stradali.

Ferrata Carlo Giorda ponte sospeso
Scorcio sul ponte sospeso

Continuo a guadagnare quota lungo la dorsale alternando tratti più o meno pendenti. Alla mia sinistra si apre il grande buco di una ex cava.

Un traverso a tagliare il fianco scosceso della montagna mi conduce al termine del primo tratto attrezzato.

Lago dei Camosci parcheggio ferrata Giorda
Lago dei Camosci e parcheggio ferrata

Oltrepasso un boschetto e inizio il secondo tratto attrezzato, subito molto inclinato.
Alcune staffe aiutano nei punti più verticali e meno forniti di appoggi e appigli.
Le difficoltà sono aumentate.

Un più lungo tratto verticale è seguito da un altro traverso e ancora staffe.

Ferrata Carlo Giorda
L’aiuto delle staffe

Sto innalzandomi lungo una parete verticale, fra traversi e tratti che puntano diritto al cielo.
Le attrezzature sono fondamentali e il cavo d’acciaio è costante.

Ferrata Carlo Giorda prima sezione
Tratto verticale della ferrata

Supero un boschetto di sempreverdi e ancora su con l’aiuto del cavo a guadagnare quota puntando la Sacra ancora lontana.

Ferrata Carlo Giorda alberi
Breve sezione tra gli alberi

Al Pian Risulet (q. 640 m.) si trova una prima via di fuga che porta a Sant’Ambrogio.
Io proseguo lungo il percorso della Via ferrata e mi porto ad un’altra sezione dotata di attrezzature che, velocemente, mi conduce a un lungo ponte sospeso. E’ il punto più caratteristico di tutto il percorso.

Ferrata Carlo Giorda Ponte sospeso
Ponte sospeso

Lo supero e riprendo a salire, superando un altro dente di roccia grazie a una lunga serie di staffe.
Una sezione meno inclinata mi conduce al Pian Cestlet (q. 690 m.).

Sempre accompagnato dal cavo d’acciaio risalgo la cresta nord-ovest del Monte Pirchiriano.
Ancora tratti verticali si susseguono intervallati da sezioni meno pendenti.

cresta nord-ovest Monte Pirchiriano
Cresta nord-ovest del Monte Pirchiriano

Un altro boschetto poi un camino.
Dopo un segmento su consumata roccia verticale è il turno di un ponte tibetano, tranquillamente evitabile scendendo e salendo pochi metri dentro il cosiddetto “Intaglio”.

Ferrata Carlo Giorda ponte tibetano
Ponte tibetano

Proseguo verticalmente, anche con l’ausilio di numerose staffe, fino ad un pianoro (U Saut du Cin, q. 850 m.) in cui si incontrano un paio di sentieri che portano a Sant’Ambrogio offrendo possibili vie di fuga.

U Saut du Cin
U Saut du Cin

Riprendo la ferrata guadagnando velocemente quota lungo la frastagliata parete rocciosa.
Il panorama si fa sempre più vasto, è sempre più vasto con la Val di Susa ai miei piedi e le cime imbiancate che la circondano tra cui il Rocciamelone e le vette del Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè. La foschia odierna limita, invece, la vista in direzione di Torino.

Val di Susa Ferrata Carlo Giorda
Vista sulla Val di Susa

Una cengia inclinata mi porta alla base di un altro tratto su roccia superato il quale eccomi in vista della Sacra di San Michele, uno dei simboli del Piemonte.

Sacra di San Michele
Sacra di San Michele

Con più facile percorso mi porto alla base dell’enorme edificio in pietra.
Lo aggiro in senso antiorario entrando nuovamente nel bosco.
Una sezione parzialmente scalinata mi fa perdere quota e, oltre un passaggio facilitato dalla presenza di staffe, riprendo a salire ancora sfruttando le attrezzature artificiali fino a giungere alla strada asfaltata.

Ferrata Carlo Giorda tratto finale
Aggirando la sommità del Monte Pirchiriano

La Sacra di San Michele: storia e posizione

Mi incammino verso la Sacra fino a giungere presso l’ingresso per poterla ammirare meglio.
La Sacra di San Michele è una maestosa abbazia realizzata tra il 983 e il 987 sulla sommità del serpentinitico Monte Pirchiriano (q. 962 m.).
Custodita originariamente dai monaci benedettini è affidata dal 1837 ai padri Rosminiani. È stata di ispirazione al celeberrimo romanzo di Umberto Eco “Il nome della Rosa”.
Questa enorme struttura è abitualmente visitabile e frequentata meta turistica.

Sacra di San Michele
Presso l’ingresso della Sacra di San Michele

Discesa sulla mulattiera dei pellegrini (sentiero 502)

Ritorno sui miei passi e mi lascio alla mia destra il percorso della Ferrata.
Continuo lungo l’asfalto, passo a fianco dei resti di una piccola chiesa in stile romanico e un centinaio di metri più tardi mi trovo all’imbocco dell’antica mulattiera che scende sulla sinistra.

Sacra di San Michele rovine chiesa
Rovine della vecchia chiesa

Questo millenario percorso (segnavia 502, coincidente con la “Via dei Pellegrini”) unisce Sant’Ambrogio alla Sacra di San Michele e ora lo percorrerò nella sua interezza. E’ una sorta di Via Crucis lastricata, particolarmente scivolosa quando il fondo è bagnato, che si sviluppa costantemente in discesa con innumerevoli tornanti. Ne è vietata la percorrenza in caso di temporali, piogge intense o vento forte.
La scivolosità del fondo non è casuale ma voluta al fine di facilitare la discesa delle merci trasportate su slitte dai lunghi pattini denominate “lese”.
E’ ancora la via classica di salita a piedi per chi non voglia utilizzare la Via Ferrata.

Inizio la discesa sulla mulattiera evitando, non molto più avanti, il tracciato che proseguendo diritto conduce al Piazzale del Colle della Croce Nera.

Raggiungo gli edifici di Borgata San Pietro attraversandone completamente l’agglomerato per poi immergermi nel fitto bosco.

Borgata San Pietro
Borgata San Pietro

E’ una lunghissima discesa in cui sono presenti diversi pannelli illustrativi su aspetti naturalistici della zona. Ogni tanto incontro una delle quattordici grandi croci che simboleggiano la “Via Crucis” così come diversi massi erratici che i ghiacciai un tempo presenti hanno lasciato su questo versante.

Via dei Pellegrini massi erratici
Massi erratici sulla Via dei Pellegrini

Poi è il turno di una cappelletta votiva dedicata a San Michele e di una profonda caverna denominata “Tana du Ly” (Tana del Lupo).

Via dei Pellegrini cappelletta votiva
Cappelletta votiva

Nel frattempo, incrocio diverse persone che procedono in senso opposto, per lo più turisti molto affaticati che hanno preso sottogamba la lunghezza della salita. Non so se riusciranno ad arrivare alla Sacra.

Sono quasi sul fondovalle quando il bosco si interrompe un poco e mi concede di girarmi e guardare lassù la Sacra, maestosa.

Sacra di San Michele
Un ultimo sguardo verso la Sacra di San Michele

Oltrepasso il “Bosco delle Meraviglie” per poi uscire definitivamente dalla folta vegetazione ed entrare a Sant’Ambrogio.
Sfioro il castello il cui impianto originario è del 1176 per poi giungere nel centro di Sant’Ambrogio.
Svolto su via Umberto I verso ovest (sinistra) per continuare su Via Susa tramite percorso pianeggiante, in parte a fianco del Canale Cantarana.

Sant’Ambrogio di Torino
I tetti di Sant’Ambrogio

Al limitare del paese, abbandono la strada pubblica per seguire il tracciato ciclo-pedonale tramite il quale ritorno al punto di partenza dell’escursione.


DATI ITINERARIO

  • Escursione effettuata nel Febbraio 2024
  • Durata*: 5h50′
  • Tempi progressivi*: Parcheggio Ferrata Carlo Giorda – Pian Risulet (1h30′) – Pian Cestlet (2h10′) – U Saut du Cin (3h10′) – Sacra di San Michele (4h00′) – Borgata San Pietro (4h20′) – Sant’Ambrogio di Torino (5h30′) – Parcheggio Ferrata Carlo Giorda (5h50′)
    *I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco integrata, quando assente, da quanto da me impiegato.
  • Dislivello: +600 m./ -600 m. circa
  • Difficoltà: EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzatura) – Guarda la SCALA DELLE DIFFICOLTA’ ESCURSIONISTICHE
  • Carta escursionistica: Fraternali Editore n. 4- Bassa Valle Susa, Musinè, Val Sangone, Collina di Rivoli 1:25000
  • Accesso: Da Torino percorrere l’Autostrada A32 fino all’uscita di Avigliana Ovest e raggiungere Sant’Ambrogio di Torino rimanendo sulla S.S. 25 in direzione di Susa. Usciti dal paese, circa 200 metri dopo la rotonda, svoltare a sinistra entrando nel parcheggio della Ferrata C. Giorda.
  • Trasporti pubblici: Da Torino in treno direzione Susa fino a Sant’Ambrogio di Torino.
    https://www.trenitalia.com/it.html

COMMENTI E NOTE

  • Via ferrata non particolarmente difficile (classifica PD – Poco Difficile) ma piuttosto lunga che richiede adeguato allenamento.
  • Si tratta di una salita molto panoramica con lunghi tratti con vista sulla medio-bassa Val di Susa. La discesa, invece, si sviluppa per lo più nel bosco.
  • Percorso riservato ad escursionisti con attrezzatura da ferrata privi di paura del vuoto e dotati di passo sicuro seppure tutti i tratti esposti siano dotati di cavo metallico a cui agganciarsi.
  • Chi volesse salire alla Sacra da Sant’Ambrogio senza percorrere la Via Ferrata eliminando così i tratti esposti o non, preferibilmente, compirà salita e discesa sulla Via dei Pellegrini. Attenzione, anche in questo caso è necessario possedere adeguato allenamento, non è una passeggiata!
  • Esiste la possibilità di interrompere in un paio di punti la Via Ferrata tornando a Sant’Ambrogio per la mulattiera (segnavia 502) dopo aver percorso il relativo sentiero di collegamento. La prima possibilità di chiusura anticipata dell’anello si ha a Pian Risulet (40′ per tornare a Sant’Ambrogio durata totale 2h30′ circa). Una seconda possibilità si ha in località U saut du cin da dove si raggiunge Borgata San Pietro (20′) e si completa l’anello in circa 5h oppure, transitando da Chiusa San Michele, una ventina di minuti in più.
  • Itinerario non eseguibile in senso opposto.
  • Non percorrere l’escursione con fondo bagnato. Oltre alla ferrata, la mulattiera diviene molto insidiosa in quanto realizzata appositamente per far scivolare meglio i carichi un tempo trasportati tramite slitte.
    Itinerario, ad ogni modo, di cui è vietata la percorrenza in caso di temporali, piogge intense o vento forte.

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