Monte Guglielmo da Zone per Malga Aguina
Escursione ad anello estremamente panoramica che da Zone porta fino alla sommità del Monte Guglielmo percorrendo tutta la dorsale che da Malga Aguina sale transitando da Punta Caravina e Dosso Pedalta. Ritorno più diretto passando dal Rifugio Almici e Malga Palmarusso di Sotto.

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MAPPA DI LOCALIZZAZIONE
SINTESI DESCRIZIONE
Da Zone (parcheggio presso il ponticello a quota 700 m circa) si imbocca il sentiero 228 in direzione di Malga Aguina. Dopo un primo tratto su strada e poi su sterrato, si sale nel bosco superando Bombolone e si raggiunge la malga (q. 1180 m).
Da qui si prende il sentiero 207, iniziando la lunga risalita della dorsale: si passa a fianco della cima delMonte Agolo e delle Tredici Piante per poi continuare sempre in cresta fino al Roccolo della Caravina.
La salita prosegue con pendenza più sostenuta fino a Punta Caravina (q. 1847 m), quindi si continua lungo la dorsale panoramica passando dal Dosso Pedalta e raggiungendo infine la vetta del Monte Guglielmo (q. 1948 m), con il grande monumento del Cristo Redentore.
Per la discesa si torna al bivio e si segue il sentiero 227, scendendo al Rifugio Almici (q. 1865 m) e poi verso Malga Palmarusso di Sotto.
Si continua nel bosco con lunghi tornanti nella Valle Vandul, passando anche attraverso il Bosco degli Gnomi, fino a rientrare al bivio iniziale e quindi a Zone.

DESCRIZIONE COMPLETA
Da Zone a Malga Aguina
In una gelida giornata invernale ci apprestiamo a compiere un anello impegnativo ma di grande soddisfazione che da Zone ci porterà fin sulla cima del Monte Guglielmo.
Superato il centro del paese e seguendo le indicazioni per la montagna, lasciamo l’auto nel piccolo parcheggio (q. 700 m circa) presso il ponticello, dove compaiono i primi cartelli dei sentieri 227 e 228.
La neve è ancora poca e la incontreremo solo più in alto, ma sappiamo che il ghiaccio sarà inevitabile: nello zaino non possono mancare i ramponi.

Ci incamminiamo lungo un breve tratto asfaltato e in un minuto raggiungiamo il bivio tra i due percorsi, con un secondo parcheggio. Il sentiero 227 lo utilizzeremo al ritorno; per la salita imbocchiamo invece il 228.
Guadagnata un po’ di quota, abbandoniamo presto la stradina asfaltata per proseguire su sterrato. Il primo obiettivo della giornata è Malga Aguina.

La salita è costante e in alcuni tratti piuttosto ripida: ci scaldiamo in fretta nonostante la temperatura sotto lo zero.
Superato l’incrocio con il tracciato 234, alcuni tornanti ci conducono in località Bombolone (q. 1030 m).

In alto si distingue già la dorsale che sale verso Punta Caravina, ricoperta di bianco. Voltandosi, il Lago d’Iseo appare in tutta la sua bellezza, mentre all’orizzonte spuntano il Monte Alben e il Pizzo Arera.
Ignoriamo il Sentiero dei Grap (segnavia 234) diretto a Predel e continuiamo sul 228 verso Malga Aguina. Un lungo ma semplice traverso nel bosco ci accompagna fino ai pascoli superiori, dove incontriamo il sentiero 207 proveniente dalla Croce di Zone.

Poco dopo raggiungiamo Malga Aguina (q. 1180 m) e la vicina sella: da qui inizia la parte più spettacolare dell’escursione.

Da Malga Aguina a Punta Caravina
Imbocchiamo infatti il sentiero 207, che risale l’intera dorsale fino alla vetta del Monte Guglielmo senza mai abbandonarla.
L’ascesa sul pendio prativo è da subito faticosa, anche se la visuale ripaga immediatamente lo sforzo. Circa mezzora più tardi giungiamo ad un incrocio di sentieri (q. 1360 m) posto nei pressi della cima del Monte Agolo e del boschetto denominato Tredici Piante. Qui è presente anche un area picnic e calpestiamo la prima neve.

Proseguiamo sempre in cresta, mantenendo il bosco alla nostra sinistra. Gli scorci sul Lago d’Iseo continuano a sorprenderci passo dopo passo.
Dopo qualche tratto più scomodo e una breve discesa, la dorsale si restringe ed eccoci al Roccolo della Caravina (q. 1600 m), importante crocevia di sentieri.

Da qui la salita diventa più ripida e l’ambiente sempre più alpino. Per evitare scivolate indossiamo i ramponi: un breve passaggio appena esposto e guadagniamo rapidamente quota.

Lo sguardo è costantemente attratto dal Sebino che appare quasi interamente, dalle case di Zone sempre più lontane e dalle grandi vette dell’Adamello e delle Orobie: spettacolo puro.

La parte più dura termina a Punta Caravina (q. 1847 m).
Da Punta Caravina alla vetta del Monte Guglielmo
In corrispondenza di questa sommità si presentano due possibilità: seguire il sentiero 201 in direzione del Rifugio Almici oppure continuare lungo la dorsale.

Molti escursionisti scelgono la prima opzione, ma noi proseguiamo ancora sulla cresta, nonostante il vento che ora soffia forte e gelido.
È probabilmente questo il tratto più entusiasmante: la visuale è incredibile, anche se qualche nuvola inizia a formarsi proprio attorno alle cime.

Finalmente compare davanti a noi la vetta del Monte Guglielmo, ben riconoscibile per la presenza del grande Monumento al Cristo Redentore.

Raggiungiamo prima il Dosso Pedalta (q. 1951 m), punto più elevato dell’escursione, poi proseguiamo in saliscendi fino alla breve ascesa finale che conduce alla cima del Monte Guglielmo (q. 1948 m), frequentatissima e panoramica.

Con il freddo intenso molte persone trovano riparo all’interno del Monumento, inaugurato nel 1902 e ricostruito nel 1966, che può fungere anche da ricovero d’emergenza.
Il ritorno dal Monte Guglielmo a Zone
Dopo una breve pausa torniamo al bivio e seguiamo ora il sentiero 227: in pochi minuti scendiamo al Rifugio Almici (q. 1865 m), chiuso in questo periodo ma situato in una posizione straordinaria, vero balcone sul lago. Accanto sorge anche una piccola chiesetta.

Continuiamo lungo il 227 verso Malga Palmarusso di Sotto, camminando prevalentemente su comodo stradello. Presso un tornante con area picnic deviamo brevemente lungo la dorsale in direzione del Corno del Bene, per poi scendere verso la malga.

A circa 1600 metri oltrepassiamo l’incrocio con il sentiero 207B e proseguiamo nella discesa. Superiamo i bivi per la Ferrata Corno del Bene e per la Ferrata Corna Frere: ormai siamo immersi completamente nel bosco.

Un lungo traverso ci porta a incrociare prima il sentiero 227C e poi il 230. In questa zona l’ambiente è ancora più freddo e il ghiaccio resiste a lungo sul tracciato.
Scendiamo nella Valle Vandul lungo una strada forestale ricca di tornanti, incontrando di tanto in tanto qualche edificio.

Al bivio tra 227 e 227A scegliamo quest’ultimo, più ripido e sconnesso ma più breve e permette di variare un po’ dalla monotonia della strada.

Attraversiamo un’abetina e rientriamo sul percorso principale poco sopra il celebre Bosco degli Gnomi, dove si trovano 44 sculture lignee intagliate a partire dal 1989 da Luigi Zatti, detto “Il Rosso”.

L’ultima parte della discesa segue una mulattiera lastricata, sempre accompagnata dai segnavia bianco-rossi. Il bosco lascia gradualmente spazio ai prati e alle prime case: Zone è ormai vicina.
Raggiunto infine il bivio iniziale tra i sentieri 227 e 228, torniamo in un minuto al punto di partenza, chiudendo un anello faticoso ma davvero memorabile.

DATI ITINERARIO
- Escursione effettuata nel Gennaio 2026
- Durata*: 6h15′
- Tempi progressivi*: Zone inizio tracciato 228 – Bombolone (1h00′) – Malga Aguina (1h30′) – Tredici Piante (2h00′) – Roccolo della Caravina (2h40′) – Punta Caravina (3h20′) – Monte Guglielmo (3h55′) – Rifugio Almici (4h10′) – Malga Palmarusso di sotto (4h40′) – Zone (6h15′)
*I tempi inseriti sono puramente indicativi e corrispondono a quanto indicato nella segnaletica presente in loco. - Dislivello: +1300 m./ -1300 m.
- Difficoltà: E (Escursionistica)
- Carta escursionistica: Ingenia – Comunità Montana Sebino Bresciano – 1:25000
- Accesso: Da Brescia raggiungere il Lago d’Iseo poi procedere verso la Valle Camonica lungo la SS510 fino all’uscita per Zone per poi proseguire fino al paese. Oltre il centro storico seguire le indicazioni per il Monte Guglielmo fino al parcheggio. Da Bergamo raggiungere lo svincolo di Iseo della SS510 poi proseguire come sopra.
- Trasporti pubblici: Da Brescia in treno fino alla stazione di Marone-Zone (https://www.trenord.it/biglietti/) poi bus fino a Zone (linea LV801) (https://www.autonoleggibonomi.it/#tratte-de)
COMMENTI E NOTE
- Percorso estremamente panoramico nella parte superiore, prevalentemente nel bosco in quella inferiore. Lunghi tratti su stradelli forestali. Un po’ noiosa la discesa lungo la Valle Vandul.
- L’itinerario non presenta passaggi tecnicamente impegnativi per escursionisti abituati a percorsi di montagna e l’esposizione è scarsa e limitata a un breve passaggio su roccette.
- Data la lunghezza e il dislivello da superare è necessario avere allenamento adeguato.
- Sono presenti diverse vie di fuga in caso di problemi a raggiungere la vetta o per compiere anelli più brevi. In particolare svoltando dal percorso descritto in località Tredici Piante o al Roccolo della Caravina.
Il tratto di cresta finale, oltre Punta Caravina, può essere evitato puntando direttamente verso il Rifugio Almici ma si perderebbe una sezione molto panoramica e non particolarmente faticosa. - Il percorso può essere percorso in entrambi i sensi ma lo consiglio nel senso descritto per godersi maggiormente la panoramica salita su cresta e velocizzare la meno interessante sezione lungo la Valle Vandul.
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